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Introduzione

Ho scelto questo argomento, rispetto ad altri, perché penso sia importante che ogni allenatore parta dalla propria esperienza, dal proprio modo di interpretare il gioco del calcio, adattato e perfezionato nel corso della propria carriera, per cercare umilmente di poter dare un piccolo contributo a chi utilizza questo tipo di modulo e non solo. La scelta del modulo 3-4-3 rispecchia quella che è la mia filosofia di gioco, la mia mentalità, un calcio fatto di ricerca del risultato attraverso il gioco, cercare di produrre spettacolo attraverso il coinvolgimento di tutti i calciatori nello sviluppare un buon possesso palla finalizzato alla conclusione e buone trame di gioco rispettando quelle che sono le caratteristiche e le individualità dei propri calciatori.

È’ chiaro che un calcio propositivo e divertente lo si può fare con qualsiasi tipo di modulo, credo sia fondamentalmente una questione di mentalità e di lavoro costante.

Penso sia importante nel calcio che, sia i giocatori che l’allenatore, debbano provare soddisfazione quando si produce un calcio propositivo e divertente. Sono circa vent’anni che faccio questo mestiere ed è da subito che ho utilizzato questo schema, per questo dico che per certi versi sono autodidatta, in quanto all’epoca non c’era molto materiale didattico e metodologico sul quale documentarsi, e capisco che questo potrebbe rappresentare un limite ma, è proprio nel corso degli anni, attraverso esperienze sul campo che ho potuto modificarlo e apportare migliorie per rendere questo schema il meno vulnerabile possibile, e più propositivo rispetto ad altri sistemi di giuoco.

È molto importante coinvolgere i giocatori nel proprio progetto è per questo motivo che voglio che i miei calciatori non subiscano meccanicamente le mie idee ma che, attraverso il ragionamento e la verifica capiscano che quella che io propongo è la strada giusta per il raggiungimento dei nostri obbiettivi.

La mia squadra deve essere come un’orchestra dove ognuno suona uno strumento diverso , ma tutti hanno lo stesso spartito. E’ importante porre sempre il calciatore nelle condizioni di avere più soluzioni possibili per risolvere le varie situazioni di gioco che, inevitabilmente, si presentano durante una partita di calcio, questo deve essere fatto attraverso il lavoro didattico e situazionale senza ovviamente tralasciare le capacità individuali, le proprie caratteristiche e le proprie doti che ti permettono, nel minor tempo possibile, di risolvere le varie situazioni di difficoltà.

Il sistema di gioco 3-4-3

Quando ho iniziato ad allenare, la maggior parte delle squadre come modulo adottavano il 4-4-2 , ho quindi pensato a come si poteva creare, in fase difensiva, superiorità numerica nella zona centrale del campo soprattutto rispetto alle due punte avversarie e come poter uscire dal pressing avversario cercando, già dalla fase difensiva, di creare superiorità numerica.

Ho deciso così di usare i tre difensori centrali, quattro centrocampisti e tre punte di ruolo, è nato così nella mia testa il 3-4-3. Ogni sistema di gioco non può prescindere da un costante equilibrio tra i vari reparti, sia nella fase difensiva che nella fase di possesso palla, dalla capacità della squadra di saper sopperire ai cambi di modulo avversari senza mai snaturare la propria filosofia di gioco, mantenendo per quanto possibile il proprio assetto tattico.

Il fatto di giocare con tre punte mi dà la possibilità, una volta riconquistata palla, di sfruttare tre punti di riferimento avanzati e ripartire con più efficacia sfruttando il campo in ampiezza. E’ ovvio, ma questo credo valga per tutti i moduli, che per attuare questo sistema di gioco ci voglia molta collaborazione tra i reparti rispetto soprattutto ai movimenti a scalare tra le linee dei difensori, centrocampisti, e punte per avere una buona copertura del campo ed un efficace raddoppio di marcature in tutte le zone. Credo che ogni allenatore, quando ne ha possibilità, debba scegliere i giocatori in funzione del sistema di gioco che intende adottare, per caratteristiche e personalità, ritengo altresì che un buon allenatore prima di attuare un tipo di schema non possa prescindere dalla qualità e dalle caratteristiche dei propri calciatori e adattarsi lui alle caratteristiche dei medesimi per sfruttare alla massimo le loro peculiarità e potenzialità anche se oggi adattare i propri calciatori al proprio modulo di gioco sia molto più facile rispetto al passato in considerazione del fatto che il calcio è in continua evoluzione per qui e più facile trovare calciatori che riescono con efficacia a ricoprire ruoli diversi.

