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Con la stagione 2017-18 ormai agli sgoccioli e la conferma di coach Giorgio Valli ad un passo la PF 2.015 è già virtualmente al lavoro sul roster della squadra che verrà, quella che nelle speranze dei tifosi dovrà segnare l’ingresso della compagine forlivese nei quartieri alti della serie A2. Fra le ipotesi di rinnovo dei giocatori dell’attuale roster ci sono quella pressoché certa di Riccardo Castelli, quella sperata di Giovanni Severini (al primo posto nella lista dei rinnovi stilata dalla dirigenza biancorossa), quelle possibili di Yuval Naimy, Dane Diliegro, Davide Bonacini e Rino De Laurentiis. Più difficili le conferme di D.J. Jackson e Matteo Fallucca.

La tessera del domino dal cui destino dipendono altri rinnovi sembra essere Yuvi Naimy. L’israeliano è stato protagonista di una stagione altalenante ma tutto sommato positiva: obiettivo di squadra raggiunto, buone statistiche ed alcuni highlights entusiasmanti come il canestro sulla sirena contro Jesi. L’esperto play della PF ha diviso la platea forlivese come nessun altro in questa stagione e c’è da scommettere che anche in viale Corridoni le opinioni sul suo conto siano contrastate. I detrattori ne sottolineano l’atteggiamento non sempre positivo e costruttivo nei confronti di staff e compagni, o il fatto che a volte ha marcato visita quando, nell’opinione generale, avrebbe forse potuto stringere i denti. Negli occhi dei suoi tanti sostenitori restano invece impresse le indiscutibili qualità tecniche, la personalità nel condurre la squadra, le strisce di canestri e assist decisive.Per dirimere la controversia può essere utile un’analisi di quello che è stato il tema dolente della PF edizione 2017-18: i tanti finali punto a punto gettati al vento. A chi punta il dito su Naimy, argomentando che nei finali di partita è stato spesso evanescente, inghiottito dalla partita insieme ai compagni senza riuscire a mettere quel qualcosa in più che ci si aspettava da lui, c’è chi replica indicando la causa di questa tendenza nella carenza di talento offensivo dei suoi compagni e nell’assortimento non ottimale del roster forlivese.

Bisogna ammettere che il pur bravo Joshua Jackson non è parso il partner ideale, con il suo gioco poco atletico e molto perimetrale, mentre la tribolata stagione di Bonacini ha evidenziato la necessità di un’aggiunta fra gli esterni, sia per allungare le rotazioni che per mettere a disposizione del coach un’arma con caratteristiche tecniche diverse.

Anche il pacchetto lunghi è sembrato migliorabile: poca pericolosità offensiva, scarso atletismo ed inconsistenza nel tiro da fuori hanno costituito una combinazione problematica in quei finali infuocati in cui inevitabilmente gli arbitri tendono a concedere un gioco più fisico, specialmente in trasferta, e diventa fondamentale attaccare dentro l’area.

L’opinione che va prendendo forza sui gradoni della Unieuro Arena durante le ultime settimane sembra convergere con quanto ammesso dallo stesso Naimy nella recente apparizione a Panorama Basket: restare? Sì, molto volentieri, ma solo con ambizioni di playoff. E’ naturale, infatti, immaginare un Naimy ancora più efficace se contornato da una rosa più lunga e competitiva. Al contrario un roster corto e dal potenziale offensivo limitato come quello attuale ne ha messo in evidenza i limiti, sollevando dubbi sull’opportunità di inserire un creatore di gioco come Naimy in una rosa povera di talento. Una rosa che con ogni probabilità avrebbe beneficiato maggiormente di un giocatore forse più egoista ed accentratore ma dotato dell’atletismo che serve per attaccare l’area in uno contro uno. L’eventuale conferma di Naimy offrirà pertanto una prima indicazione sulle ambizioni della PF edizione 2018-19.

