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Con in corpo ancora le tossine felici della sbornia-Fortitudo, la salvezza in tasca (ma non in cassaforte) concediamoci una rapida digressione, a tutti graditissima: il mercato. Premesso che, con il campionato in vista dei play-off (e dei play-out), l’aria intorno ai top player è congelata – nessun agente oggi intavola ragionamenti sul futuro dei propri assistiti: il bello deve ancora arrivare – partiamo buttando l’occhio alle poche certezze sul tavolo: le nuove disposizioni federali.

Regolamenti alla mano, è facile intuire che alle porte non c’è una rivoluzione ma un piccolo esodo sì. Federbasket ha, infatti, virato forte sull’italianità sancendo che nel quadriennio 2018-2022 le squadre del massimo campionato tricolore dovranno avere a referto, per ogni straniero, almeno un giocatore di formazione italiana. La formula è quella del 5+5 o del 6+6 (se non si vuole rinunciare ad uno straniero oltre al suo ingaggio c’è una ”penale” di 40mila euro). Con la povertà di italiani attualmente presenti in A1, dunque, la mano dei 16 team – specie quelli di fascia medio bassa – calerà giocoforza in A2.  E qui iniziano le note dolenti per Forlì, perché è cristallino che tra i papabili per una “risalita” ai piani alti c’è Giovanni Severini. L’unica vera nota dolce dell’intera stagione biancorossa, dopo un avvio timido, con 8 punti e 3.8 rimbalzi di media, una grande intensità difensiva, la capacità di ricoprire 4 ruoli (play aggiunto, guardia muscolare, ala piccola e ala forte “tattica”) Giovanni è diventato il primo nome che tutta Forlì vorrebbe vedere riconfermato (insieme a Davide Bonacini). L’esperienza in A2 l’ha tolto dalla naftalina d’Avellino e restituito al basket giocato – oltretutto migliorato nel tiro (dall’arco, piedi a terra offre certezze) e nella capacità di mantenere la tigna per tutti e 40 i minuti di gioco. Ovvio sia finito nel cono di luce di mezza A1. La chiamata, magari da un team in grado di assicurargli almeno 15′ sul parquet, da 6° uomo d’elezione, potrebbe esser allettante.

Parentesi. Se davvero Severini avrà offerte irrinunciabili, la soluzione per tamponare la falla Forlì parrebbe averla in casa. Già si allena con i biancorossi. Matteo Frassineti, per riprendere le fila della propria carriera dopo l’infortunio al gomito e l’esperienza travagliata a Roma, potrebbe partire proprio da casa. Il giocatore è di livello. Idem l’ingaggio. Chiusa parentesi.

Altre certezze? Riccardo Castelli, la cui riconferma è scontata e, uscendo dal campo, Renato Pasquali. Il GM, tirato per la giacchetta settimane fa da alcuni siti che ne ipotizzavano un ritorno a Torino, in realtà non ha mai intavolato alcun discorso con la sua ex società. Anche se non è detto che effettivamente qualcuno bussi alla sua porta, difficilmente cambierà qualcosa in estate. Anzi, più probabile che il GM imprimerà ancor di più la propria cifra sulla società: pochi fronzoli, sfrondare dove si deve, testa bassa e pedalare.

Sul tavolo dei primi dubbi, quello macroscopico, è legato al coach. Se dovessimo scommettere, punteremmo sulla conferma di Giorgio Valli. A maggior ragione dopo la strapazeda alla Fortitudo – 91-67, ci piace ricordare il finale – che ha restituito positività al barometro tra piazza e coach alla luce di alcune prove grigiastre. D’altronde non avrebbe molta logica scegliere diversamente, se non per cavalcare l’onda di un coach in crescita. Che non può essere Pansa: chi lo muove da Tortona neo vincitrice della Coppa Italia? Né Ceccarelli, in procinto di fare un play-off da protagonista a Montegranaro. Tanto meno la solleticante idea Gianmarco Pozzecco, pronto a trattare per prendere la panca di Boniciolli a Bologna. Ci sarebbe Davide Lamma. La sua Mantova sta chiudendo una stagione iniziata alla grandissima con un finale opaco e non ha grande esperienza. Magari al prossimo giro?

Naimy. Che Yuval voglia restare è ormai una realtà assodata: la moglie si trova bene a Forlì, i bambini hanno già assicurato un altro anno all’asilo bilingue. Insomma, il giocatore, dopo aver cambiato squadre a ritmi vertiginosi (12 maglie in 14 anni), vorrebbe metter radici. “Ma per ballare il tango bisogna esser in due”, ha chiosato lo stesso play. Se Valli resterà, Yuval avrà la semi-certezza di aver la titolarità nella prossima PF. Con l’auspicio di vederlo affiancato da una guardia abile senza palla, che attacchi il ferro più che saturare l’arco.

Chiudiamo passando dalle mezze-certezze alle ipotesi vere e proprie, buttando sul tavolo la prima carta in assoluto del mercato biancorosso: Riccardo Moraschini. Si dice che Forlì sia interessata alla guardia classe ’91, scuola Virtus. 2 anni a Mantova, poi un tentativo in A1 a Trento, quindi il rientro, questa stagione, in casa Stings, dove sta viaggiando a quasi 14 punti, 5 rimbalzi e 3 assist a partita in 30’ di media. Senza dubbio giocatore solido, di talento, futuribile e quintett-abile.