È’ importante, attraverso progressioni didattiche, far capire, già dai primi giorni di ritiro quello che si vuole dai propri giocatori, sia in fase difensive , che quando la squadra è in possesso di palla e, attraverso esercitazioni situazionali, riproporre la propria filosofia di gioco e i concetti espressi in fase didattica.

Dislocazione in campo

DIFESA

La linea di difesa è composta da tre difensori a zona, su palla scoperta marcano su due linee di copertura con il difensore centrale leggermente staccato per proteggere un eventuale lancio in profondità ma attento a non dare troppe profondità agli avversari, diverso è l’atteggiamento da tenere quando la palla è coperta, in questo caso il difensore centrale toglie profondità e si allinea ai compagni di difesa formando così una sola linea di copertura e facilitando un eventuale azione di fuorigioco.

La distanza tra i giocatori che formano il reparto difensivo varia a seconda della dislocazione della squadra avversaria in fase offensiva.

E’ chiaro che se gli avversari giocano con due punte i difensori saranno più stretti e quindi più vicini tra di loro, avendo la possibilità di giocare più di reparto, ricercando sempre l’anticipo in quanto, essendo in superiorità numerica, possono sempre contare eventualmente sull’aiuto del compagno nelle diagonali di copertura.

Diverso è il discorso se si trovano ad affrontare tre punte avversarie, in questo caso la distanza tra i giocatori componenti il reparto difensivo aumenta con la necessità di giocare più sui duelli individuali, la ricerca dell’anticipo sarà più attenta sapendo di non poter contare sempre sull’aiuto del compagno in un eventuale errore.

Per caratteristiche i tre difensori devono essere bravi nell’uno contro uno, interpretativi tatticamente. Per questo ruolo si prediligono giocatori che abbiano ricoperto il ruolo di difensori centrali in una difesa a quattro ma, a mio avviso, soprattutto per i due interni di difesa si possono benissimo adattare giocatori che abbiano in precedenza ricoperto il ruolo di esterni difensivi, giocatori cioè dotati di grandi doti atletiche e di velocità in quanto, rispetto al difensore centrale, spesso devono coprire zone di campo più ampie.

Il difensore centrale deve essere il leader della difesa, deve avere personalità e capacità di guidare la linea difensiva e avere quindi ottima lettura delle situazioni di gioco, e tenere, con movimenti ad elastico, costantemente la squadra corta togliendo così profondità agli avversari e dare la possibilità ai centrocampisti di arrivare velocemente sui raddoppi di marcatura.

CENTROCAMPO

E’ formato da 4 giocatori a zona, due mediani e due esterni.

I due mediani hanno prevalentemente compiti, in fase difensiva , di interdizione, copertura delle traiettorie di passaggio verticali, raddoppio sulla zona centrale e, con movimenti coordinati di recupero della palla. in fase di possesso si richiede buona personalità, ottime capacità tecniche e buona velocità di gioco.

Sono questi giocatori fondamentali in quanto, per come la vedo io, devono sempre essere, rispetto al compagno in possesso di palla, in posizione di scarico e copertura.

Devono aiutare, a turno e con movimenti coordinati, i tre difensori ad uscire palla al piede e aprire il gioco qualora la situazione lo richieda.

Essere sempre, con movimenti rapidi , in appoggio alla punta centrale e, su un eventuale scarico , lanciare gli esterni con palla nello spazio.

I centrocampisti esterni devono essere giocatori di grandi qualità aerobiche. Capacità tattiche difensive, pronti eventualmente a formare la difesa a quattro o riformare la difesa a tre nel caso in cui uno degli interni di difesa si sia spinto in avanti ad appoggiare un azione offensiva, o sia uscito esternamente su un avversario.

