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Il Girone F, da sempre uno dei più duri della Serie D, anche quest’anno si è confermato una vera e propria trappola. Soprattutto per chi non è sufficientemente attrezzato per affrontarlo: agonisticamente, fisicamente e tecnicamente. La difficoltà delle lunghe ed estenuanti trasferte, degne di categorie superiori, l’affrontare avversari determinati e col coltello fra i denti, di fronte a tifoserie calde ed appassionate, su campi sintetici spesso di vecchia generazione, che rendono il “fattore campo” un vero e proprio “fattore”. Il tutto unito a ben 7 turni infrasettimanali, che impongono dei veri e propri tour de force, sono un banco di prova tremendo con cui cimentarsi.

Tutti, chi più chi meno, hanno pagato dazio, con risultati spesso inaspettati. E se la lotta promozione sembra ormai delineata, quella per la salvezza regalerà più di un brivido a tanti, fino alla fine. Con la ripresa dopo le festività natalizie (il campionato ha appena doppiato la boa di metà percorso), è il momento giusto per tracciare un primo bilancio su quelle che sono state le conferme, le sorprese e le delusioni, almeno fino ad ora, di questa stagione sportiva.

Fra le prime vi è senz’altro la capolista Cesena, che, dopo un avvio stentato – causa l’imperfetta costruzione della rosa in estate -, ha posto rimedio alle lacune denunciate con un sontuoso mercato dicembrino e, complice il clamoroso crollo verticale del Matelica mattatore del girone d’andata, ha ribaltato la situazione, prendendo decisamente in mano le redini della classifica. Nessuno mette ormai più in dubbio l’esito finale del torneo, ma starà ai bianconeri confermarsi fino alla fine. A ruota, fra coloro che stanno mantenendo le aspettative, ci sono indubbiamente lo stesso Matelica, il Francavilla, la Sangiustese, il Pineto e la Recanatese, formazioni costruite per ben figurare e mettere in difficoltà il blasonato cavalluccio romagnolo.

Sempre nell’alta classifica, ma sicuramente come sorpresa, si possono invece considerare il San Nicoló Notaresco ed il Montegiorgio. Partite con l’obiettivo di una salvezza tranquilla, stanno disputando un campionato al di sopra delle aspettative. In quest’ottica anche le romagnole Savignanese e Sammaurese stanno facendo un figurone e al momento occupano una posizione di tutta tranquillità. I giallorossi del Presidente Cristiano Protti, al 4º anno in D, hanno puntato sulla continuità tecnica: sia in panchina, affidando la guida della squadra a mister Alessandro Mastronicola, molto simile al suo predecessore Stefano Protti, che in campo, con molte conferme rispetto al passato. Stesso discorso per la matricola gialloblù di mister Oscar Farneti, alla sua 15ª stagione consecutiva sulla medesima panchina, che, con l’organico dell’anno scorso rinforzato da alcuni elementi di spessore, seppur giocando in esilio a Martorano fino a marzo, sta ottenendo risultati impensati.

In linea con i programmi estivi di lottare per la salvezza anche la matricola Real Giulianova, il Castelfidardo, l’Olympia Agnonese, l’Isernia e la ripescata Jesina. Fra le grandi deluse, invece, vanno annoverate sicuramente la Vastese, l’Avezzano ed il Campobasso – queste ultime penalizzate all’alba del torneo, rispettivamente di 3 e 2 punti, per irregolarità amministrative riconducibili alle gestioni della stagione scorsa -, che, partite con ben altre velleità, hanno molto presto dovuto ridimensionare le proprie aspettative. Rivoluzionando i rispettivi organici, che pur erano considerati di prim’ordine.

Arriviamo, infine, alle dolenti note in casa romagnola, con Forlì e Santarcangelo in netta difficoltà ed alle prese con un’imprevisto coinvolgimento nella lotta salvezza. I Galletti, ancora incredibilmente impelagati in zona playout, nell’anno del centenario erano partiti con velleità di alta classifica e sono fra quelli che più hanno sofferto il repentino cambio di girone, rispetto alle attese estive. Dopo un buon precampionato ed un promettente avvio di torneo, il Forlì è infatti piombato in una grave crisi di risultati, culminata, a metà girone d’andata, con l’ennesimo ribaltone tecnico di novembre che ha visto il ds Sandro Cangini e mister Nicola Campedelli lasciare il posto rispettivamente ad Andrea Galassi e Stefano Protti. La società è pesantemente intervenuta, effettuando l’ennesimo restyling a stagione in corso, con i biancorossi che sono usciti dal mercato invernale rivoluzionati e rinforzati. Col logico e dichiarato intento di togliersi d’impiccio al più presto, cercando poi eventualmente di scalare la graduatoria, togliendosi il maggior numero possibile di soddisfazioni.

Per i clementini, invece, la situazione sembra molto più grave. La squadra è infatti alle prese con una crisi societaria inaspettata, che ne sta pesantemente minando la forza dell’organico e la regolarità stessa del campionato. È di questi giorni lo stato d’agitazione di giocatori e staff tecnico, ancora in attesa di diversi stipendi arretrati, che potrebbe portare ad infauste conseguenze per il sodalizio gialloblù, appena retrocesso in D dopo ben 7 campionati di C consecutivi, che evidentemente hanno lasciato qualche strascico economico ancora irrisolto. Ad approfittare della situazione, almeno da un punto di vista tecnico, sono stati proprio i forlivesi, che, all’indomani dello scontro diretto, hanno strappato ai riminesi Emmanuel Cascione, ex capitano del Cesena l’anno scorso in B, giunto in estate alla corte di mister Daniele Galloppa.

In attesa della chiusura del calciomercato professionisti, dopo il quale difficilmente si potranno modificare le forze che scenderanno in campo, sotto ora col girone di ritorno. Un infernale campionato nel campionato, dove i valori dell’andata potrebbero mutare radicalmente e non si regalerà più niente a nessuno, pena amare sorprese finali.