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All’indomani della sconfitta col Cesena, il Presidente biancorosso Gianfranco Cappelli, ancora amareggiato per l’esito del derby di mercoledì sera, fa il punto della situazione in casa Forlì, a 360 gradi. Il massimo dirigente mostra comunque apprezzamento per quanto fatto vedere dalla squadra, non solo al Manuzzi, esprimendo invece chiaramente il suo risentimento verso l’operato arbitrale, ritenuto “inadeguato” in queste prime otto giornate di campionato. Soddisfazione anche per il comportamento dei tifosi, numerosi al seguito della squadra.

Presidente, partiamo dalle dolenti note del campo. A Cesena una bella serata di sport ed una bella partita. A poche ore dal termine del match rimane però molta amarezza?
“Molta amarezza, soprattutto per l’andamento del secondo tempo, quando una decisione arbitrale ha cambiato completamente le carte in tavola. La squadra aveva reagito, a tutte le controversie, infortuni, sviste arbitrali, dando una prova di carattere, forza ed onestà intellettuale, superando brillantemente gli errori che ci avevano portato, fino ad oggi, in questa situazione non fortunata di classifica dovuta, ripeto, a queste continue sviste arbitrali, come ho sottolineato a caldo nella sala stampa del Manuzzi. Il mio sfogo è stato dettato dalla rabbia e dall’amarezza per la sconfitta del tutto immeritata, maturata al termine di una gara in cui la squadra ha profuso impegno, forza e reattività, fornendo una prestazione all’altezza”.

Come si pone la Società rispetto a questa situazione? Intende reagire? In che modo? Con quali tempi?
“Abbiamo già presentato un esposto in Lega Nazionale Dilettanti, che poi lo girerà per competenza all’AIA, l’Associazione Italiana Arbitri. Chiederemo maggiore attenzione per le designazioni arbitrali, fino ad ora del tutto inadeguate a questa categoria. Capiamo la necessità di formare nuove leve anche nella classe arbitrale, facendo fare le ossa ai giovani arbitri, ma ciò non deve però inficiare gli sforzi ed i sacrifici, soprattutto economici, che le società, non solo il Forlì, compiono ogni anno. Questa situazione fa passare la voglia di fare calcio. Chiediamo e pretendiamo che i direttori di gara abbiano onestà intellettuale nel giudicare i vari episodi di una partita. A Cesena, ad esempio, fino alla fine del primo tempo l’arbitro mi è parso al di sopra delle parti. Poi qualcosa è cambiato e nella ripresa, fin da subito, è sembrato subire l’ambiente, di uno stadio pieno di gente, perdendo il controllo del match. Troppe le ammonizioni comminate per il tipo di partita e soprattutto eccessiva l’espulsione di Tonelli, per un doppio giallo che è sembrato a tutti non esserci”.

Passando ad esaminare la prestazione della sua squadra, è stato soddisfatto? Cosa si sente di dire?
“La squadra mi ha soddisfatto eccome. La strada è quella giusta. Non che prima non avessimo svolto il nostro lavoro, ma dopo la prestazione del derby mi sento di dire che ci siano i contenuti ed i presupposti per il buon proseguimento del campionato. La squadra ha dimostrato di avere un valore e uomini all’altezza. Non che non possa essere necessario qualche ritocco, per aumentare il tasso qualitativo e non dipendere da un singolo elemento. È anche vero che ci mancavano alcuni giocatori, specialmente in avanti, che avrebbero fatto sicuramente comodo. Non dev’essere stato facile, soprattutto per i nostri giovani, trovarsi in una situazione ambientale simile, con 10.000 tifosi avversari, ma posso dire che se la sono cavata egregiamente. Ripeto: non era affatto facile”.

Capitolo pubblico: un bellissimo spettacolo anche sugli spalti e non solo da parte cesenate. Contento dei supporters biancorossi?
“Contentissimo di loro! Per presenza, colore e per il tifo incessante. Nonostante la netta inferiorità numerica rispetto agli avversari, si sono fatti sentire per tutta la partita. Proprio la sera prima della gara ho avuto un incontro con i rappresentati di alcuni gruppi organizzati della gradinata, per avere un confronto con loro. Abbiamo esaminato alcune cose e spero d’aver gettato le basi per un futuro migliore. Ripeteremo gli incontri prossimamente anche con gli altri rappresentanti. Ci tengo particolarmente all’avvicinamento del pubblico alla squadra della propria città. È un obiettivo dichiarato e sbandierato. Sono stato molto felice della numerosa partecipazione alla trasferta di Cesena, nonostante una situazione attuale non idilliaca”.

Riguardo a Mister Campedelli, invece?
“A Cesena sono andato tre volte negli spogliatoi, prima della gara, durante l’intervallo ed alla fine, per consolare i ragazzi visto il risultato negativo e a verificare i significativi danni fisici riportati. Ho trovato un gruppo affiatato, unito in modo granitico, compatto e coeso, che segue l’allenatore. È sicuramente merito di Campedelli”.

Capitolo “Centenario” e futuro prossimo…. ci può anticipare qualcosa?
“Abbiamo intenzione di stilare il calendario delle manifestazioni del “Centenario” insieme all’Amministrazione Comunale. Avrei voluto un maggior coinvolgimento dei miei colleghi imprenditori, attraverso le varie Associazioni di Categoria, perché il Forlì è la squadra della città, che rappresenta la città. Avrei voluto averli più vicini, questo sì. Noi non facciamo solo la Serie D con la prima squadra, ma abbiamo anche un numeroso Settore Giovanile da sostenere, dove tutti potrebbero avere figli, nipoti, amici e parenti vari. Mi auguro che, aldilà del risultato, la partita dell’altra sera possa essere uno spot per far avvicinare ed appassionare più persone possibili al Forlì Calcio. Speriamo d’aver risvegliato qualcosa che la città di Forlì merita. Ringrazio ancora tutti quelli che già ci seguono, in casa ed in trasferta, come a Cesena. Dateci una mano: il Forlì è la squadra di tutta la città!”.