In fase offensiva si richiedono tempi di inserimento, sovrapposizioni alla punta in possesso di palla creando così una situazione di 2>1 sull’esterno, sfruttare il campo in ampiezza e, rispetto al movimento della punta esterna, in profondità o con movimenti di taglio verso la zona centrale del campo.

ATTACCO

Pressione

Pressing

Sono i primi difensori, con palla alla difesa avversaria devono stare stretti per chiudere le traiettorie di passaggio in verticale e indirizzare così il gioco sugli esterni dove, concordatamente, si intende portare pressione. Devono capire bene, come tutta la squadra la differenza tra pressione, azione di un compagno sull’avversario in

possesso di palla per togliere tempo e spazio di giocata, e pressing, azione coordinata di un reparto o di tutta la squadra tendente, con azioni di anticipo a rubare palla ed eventualmente ripartire. Voglio che i miei giocatori assimilino, come concetto fondamentale, che si può portare pressione senza che scatti il pressing, perché magari in quel momento la squadra non è attenta oppure non ci sono le giuste distanze tra i reparti per un azione coordinata, ma non ci può essere pressing senza pressione sull’avversario .

In fase offensiva i due esterni devono sfruttare il campo in ampiezza, devono avere doti di velocità, abilità tecniche per sfruttare la situazione di 1<1 che spesso in questi casi si viene a trovare, capacità di lettura delle palla coperta e scoperta sapere quindi quando attaccare lo spazio e quando venire a “raccattare” la palla.

Prediligo giocare con il giocatore di piede sinistro a destra e viceversa, perché non mi interessa che gli attaccanti vadano al cross, ma piuttosto che sui movimenti, con o senza palla, verso l’interno del campo possano sfruttare le loro doti tecniche per tiri in porta, passaggi in verticale per i compagni di reparto, essere in appoggio alla punta centrale.

Il vertice alto, punta centrale deve saper giocare di spalle, avere doti di attacco allo spazio, capacità di dare profondità alla squadra e in alternativa, qualora la situazione lo richiede, avere capacità di gioco aeree sia per dare un’alternativa al gioco a terra sia per sfruttare eventuali cross.

Costruzione dalla linea difensiva

Movimenti in uscita dei tre difensori

Quello che si richiede ai tre difensori è di avere personalità nella gestione della palla, uscire palla al piede cercando di creare superiorità numerica sia per vie centrali che sugli esterni, farsi trovare sempre in appoggio dei centrocampisti qualora la situazione di gioco lo richieda, capire quando forzare la giocata e quando è bene effettuare un giro palla veloce per sorprendere la squadra avversaria sul lato debole. Il giro palla può avvenire attraverso uno scivolamento della medesima, quindi passando attraverso il difensore centrale

Oppure scavalcando il difensore centrale per arrivare direttamente all’interno di difesa.

In questo caso il difensore centrale dopo aver ricevuto palla dal portiere serve il difensore di sinistra e si avvicina per un eventuale scarico, il difensore di destra entra leggermente verso il centro del campo per agevolare il cambio gioco qualora il difensore centrale sia marcato.

Uscita del difensore centrale, soluzioni di gioco

Con l’uscita palla al piede del difensore centrale si cerca la superiorità numerica a centrocampo, in questo caso i due mediano si aprono leggermente con il corpo orientato, gli esterni danno ampiezza per poter dare al difensore centrale più soluzioni di gioco.

Il concetto è: se gli avversari difendo larghi si cerca la superiorità numerica centralmente con il difensore centrale e i due mediani.

In questo caso i due interni di difesa si avvicinano formando una linea difensiva a due difensori centrali, mentre i due esterni di centrocampo sfruttano il campo in ampiezza.

Il difensore centrale palla al piede punta uno dei due mediani per servire il proprio compagno, in questo caso il mediano di sinistra B che liberatosi alle spalle dell’avversario e fuori dal cono d’ombra riceverà palla con il corpo orientato verso i compagni d’attacco.

