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Con grande sofferenza, in una gara a dir poco ‘maschia’ e combattuta, l’Unieuro cala il bis e ha la meglio della forte Verona al termine di un match intenso sempre punto-a-punto e deciso soltanto a fil di sirena. Termina 67-65 il match dell’Unieuro Arena, punteggio sigillato a 7″ dalla sirena finale, da un capolavoro di Marini da dietro l’arco, un autentico tiro inventato dal nulla. Un successo che sottolinea una volta di più lo spessore di questa Pallacanestro 2.015, in un match tra due compagini palesemente tra le regine della categoria. Vincere questa partita, in questo modo, conta eccome. Una vittoria che consente dunque all’Unieuro, davanti agli occhi di un ‘bollente’ Palafiera che segna quasi 4.000 presenze, di continuare a veleggiare a punteggio pieno in questo avvio di campionato, a quota 4 punti

La prima Pallacanestro 2.015 ‘casalinga’ affida gran parte dei propri giochi offensivi alle mani di Pierpaolo Marini, che si dimostra particolarmente attivo segnando e facendo segnare, ma Verona risponde colpo su colpo e il punteggio, dopo 3′ di gioco, è sul 6-6. La Tezenis, però, al contrario dei padroni di casa, è abile ad adattarsi ad un metro arbitrale particolarmente permissivo, e, con i canestri di Henderson e Udom, vola sul +7 in men che non si dica: 8-15 e quindi 10-17. L’inserimento di Oxilia ridà però vigore all’Unieuro, tanto sul fronte offensivo quanto più su quello difensivo e, in apertura di secondo parziale, Forlì riesce ad acciuffare gli avversari impattando sul 17-17. Una veloce ‘doppietta’ di Ferguson rilancia Verona (17-21) che, in seguito, piazza un break di 8-0 toccando la doppia cifra di vantaggio sul 19-29, grazie anche ad una buona dose di rimbalzi offensivi (saranno dodici a fine secondo quarto). L’Unieuro, dall’altra parte, fatica nella costruzione di buoni tiri, dovendosi arrangiare contro una difesa, quella veronese, piuttosto coriacea e dura, per usare un eufemismo. Solo 17′, infatti, arriva il primo canestro dal campo della seconda frazione, con la tripla di Melvin (prima ‘bomba’ del match biancorosso, tra l’altro). Udom, poi, fa solo 1/2 dalla lunetta, mentre Lawson è caldo e, subito prima della sirena di metà partita, piazza il canestro del -4 (26-30) che tiene in vita i suoi nonostante una prestazione fino a quel momento opaca.

Nel terzo periodo il ritmo della gara si alza notevolmente di intensità e la ‘garra’, sulle due parti del campo, finisce per farla da padrona. Udom, nel primo canestro al rientro dagli spogliatoi, porta i suoi sul +6 (26-32). La risposta Unieuro non si fa però attendere, con Marini e Giachetti che sigillano un parziale di 7-0 che vale il sorpasso forlivese: 33-32 al giro di boa della terza frazione. E, mentre un arbitro finisce ko a causa di uno stiramento muscolare, proseguono le botte da orbi sul parquet dell’Unieuro Arena, come giusto che sia, comunque, tra due squadre chiamate a lottare per la zona alta della classifica. La Tezenis rialza la testa trascinata da Henderson (33-37), ma Forlì non ha intenzione di mollare la presa sul match e rimette nuovamente la freccia (38-37). Il terzo quarto finisce così in perfetta parità con il canestro allo scadere di Johnson: 42-42. Candussi decide poi di mettersi totalmente in proprio. Suoi, soltanto suoi, i primi 10 punti veronesi in avvio di ultimo quarto – favorito da una difesa forlivese fin troppo permissiva (quanti show difensivi, per Kenny…) -, e, con la successiva bomba di Amato, la Scaligera vola sul +9 (46-55) al 34′. Tutto finito? No, perché Donzelli e Johnson, nel giro di appena 10″, si inventano due bombe che fanno urlare di gioia l’Unieuro Arena e riportano a contatto l’Unieuro (52-55), dando vita ad una partita nella partita. Verona fugge via di nuovo (56-61), la tripla di Amato a -2’10” pare porre la parola fine sulla contesa (58-64), ma Marini e Lawson non sono della stessa opinione e, a 1’13” dalla fine, Forlì impatta sul 64-64. Henderson fa solo 1/2 dalla lunetta, la PF2.015 ha in mano la palla della vittoria. E ci pensa proprio Marini a far esplodere di gioia via Punta di Ferro, con una vera e propria ‘tripla ignorante’ estratta dal nulla a 7″ dalla fine. Verona, nell’azione successiva, si inceppa, il tiro dell’Ave Maria dagli 8 metri lambisce comunque il ferro ma non trova la retina. Ed è festa grande in campo e sulle tribune.

Unieuro Pallacanestro Forlì 2.015 – Tezenis Verona 67 – 65 (16-17; 26-30; 42-42)

FORLI’: Giachetti 4 (2/5, 0/2), Marini 13 (2/5, 3/6), Bonacini 2 (0/3, 0/1), Oxilia 6 (3/6, 0/1), Lawson 17 (7/12, 1/3), De Laurentiis, Johnson 17 (5/10, 2/6); Tremolada ne, Dilas ne, Piazza ne, Fabiani ne. All. Valli.

Tiri da 2: 20/44 (45%) – Tiri da 3: 7/23 (30%) – Rimbalzi: 41, offensivi 14 – Palle perse: 11.