Gli Under

Qualunque sarà il destino di Naimy e degli altri elementi della rosa attuale un discorso a parte merita il capitolo under 20. Il regolamento anche nella stagione a venire imporrà la presenza in roster di almeno tre tesserati under 20, vale a dire nati nel 1997 o annate successive. Questione, quest’ultima, non ancora ufficiale che attende però la sola ratifica da parte del prossimo Consiglio Federale. Ma, mentre i classe ‘97 dovranno essere schierati fra i primi 10 giocatori a referto, i nati dal ‘98 in poi potranno essere schierati in aggiunta ai 10, come 11° e 12°, evitando così di sacrificare due caselle che resterebbero disponibili per giocatori ‘senior’.

Facendo i conti della serva dell’attuale roster biancorosso, a partire dalla prossima stagione, dunque, Francesco Gellera (‘97) rientrerà ancora in quota under; così come Thiam, ’98, che avrà ancora lo status di under 20 e potrà essere schierato anche al di fuori dei 10 a referto. Anche Luca Campori, essendo nato nel ‘99, potrà beneficiare dello status di under 20 ed essere schierato come 11° o 12°. Alla luce di queste considerazioni è quasi certo che per il forlimpopolese ci sarà la conferma in prima squadra, mentre invece per Thiam potrebbero facilmente aprirsi altri scenari. Il lungo di origini senegalesi rappresenta un investimento che la PF vuole valorizzare, la buona attitudine e la reattività mostrate nel finale di stagione potrebbero fargli ottenere un’altra possibilità in prima squadra, tuttavia durante la stagione è stato utilizzato con il contagocce e non ha mostrato step di avanzamento significativi. L’impressione è che un prestito annuale in serie B – e non in doppio tesseramento – garantirebbe il minutaggio ed il livello più adatti al grado di sviluppo tecnico e fisico del giovane prelevato due anni fa dal Don Bosco Livorno. La PF potrebbe decidere di trattenere comunque Thiam, per non dover cercare sul mercato due giocatori under 20, ma sarà comunque obbligata ad aggiungerne almeno uno, per non incorrere nel pagamento della penale prevista.

I prospetti under 20 in grado di dare un contributo immediato e tangibile in A2 sono pochissimi e di norma chi ne è in possesso non è intenzionato a privarsene a titolo definitivo, se non a fronte di offerte fuori scala. Offerta che difficilmente rientra nei programmi della PF. L’unica strategia possibile per accaparrarsi un giovane un grado di offrire immediate garanzie sembra quella del prestito, percorsa quest’anno da Imola e Piacenza con Penna e Oxilia, gioiellini della Virtus Bologna. Unico ma rilevantissimo problema le elevate garanzie di minutaggio richieste; costruire la rosa affidando il quintetto base ad un giovane, per quanto di belle speranze, non è l’ideale quando si ha intenzione di puntare in maniera decisa ai playoff.

Una eccezione a questo discorso può senz’altro essere fatta nel caso di David Okeke, talento in forza alla Fiat Torino considerato per distacco il miglior ‘98 italiano fermato il 23 febbraio scorso per una lieve aritmia cardiaca. Prima che spuntasse questo problema pensare ad Okeke in prestito in serie A2 era praticamente impossibile, a dirlo sono i numeri di questa stagione: per lui 17 presenze in serie A – che senza il contrattempo in cui si è imbattuto sarebbero state molte di più – con utilizzo medio oltre i 15 minuti, 7 volte nello starting five torinese). Ora la situazione potrebbe evolvere diversamente. Se l’aritmia rientrerà – come ci auguriamo e si augurano tutti gli appassionati – questa ala tuttofare di 203 cm che ha attirato le attenzioni degli scout di mezzo mondo agli ultimi mondiali under 19, potrebbe andare in prestito per un anno, permettendo ai gialloblu di optare per un giocatore che offra maggiori garanzie nell’immediato e valutarne la situazione con calma. Per Okeke la A2 sarebbe il campionato ideale in cui mettere alla prova le proprie qualità avendo a disposizione i minuti ed i palloni necessari, una tappa intermedia in cui affinare il proprio gioco.