Nel caso in cui i centrocampisti esterni avversari stringono verso il campo la soluzione per il difensore centrale sarà la ricerca, con un lancio, di uno dei due esterni di centrocampo.

La posizione dell’esterno di centrocampo deve essere tale da evitare, in traiettoria palla, l’uscita del difensore esterno che in ogni caso deve essere tenuto impegnato dal compagno in punta lato palla con movimento di taglio o in profondità , il centrocampista centrale sinistro deve porsi alle spalle dell’avversario quasi a farsi marcare dall’esterno destro avversario per liberare il lancio sul proprio compagno.

E’ chiaro che la cosa che immediatamente si richiede ai difensori è la verticalizzazione verso le punte, quella esterna o la punta centrale, ma questo non sempre è possibile in fase di costruzione di gioco, perché si trovano squadre molto corte è gli spazi per un lancio in verticale sono difficilmente realizzabili, ma certamente se ce ne sono le condizioni è la soluzione migliore e meno rischiosa.

In questo schema la palla viene servita alla punta esterna sinistra che, con un contromovimento, viene a prendere palla in taglio centrale. Il centrocampista di sinistra deve immediatamente farsi trovare in scarico per eventualmente ricevere e verticalizzare, o per l’esterno sinistro in sovrapposizione al movimento della punta lato palla, o per la punta centrale che preventivamente si è allargata per attaccare lo spazio o alle spalle dei due centrali o tra i due centrali, questo tipo di smarcamento dipende chiaramente dalla posizione dei difensori centrali avversari.

Uscita dall’interno di difesa, soluzioni di gioco

Analizziamo ora l’uscita dell’interno di difesa palla al piede. Anche in questo caso, dopo aver ricevuto palla dal portiere, o dopo un veloce giro palla, lo scopo del difensore è sempre quello di creare superiorità numerica in questo caso principalmente per linee esterne. Il concetto è sempre lo stesso, per liberare un proprio compagno è necessario che il difensore che porta palla punti l’avversario per giocargli poi palla alle spalle.

In questo caso è l’interno difensivo destro che palla al piede punta l’esterno di centrocampo per giocargli palla alle spalle. La traiettoria di passaggio è libera e la trasmissione può avvenire direttamente. Nel caso di traiettoria di passaggio chiusa il difensore può giocare di sponda con il mediano per far arrivare palla al centrocampista esterno.

E’ chiaro che , qualora si aprano corridoi di passaggio in verticale la priorità per il difensore sarà quella di servire immediatamente le punte, sul taglio per la punta esterna (sx), incontro per la punta centrale (dx)

se la linea difensiva avversaria è alta, il lancio può essere fatto alle punte che attaccano, con movimenti coordinati, lo spazio alle spalle dei difensori.

Analizziamo ora i movimenti qualora, dopo uno scivolamento palla, o un cambio gioco, l’uscita del difensore avvenga per linee esterne, a ridosso della linea del fallo laterale. In questo caso difficilmente il passaggio potrà avvenire per linee esterne in quanto lo spazio è limitato dalla linea del fallo laterale, è quindi necessario che i movimenti, tra l’esterno di centrocampo lato palla e la punta, siano perfettamente coordinati.

In questo caso specifico le soluzioni sono: palla nel taglio centrale della punta (n°11) con l’esterno (n°7) che si sovrappone attaccando lo spazio alle spalle dell’esterno difensivo avversario in modo da costringerlo alla marcatura della profondità, In questo caso il passagio sarà per il n°11 che, libero da marcatura dovrà, palla al piede, puntare velocemente la linea difensiva avversaria, in caso contrario, cioè il difensora esterno segue il taglio della punta, la palla sarà servita, con un lancio, direttamente all’esterno di centrocampo (n°7) che preventivamente avrà attaccato lo spazio.

