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Giornata dedicata agli ultimi arrivati in casa biancorossa. Presso la sala stampa del “Morgagni” si è infatti svolta la conferenza stampa di presentazione di Marcello Possenti, Stefano Ferrario ed Elia Ballardini, che nell’ordine si sono prestati alle domande dei giornalisti. Tre giocatori con storie, caratteristiche e curriculum diversi fra loro, ma con un’unica idea in testa, esposta con convinzione da tutti: il Forlì ha tutti i mezzi per risalire la classifica, l’attuale situazione è solo momentanea. E con la consapevolezza che Forlì, in C come in D, non è una piazza qualsiasi.

Per primo ha parlato Marcello Possenti, possente terzino sinistro, all’occorrenza anche centrale, di 26 anni, con già quasi 200 partite in Serie C alle spalle. Il giocatore, nativo di Bergamo, era rimasto svincolato in estate, alla scadenza del suo contratto con la Carrarese, con la quale anno scorso ha disputato i playoff per la promozione in B. “Innanzitutto terrei a ringraziare il Rezzato, per avermi permesso di potermi allenare con loro. In attesa di una chiamata ho infatti cercato di tenermi preparato, per poter essere pronto a giocare nel più breve tempo possibile. La trattativa col Forlì è stata veloce. Mi ha chiamato Graziani, con cui avevo giocato 6 mesi al Santarcangelo. Saputo che ero ancora svincolato mi ha messo in contatto col direttore sportivo Galassi ed in mezza giornata si è concretizzato l’accordo. Inserirmi nel gruppo è stato facile per la disponibilità dei miei compagni e del mister, che alla prima uscita mi ha chiesto cose semplici, il resto è venuto da sé. Domenica col San Nicoló Notaresco abbiamo sofferto, ma non prendere gol è stato ottimo. Mister Protti vuole aumentare la solidità difensiva, quindi in quest’ottica abbiamo fatto un passo avanti”.

A chi gli chiede se avesse seguito i Galletti in precedenza e se fosse a conoscenza della situazione spiega: “Non avevo seguito il Forlì da vicino, a parte leggere la classifica. Le difficoltà sono oggettive ma i ragazzi sono molto disponibili e si applicano per poter superare il momento critico. Perché ero svincolato? Anno scorso ero alla Carrarese ed abbiamo fatto i playoff di C. Sono rimasto a spasso per decisione della società, che ha legittimamente fatto scelte diverse. In estate dovevo andare al Rende, in C, ma non se ne è fatto nulla, poi più passa il tempo e più le squadre sono fatte, quindi è arrivato il Forlì, di cui ho apprezzato il progetto ed ho accettato l’offerta fattami. Credo comunque che anche in D ci siamo degli organici attrezzati, come anche il nostro. Contro il Notaresco, all’inizio, ho fatto un po’ fatica a ritrovare le distanze, i tempi di certi movimenti che solo la partita può dare. Poi mi sono trovato molto bene ed ho finito bene anche fisicamente”.

È la volta poi di Stefano Ferrario, 33 anni, centrale difensivo di 192 cm, con una grande esperienza in A e B, che già domenica scorsa, nel post-partita, aveva fornito le sue prime impressioni sull’ambiente forlivese“Sono venuto perché il direttore ed il mister mi hanno fortemente voluto. Volevo rimanere vicino a casa, abito a Cervia, ho moglie e figlia. Varie circostanze hanno contribuito a farmi rimanere svincolato: il mio desiderio di rimanere vicino a casa, appunto, ed il fatto che ad una certa età le società preferiscono investire sui giovani, per ragioni economiche. Forlì però non è un ripiego e spero di poter rimanere anche l’anno prossimo. Siamo una buona squadra con diversi giocatori di ottimo livello. Sono sicuro che la situazione attuale è solo momentanea, ci risolleveremo. Tengo anche a ringraziare il Santarcangelo che mi ha permesso di allenarmi. Per affrontare situazioni come questa, scendendo di categoria, è fondamentale essere umili e calarsi nella nuova dimensione e nell’ambiente dove si va a lavorare”.

Infine ecco il primo arrivato in ordine cronologico alla corte di mister Stefano Protti, Elia Ballardini, classe 1991, giocatore eclettico ma che preferisce definirsi centrocampista. “La condizione va in crescendo e tanti compagni già li conoscevo e li ringrazio per l’accoglienza. Col lavoro quotidiano puntiamo a migliorare per poter giocare un girone di ritorno di alto livello. Credo che il carattere non manchi ed a livello mentale siamo sulla strada giusta. Sono stato contattato da Galassi e Protti che conoscevo dalla primavera del Cesena. Era giusto che mi potessero visionare ed alla fine sono rimasto. Non so perché il Ravenna non mi abbia tenuto e non ho avuto proposte importanti. Il Forlì è stata la prima squadra che ha creduto in me quest’anno e sono molto contento d’essere qua. Fare il dilettantismo a Ravenna e Forlì non è essere dilettanti, ma mi considero un giocatore a tutto tondo, perché sono piazze importanti per la categoria. Come giocatore mi ritengo una mezzala. Mi considero un centrocampista, insomma”.