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Tanto tuonó… che non piovve. Il tanto atteso ribaltone, in seguito al mezzo passo falso di Castelfidardo, un 1-1 raggiunto tra l’altro in extremis, non c’è stato, per il sollievo di gran parte dei tifosi forlivesi. Non tutti, infatti, credono che la soluzione a tutti i mali sia l’allontanamento di mister Nicola Campedelli, nonostante gli umori in casa biancorossa, domenica sera, fossero tutt’altro che concilianti. È sicuramente crisi, la classifica lo testimonia, ma più di risultati che di gioco e prestazioni. Anche domenica scorsa, ad esempio, su un campo pesantissimo e tagliagambe, la squadra ha lottato fino al fischio finale, ottenendo meritatamente il pari nel recupero, al 92’. Una squadra in crisi di gioco, disunita ed in cattive condizioni fisiche e mentali, depressa dopo le recenti vicissitudini, sicuramente non ce l’avrebbe fatta.

Di questo va senza dubbio dato merito al tecnico, che ha saputo comunque compattare gli uomini a sua disposizione. Da non dimenticare, inoltre, le numerose e pesantissime assenze che hanno falcidiato l’organico biancorosso. Lo staff tecnico forlivese, nelle ultime due partite, è stato infatti costretto ad adattare Prati, eclettico centrocampista, come difensore centrale, in coppia col debuttante classe 2000 Bungaja. Riproponendo, peraltro, fra i pali l’esperto Semprini. Ma il pacchetto arretrato non ha affatto sfigurato, semmai i problemi sono stati altrove. Quella che ha più pesato è certamente stata l’assenza di Mazzotti, metronomo di centrocampo, parzialmente surrogata da Sabbioni e Baldinini. Anche l’attacco ha ultimamente stentato, ma più in fase conclusiva e realizzativa che di quantità, pagando di volta in volta l’assenza di alcuni elementi cardine, come Tonelli (per la squalifica dovuta all’ingiusto rosso di Cesena), Cortesi, fermato nel momento top da un infortunio alla spalla, e non ultimo Ferri, tornato a disposizione dal 1’ proprio a Castelfidardo. Ed è proprio dal ritrovato centravanti che probabilmente ripartirà il Forlì di Campedelli, visto l’infortunio occorso ad Ambrosini che lo terra fuori alcune delicate e fondamentali partite. Ma per quanto parleremo ancora di Forlì di Campedelli?

Si, perché la posizione del mister è tutt’altro che sicura. Dopo le parole al miele spese dal Presidente Cappelli nei confronti del suo tecnico all’indomani della partita del “Manuzzi”, la situazione è radicalmente cambiata. L’inopinata sconfitta interna con l’Olympia Agnonese, figlia della peggior prestazione stagionale biancorossa, oltre che delle scorie del derby, sommata al pari in rimonta dell’ultima gara, hanno acuito la crisi di risultati e peggiorato la già deficitaria classifica della formazione biancorossa. Al punto che ormai tutti devono sentirsi in discussione. Ecco che la prossima gara interna, dunque, la difficile sfida alla scorbutica Sammaurese (altro derby, sentito soprattutto a livello societario), diventa un decisivo crocevia, da cui passeranno le sorti non solo immediate, ma soprattutto a lungo termine, di squadra, staff e società.

Perché tenere Campedelli, quindi, sostenendolo anche in questo difficile momento? A dire il vero di ragioni ce ne sarebbero diverse e tutte di grande importanza. In primis l’abilità, sua e dello staff, nel far crescere a vista d’occhio i prodotti del Settore Giovanile biancorosso, ormai divenuti cardini della prima squadra a tutti gli effetti. In secondo luogo il fatto che i Galletti abbiano sempre affrontato gli avversari di turno imponendo il proprio gioco, piacevole da vedere, a cui è sinceramente mancato solo l’acuto finale dei troppi gol falliti (anche se non è comunque poco…). Giocando quasi sempre con grinta e determinazione. Infine, non meno importante, è universalmente riconosciuto come i biancorossi siano stati estremamente sfortunati in diversi episodi in questo avvio di stagione, penalizzati da dubbie e cervellotiche decisioni arbitrali che fino ad ora hanno sicuramente inciso, in negativo, sull’andamento del campionato. Se all’appello mancano più di alcuni punti (almeno 7-8) non lo si può certamente imputare a squadra e staff. Anche a Castelfidardo, ultima perla della serie, non è stato concesso un clamoroso penalty per fallo su Cenci, che avrebbe sicuramente indirizzato il match in un’altra direzione. Fatti che, purtroppo, vanno accettati, ma che devono essere opportunamente considerati nel giudicare il lavoro svolto fino ad oggi.

Insomma, è forse anche per questo insieme di motivazioni se mister Campedelli siede ancora sulla panchina biancorossa. Anche se ormai, va detto, il credito a suo favore sembra esaurirsi. La società è giustamente vigile e bene fa il Presidente Cappelli a farsi sentire. Da buon condottiero vuole e deve sicuramente scuotere i suoi uomini, spronandoli a dare ancora di più. Del resto potrebbe bastare solo qualche ritocco per raddrizzare una stagione iniziata male. La situazione è delicata, ma non disperata, per cui cambiare così, su due gambe, non è forse la soluzione giusta. Buttare via il bambino insieme all’acqua sporca non sempre è la cosa giusta.