Non vanno mai dimenticate, quando si è in possesso di palla, le marcature preventive e il restringimento degli spazi, per farsi trovare pronti, qualora ci sia un intercetto da parte degli avversari, alla riconquista della palla onde evitare pericolose ripartenze. La linea difensiva scivolerà immediatamente nella zona lato palla, i due mediani dovranno essere sempre a copertura della zona centrale del campo e l’esterno di centrocampo opposto all’azione (n°3) dovrà preventivamente stringere la posizione vicino ai due mediani se il difensore (n°2) dopo aver trasmesso palla ricompatti la linea difensiva, o abbassarsi sulla linea dei difensori, riformando la linea difensiva a tre, qualora il difensore in possesso di palla intenda continuare l’azione spingendosi in avanti.

In questa situazione di gioco è il n°7 che trovando la traiettoria di passaggio chiusa opterà per un movimento di taglio alle spalle dell’esterno avversario in diagonale, per ricevere palla direttamente, qualora la linea di passaggio si sia liberata o di sponda dal n°11 che trovata la linea di passaggio libera dopo un contromovimento riceve palla incontro e serve nel taglio il n°7.

Il difensore (n°2) può scegliere se rimanere in posizione o continuare l’azione sovrapponendosi al n°11, in questo caso si crea superiorità numerica vicino alla fonte del gioco, spetterà al n°3 ricompattare la linea difensiva a tre anziché, come nello schema A, andare sulla linea dei centrocampisti.

Altra soluzione, in tutti due gli schemi analizzati, è quella di servire la punta centrale, che essendosi preventivamente allargata verrà, dopo un contromovimento, a ricevere palla incontro per giocare di scarico, se marcata, o puntare la linea difensiva qualora riesca a girarsi palla al piede.

Soluzioni di gioco con palla ai centrocampisti

Abbiamo analizzato finora le soluzioni di gioco in superiorità numerica con palla ai difensori, vediamo adesso, come progressione didattica, le soluzioni per la finalizzazione del gioco quando la palla arriva ai centrocampisti.

Dopo un cambio gioco del difensore (n°5), che ha ricevuto palla dal portiere, per il n°2 questi, con un passaggio in diagonale, serve il n°7 che ricevuta palla, dopo un contromovimento, serve palla al n°11 che nei tempi giusti dovrà liberarsi dalla marcatura con movimento di attacco allo spazio, incontro, mezza luna, per ricevere palla sulla corsa tra le linee, puntare la linea difensiva e sul movimento a scalare dei difensori servirà:1) la punta centrale (n°9) nel taglio alle spalle di uno dei difensori centrali , 2) la punta esterna (n°10) che sfrutterà lo spazio lasciato dal movimento del compagno.

Il mediano destro (n°8) si muoverà prima in scarico e copertura sul con palla al n°7 poi in appoggio al n°11 qualora riceva palla di spalle, pronto, su un eventuale scarico, a cercare con un lancio il n°7 che si inserirà in sovrapposizione al n°11 o servire le punte nello spazio dietro la linea dei difensori. Nel caso che il n°7 vada al cross (fig. 1A) le due punte andranno, con attacco diretto, verso la porta con il n°11 pronto per ricevere pala dietro. Nel caso in cui l’esterno non crossi direttamente ma lo effettui dopo avere sterzato le punte vengono via dalla posizione per poi riattaccare.

In questo caso il n°11 porta palla centralmente la punta più vicina (n°9) si muove incontro e finta per il n°10 che si trova nella diagonale della palla e ha la possibilità di servire il n°9 nello spazio (fig.2), convergere per il tiro, o servire in scarico al n°4 che può aprire il gioco per l’esterno sinistro (n°3) fig.3

In questo caso il mediano sinistro (n°4) dopo aver ricevuto palla dal difensore centrale serve con un lancio il n°7 questi, dopo uno stop orientato, serve la punta centrale che, posizionata sul difensore centrale più lontano lato palla, viene incontro in diagonale nello spazio tra i due difensori centrali, a questo punto le soluzioni di giocata dipendono da come si dispone la linea difensiva avversaria. Se la punta centrale viene tenuta di spalle dal difensore che vede il movimento incontro, scaricherà sul n°11 che ha più soluzioni di giocata, in questo caso servirà palla nello spazio alle spalle del difensore centrale al n°10 che, dopo un movimento di smarcamento centrale e poi di taglio, dovrà farsi trovare libero da marcatura all’interno dell’area di rigore. Il movimento incontro della punta centrale ha due soluzioni importanti, se viene marcato, come spesso accade, si libera uno spazio alle spalle del difensore, se il movimento non viene seguito la punta riceve palla, libera da marcatura nei pressi dell’area di rigore.

