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Termina a reti inviolate la sfida del Morgagni di Forlì, 0-0 finale che sicuramente accontenta più il Forlì del San Nicolò. Un Forlì ancora una volta apparso molto più energico e rivitalizzato nel corso della ripresa, che nell’ultima azione di gioco è addirittura andato ad un passo dalla rete del vantaggio. Ai biancorossi continua a mancare l’appuntamento con la vittoria, addirittura dal 30 settembre scorso, ma oggi, insomma, è sicuramente un meritato punto da mettere in saccoccia.

“Abbiamo giocato con la terza della classe, i 15 punti di differenza tra Forlì e Notaresco non nascono dal nulla e nel primo tempo hanno fatto vedere il perché – spiega Stefano Protti, tecnico biancorosso – Poi nell’intervallo abbiamo cambiato qualcosa, siamo rientrati bene e, nonostante un paio di rischi nemmeno così clamorosi, abbiamo fatto la nostra partita con grande spirito. Per come siamo ora, un buonissimo punto, contro una buonissima squadra. Le poche occasioni da gol create? Abbiamo concluso nello specchio della porta allo scadere del recupero ma lì potevamo anche vincerla. Potevo contare su un solo un attaccante di ruolo, Ambrosini, ci siamo adattati e, anzi, Alex si è dato molto da fare. Poi ho dovuto togliere Cortesi, perché aveva avuto problemi in settimana e aveva dato tutto. Mi son preso la briga di rischiare i due ragazzi nuovi, Ferrario e Possenti, e garantisco che non era così semplice. Per loro si trattava della prima partita giocata dopo vari mesi di inattività, ma hanno fatto bene e sono giocatori davvero importanti per la categoria. Ho appena detto ai ragazzi che sono molto orgoglioso di loro, perché hanno cuore e oggi l’hanno messo in campo. Il primo tempo decisamente sottotono? L’impatto iniziale è stato buono, poi loro hanno più certezze tecniche e tattiche, ci hanno messo in difficoltà giocando bene e ci hanno messo sotto nei primi 45′. Perché Prati titolare e non Mazzotti? Quest’ultimo viene da un infortunio e si è allenato solo due mezze volte col gruppo. E’ un centrocampista che ci dà più palleggio e si rivelerà molto utile per noi”.

In sala stampa interviene poi Stefano Ferrario, sbarcato a Forlì in settimana e subito sceso in campo dal primo minuto. Autore, tra l’altro, della clamorosa palla gol sottoporta nel finale di gara. “Ho dato una spizzata di testa, sono arrivato un po’ stanco e purtroppo non sono riuscito ad angolare bene – spiega l’esperto difensore – E’ comunque un buon punto per noi, era una settimana che mi allenavo col resto dei compagni e ho subito visto un ottimo gruppo. Nel pareggio di oggi, al di là dell’importanza del risultato, credo si sia visto il grande cuore del Forlì. E credo sia un’ottimo punto di partenza. Poi, nelle prossime settimane, sono certo arriverà anche il colpo grosso. Dobbiamo ottimizzare al massimo quello che si riesce a fare in questo momento. Cosa manca alla squadra? Non ho la sfera magica, ma posso garantire che nel periodo di inattività mi sono allenato con varie squadre, Santarcangelo e San Marino, e il Forlì ha sicuramente una grande qualità, superiore a queste. Partiamo da questo, per risalire la china e sono certo che ci riusciremo”.

Un pizzico di delusione e di rammarico per il risultato finale e per l’opaca prestazione della sua squadra, invece, per Mirko Cudini, tecnico del San Nicolò Notaresco con un importante passato da giocatore tra Serie A e B. “Siamo una squadra a cui piace sostare con costanza nella metà campo offensiva – spiega – I ragazzi hanno fatto un ottimo primo tempo, è mancato soltanto il gol, il fatto di concretizzare le numerose palle gol importanti avute tra i piedi. Sapevamo che il Forlì avrebbe spinto forte nel corso della ripresa e così è stato, però è vero che abbiamo comunque rischiato davvero poco. Il rammarico maggiore, insomma, è quello di non aver realizzato almeno un gol nel primo tempo”.