La PF, forte delle buone relazioni di Renato Pasquali con la sua ex società, potrebbe tentare il colpaccio, mettendo sul piatto argomenti tecnici ed economici: un ruolo centrale nel roster 2018-19 ed un congruo ingaggio. Il giocatore viene monitorato quotidianamente ed a fine mese verrà valutato nuovamente, se riceverà il nulla osta per tornare a giocare ed allenarsi saranno tante le squadre in fila per un prestito. Per la PF sarebbe un colpo sensazionale, che consentirebbe di riempire una casella del quintetto base con un giocatore elettrizzante, dotato di grande talento sia atletico che tecnico ed in grado di coprire entrambi gli spot di ala.

Un altro prospetto che potrebbe offrire certezze immediate è Tommaso Baldasso, play/guardia classe ‘98 della Virtus Roma. Dotato di buona fisicità e di un range di tiro notevole il play torinese sta concludendo una stagione in cui ha avuto a disposizione un minutaggio importante, accompagnati da oltre 7 punti e quasi 4 assist a gara. Estremamente improbabile ottenerne il prestito dalla Virtus Roma che, a meno di inaspettate sorprese nei prossimi playout, confermerà la permanenza in serie A2. Acquisto a titolo definitivo? Se ne può parlare ma alle giuste condizioni.

Fra i lunghi da tenere d’occhio c’è sicuramente Guglielmo Caruso, pivot tecnico e rapido in forza al Cuore Napoli Basket. La società partenopea sta vivendo una stagione problematica – soltanto tre le vittorie all’attivo – una retrocessione via playout sembra tutt’altro che improbabile. L’ipotesi del ritorno in serie B potrebbe portare il lungo classe ’99 a cambiare aria ed aprirebbe la porta alle tante squadre che lo seguono con interesse. Per portare in biancorosso il lungo napoletano la PF dovrebbe offrire tanti minuti, in pratica rinunciando ad un giocatore navigato ed affidabile come Rino De Laurentiis. Una scelta troppo rischiosa? Caruso è giocatore fisicamente ancora acerbo ma grazie a tecnica e rapidità ha dimostrato di essere già efficace in serie A2: per lui quasi 9 punti e oltre 5 rimbalzi in 23 minuti a cui ha aggiunto anche 1.6 stoppate. Numeri che parlano da soli.

Spostando l’attenzione verso obiettivi più raggiungibili potrebbero risultare interessanti Niccolò Moffa, filiforme ala riminese classe ‘99, e Federico Miaschi (nella foto a sinistra), classe 2000, guardia di proprietà della Reyer Venezia. Nonostante sia solo un 2000 Miaschi sembra già pronto per qualche minuto in serie A2. Guardia di 1,95 dotata di istinti offensivi cristallini e di un tiro dalla lunga rapido ed efficace, in questa stagione ha indossato la canotta della Virtus Padova con cui ha prodotto oltre 9 punti in 23 minuti di utilizzo. Nell’immediato futuro un’altra stagione in prestito, magari salendo di categoria. Moffa è un’ala di 195cm con braccia chilometriche, molto indietro dal punto di vista dello sviluppo fisico ma che ha già fatto vedere comprensione del gioco ed una buona mano dalla lunga distanza. Riminese e di proprietà dei Crabs potrebbe tornare utile per gli allenamenti difficilmente per minuti veri.

Dopo quasi un decennio passato a lottare per restare in serie A2, fra stagioni deludenti e vicissitudini societarie, il pubblico forlivese desidera fortemente lottare per qualcosa di più ambizioso, un posto nelle prime 9 per poi provare a sorprendere la concorrenza sfruttando nei playoff l’enorme potenzialità della Unieuro Arena. Le dichiarazioni provenienti dai vertici societari sono state, come da tradizione, caute ed equilibrate, prima di stabilire obiettivi di classifica è necessario formalizzare l’accordo con il coach, definire il budget e gli obiettivi di mercato. La lotta playoff è però il naturale sbocco del percorso svolto fin qui: salvezza via playout la scorsa stagione seguita da quella con tre giornate d’anticipo in questa. E’ fisiologico pensare ad un ulteriore step competitivo, anche per consolidare – ed eventualmente migliorare – gli entusiasmanti numeri al botteghino.

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