VERONA: Dieng, Ferguson 8 (3/6, 0/5), Amato 12 (1/7, 2/4), Candussi 20 (6/10, 1/5), Henderson 13 (5/7, 0/2), Maspero, Udom 8 (2/9, 1/5), Quarisa, Severini 4 (0/1, 1/2), Ikangi. All. Dalmonte.

Tiri da 2: 17/40 (43%) – Tiri da 3: 5/23 (22%) – Rimbalzi: 45, offensivi 15 – Palle perse: 11.

La Chiave

La ‘magata’ di Marini a 7″ dal termine, certo, ma sarebbe sin troppo scontato ed evidente. In realtà l’Unieuro ha ‘vinto’ la partita in precedenza, rispondendo colpo su colpo alle botte veronesi e adeguandosi, seppur non immediatamente, ad un metro arbitrale lassivo. La Scaligera ha infatti tentato la fuga in almeno un paio di frangenti, il più ‘serio’ dei quali a 6′ dal termine (46-55), a cui i biancorossi sono stati abili a controbattere in un amen senza disperarsi. Insomma, nonostante una partita certamente non brillante – in linea generale – e da vincere con le unghie e con i denti, il carattere e la solidità, innanzitutto mentale, dei padroni di casa ha fatto la differenza. E se il buongiorno si vede dal mattino…

Le Pagelle

FORLÌ

Marini 9 – Allacciate le cinture: era dai tempi di Niccolai che un italiano non calcava così il parquet del PalaGalassi: testicolare, aggressivo, faccia tostissima ma soprattutto col killer instinct vero. Parte con 2 stoppate, si adegua alle mazzate veronesi per ritrovarsi nel secondo tempo. Non è perfetto (perde una palla pesantissima a 3’30” permettendo a Verona di tornare a +5) ma non molla: con 7″ dal gong, quando tutti si aspettano Johnson, salta un blocco e si prende la tripla del +2. Mamma mia!

Donzelli 6 – In estrema difficoltà ad arginare il totem Udom, in attacco non vede lume fino alla tripla da 8 metri che, sul 46-55, avvia la lunga svolta del IV quarto. Peccato, sul più bello, si infortuni alla spalla (sublussazione) uscendo di scena.

Lawson 6 – In fase offensiva non ha limiti (17 con 7/12 da 2 in 32′ e 12 rimbalzi) che evidenzia, invece, nella metà campo Unieuro. Certo, Candussi e Udom sono clienti terribili ma, alle naturali difficoltà nel gioco della squadra, somma una lentezza nel recuperare l’uomo che ne abbassa il voto altrimenti discreto.

Giachetti 6 – Verona non è solo tonnelate in area ma fioretto perimetrale. Amato e Fergusson hanno dimensioni tecniche differenti e complementari, non semplici da arginare. Valli lo dosa sapientemente e “Jack” ha il grande merito di attendere che il match arrivi a lui e nella ripresa, quando il livello si fa arrembante, lui c’è. 4 punti, 2 assist, 4 rimbalzi.

Johnson 7 – La scorsa PF aveva stranieri dalla visione di gioco che non andava oltre i 6 metri. Lui, no: un varco e attacca il ferro senza tregua. La tripla in transizione del -3 che mette definitivamente Forlì in scia Scaligera, infiocchetta 17 punti complessivi con 5/10 da 2 e 2/6 da 3.

Oxilia 7 – Intenso ed energizzante, in 20′ segna poco (6 punti ma tutti importanti) spendendosi come un matto in difesa. Con Donzelli ko, Valli lo utilizza da 4 e lui mantiene la barra diritta. 5 rimbalzi, 3 offensivi.

Bonacini 6 – Cuore e garra, il capitano non si tira indietro. I falli limitano i il minutaggio a poco meno di 14’ ma il suo è un apporto di spirito comunque utile.

De Laurentiis 5 – 10’ e un tabellino che vede solo 2 perse e 0 ad ogni altra voce. Non sarà il nuovo Divac ma assolutamente non è questo il centro che conosciamo.

Tremolada, Dilas, Fabiani, Piazza NE 


VERONA

Candussi 7 – Lunghe leve e gomiti alti sono la firma del centro scaligero. 20 punti (6/10 da 2 e 1/5 dall’arco) e 9 rimbalzi ne fanno – a parte una leggera flessione nel III – una costante mina per Forlì.

Udom 8 – Mano non propriamente vellutata (2/9 da 2) ma 21 rimbalzi, 7 in attacco. Altro? Dalla palla a due è sempre acceso, autentico signore dell’area non soffre la fisicità di nessun difensore Unieuro.

Severini 5 – L’impatto è deludente per l’ex – applaudito, ma neanche troppo, dal pubblico che l’ha adorato fino a msaggio scorso -; i suoi 25’ successivi non è che poi spostino più di tanto l’asticella.

Ferguson 5 – Jazz suona lento in avvio. Prese le misure delle reti biancorosse, sposta il baricentro oltre la linea da 3 mettendo più volte sulle ginocchia Forlì. Cala nella ripresa per gestire il finale ancor peggio. 8 punti con 0/5 da 3.

Henderson 5 – Nel primo tempo sentenzia con perfezione. Dall’intervallo nessuno lo vede più. 13 punti, 5/7 da 2.

Maspero 4 – Entra, commette tre falli e torna in panca. Ci resterà a lungo.

Amato 6 – Al contrario della grappa, è “buono” nella testa e nella coda del match. Sua la bomba del +9 Verona al 34’ che quasi abbatte il match. Con Ferguson ha il grosso demerito di non saper inquadrare la rimonta romagnola rallentando i ritmi.

Dieng 6 – 10’ di pura falegnameria.

Ikangi e Quarisa SV

(Francesco Mazza)