Il n°11, che dopo lo scarico della punta centrale ha la visuale sulla linea difensiva avversaria, ha la possibilità di scegliere la giocata più opportuna, è importante, per mettere in difficoltà gli avversari, dare più soluzioni di giocata, fare movimenti in velocità, rompere con movimenti incontro, di taglio, di attacco allo spazio, la linea difensiva avversaria e creare spazi dove poter attaccare con più efficacia. In questo specifico caso (fig.4), la palla viene servita sul taglio del n°10 , ma altre soluzioni disponibili per il giocatore in possesso palla potrebbero essere: servire la punta centrale che dopo lo scarico si muoverà in profondità sul secondo palo sfruttando il taglio del n°10, servire l’esterno destro (n°7) nel movimento di sovrapposizione al n°11 per andare al cross, servire il n°3 che, dopo un movimento di taglio verso il centro del campo potrà eventualmente ricevere palla tra le linee di difesa e centrocampo avversari. Creare continuo movimento con più giocatori, con movimenti coordinati fatti con grande rapidità e velocità, si danno pochi punti di riferimento agli avversari e situazioni difensive di difficile lettura.

Se sul passaggio del n°7 alla punta centrale, il n°11 sul movimento si trova sopra linea palla dovrà, con un ulteriore movimento, attaccare lo spazio alle spalle del difensore centrale sinistro, davanti all’esterno di difesa sinistro, il n°8 riceverà palla sullo scarico e dovrà avere più soluzioni di giocata, in questo caso (fig. sopra) aprirà il gioco con un lancio per il n°3 ma potrebbe servire le punte che con movimenti rapidi e coordinati, su palla aperta e con spazio alle spalle della linea difensiva avversaria, dovranno attaccare lo spazio.

Il n°7 riceve palla dal difensore centrale, non trovando soluzioni in verticale scarica palla sul mediano (n°8) che, dopo uno stop orientato, serve la punta sinistra (n°10) che con un movimento di taglio riceve palla tra le linee, marcato, scarica sul n°4 che può optare per diverse soluzioni, a lui la scelta di quella più efficace.

Nel caso specifico (fig. sopra), dopo lo scarico, serve la punta centrale che dovrà liberarsi, qualora la linea difensiva stringa molto in direzione della palla, alle spalle del secondo centrale.

Altre soluzioni sono: servire il centrocampista sinistro (n°3) per il cross, lancio per il n°7 che sfrutta il movimento incontro della punta (n°11), oppure con un passaggio filtrante la punta stessa (n°11) che viene a ricevere palla tra le linee creando situazioni di difficile lettura agli avversari.

Qualora ci siano tempi di gioco, e la linea difensiva avversaria alta il mediano (n°8) sullo scarico dall’esterno può optare per un attacco diretto servendo di prima intenzione le punte nello spazio. Soluzione questa imprevedibile, immediata e difficile da intuire per gli avversari.

Conclusioni

Credo fermamente che un allenatore debba prima di tutto essere convinto delle propri idee e della propria filosofia di gioco, deve cercare di trasmettere alla squadra, con entusiasmo e professionalità, la sua idea di calcio. Conoscere i propri giocatori e renderli partecipi del progetto, dare sicurezza e, soprattutto nei momenti di difficoltà, non trasmettere ansia ma serenità e far passare come messaggio la cultura del lavoro. Sono convinto che tutte le esercitazioni che vengono proposte debbano essere atte a migliorare, costantemente, il gioco di squadra. Solo attraverso il lavoro metodico, l’attenzione la professionalità si possono raggiungere i traguardi prefissati con l’aiuto fondamentale dei propri giocatori, perché sono loro che spesso determinano i successi o insuccessi della squadra, non si ottengono risultati con il minimo sforzo, ma con l’impegno massimale di tutti i componenti la squadra e lo staff. L’obbiettivo finale è comune.