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Alla fine del primo tempo, al Galileo Mancini di Castelfidardo, con i padroni di casa in vantaggio per 1-0, grazie al gol messo a segno al minuto 42 da Lignani, gli umori non erano dei migliori in casa biancorossa. E dire che il Forlí l’aveva iniziata meglio la partita della “rinascita” e dopo 30“ il recuperato Ferri – uno dei più positivi, almeno per la prima mezz’ora – aveva conquistato una punizione sulla tre quarti destra vicino all’out, battuta da Tonelli con Baldinini che colpiva di testa mettendo fuori di poco. Era solo l’inizio di quello che sarebbe successo di lì a breve. Al 3’ sempre Tonelli innesca Castellani che giunge sul fondo e mette al centro, Ferri manca di un soffio costringendo la difesa a mettere la sfera in corner. Sul calcio d’angolo ancora Ferri cerca il colpo di testa con la palla fuori di poco. Al 7’ il Forlì confeziona la più nitida occasione da gol. Su una palla conquistata a centrocampo, Ferri è lesto a verticalizzare per Castellani, che s’invola solo verso la porta avversaria ma sull’uscita di Barbato non trova di meglio che sparare addosso portiere che devia in corner. Al 10’ è il Castelfidardo a farsi vivo dalle parti di Semprini, impegnato con un tiro da fuori sul quale si esprime in una parata incerta quanto efficace. Continua il sterile monologo dei biancorossi che però non riescono proprio ad inquadrare lo specchio della porta: al 13’ Cortesi mette fuori di testa su cross di Tonelli; lo stesso Cortesi che qualche minuto prima aveva reclamato un calcio di rigore per un “tamponamento” subito in area avversaria avvenuto sotto gli occhi dell’arbitro. I padroni di casa controllano ed al 19’ Calabresi serve D’Ercole nel cuore dell’area ma il colpo di testa è fiacco. Si susseguono palle sprecate come piovesse per i galletti (di testa Ferri e Prati, Castellani in contropiede si disinnesca da solo, ancora Castellani che arriva per questione di millimetri su goloso cross di Nigretti) e al 42’ la frittata è servita: palla malamente persa a metà campo da Baldinini su pressione di Radi che allarga e serve in profondità Calabrese; l’attaccante avanza e giunto al limite dell’area lascia partire un siluro di destro, sul quale Semprini respinge erroneamente verso il centro dell’area, dove Lignani, solissimo all’altezza del dischetto, anticipa tutti e realizza a porta vuota! 1-0! Risultato sul quale ha termine la prima frazione.

Ad inizio ripresa non cambia il brutto copione del Forlì: ancora Baldini perde palla sulla trequarti difensiva e Calabrese, servito da un compagno, da centro area impegna seriamente Semprini che si salva in corner. Passano 4’ (e la paura) e i biancorossi di nero vestiti tornano testa bassa ad attaccare la porta con Ferri: la prima occasione di testa, servito da Castellani; la seconda, al 51’, ricevuta palla da Tonelli la stoppa e sul ritorno di un difensore cerca di anticipare il portiere mettendo però a lato. Sciupate ancora tre buone occasioni (in mezzo anche il rischio raddoppio del Castelfidardo con palla che taglia l’area senza nessun intercetto) con la solita girandola di cambi (Ferri lascia il posto ad Ambrosini e Tonelli a Graziani) mister Campedelli tenta il tutto per tutto. La gara però non sembra svoltare a favore del Forlì ed al 71’ è Cenci a finire a terra in area dopo un contrasto, reclamando il calcio di rigore, che l’abito non concede. La partita s’avvia stancamente al termine con il Castelfidardo che controlla senza grossi problemi le folate di un Forlì più ostinato che pungente: nonostante il forcing, i galletti non riescono ad impegnare Barbato, rischiando anzi il tracollo su contropiede avversario. In pieno recupero succede quello che ormai non ti aspetti più: su una palla persa malamente dai padroni di casa, sulla tre quarti offensiva, Sabbioni serve Castellani che verticalizza, trovando liberissimo sulla destra Nigretti, il quale entrato in aria si accentra e batte con un gran tiro Barbato, con palla che incoccia il palo alla destra del portiere e termina in rete! 1-1! Il pareggio fa schizzare in alto la tensione, entrambe le squadre cercano il colpo del ko, si allungano a dismisura ma nessuna riesce più a trovare la strada del gol. Arriva un pareggio che sa di beffa per i padroni di casa e di occasione persa per il Forlì.


Castelfidardo – Barbato, Lombardo (dal 35’ Mihaylov), Massi, Radi, Enow, Giovagnoli,Lignani (dal 66’ Grazioso), Pigini (C), Calabrese (dall’80 Rivi), Trillini, D’Ercole (dal 77’ Braconi). A disposizione: Bottaluscio, Candolfi, Pierantozzi, Naplone, Bracciatelli. Allenatore: Vagnoni
Forlì – Semprini, Nigretti, Gimelli, Baldinini, Ferri (dal 58’ Ambrosini, dal 92’ Marzocchi), Prati, Tonelli (dal 66’ Graziani), Castellani, Bungaja, Cortesi (dal 52’ Sabbioni), Cenci (dall’ 83’ Venturi). A disposizione: Mordenti, Croci, Ferrari, Vesi. Allenatore: Campedelli

Note
Marcatori: Lignani (42′), Nigretti (92′)
Ammoniti: D’Ercole , Giovagnoli, Cenci, Lignani, Bungaja, Sabbioni, Braconi.
Espulsi: nessuno

Parole dallo spogliatoio

Nicola Campedelli, mister Forlì: “Un risultato strano, soprattutto alla luce delle nostre 8 occasioni da gol contro le loro 3. Trovarsi a commentare un pareggio in extremis dopo questi numeri è davvero singolare. E’ inutile girarci intorno: creiamo moltissime occasioni da rete ma non finalizziamo, ci complichiamo la vita. Anche oggi c’è stato un chiaro rigore a favore che tutti hanno visto a parte l’arbitro, ma sorvoliamo… Nel complesso abbiamo fatto una buona prestazione, anche se il rammarico per la mira storta là davanti c’è. Siamo stati bravi a inseguire il pareggio fino all’ultimo, lottando fin oltre il 90’. Perdere una partita dove hai creato più del doppio delle occasione del Castelfidardo sarebbe stato un vero schiaffo, un punto è arrivato ma non ripaga”.

Le pagelle

Semprini 6 – Nella rete del vantaggio del Castelfidardo c’è un po’ della sua incertezza ma si riscatta negando, a inizio secondo tempo, a un lanciatissimo Calabrese il raddoppio, mantenendo così il Forlì in corsa.

Nigretti 7 – Il suo gol, oltre che di pregevole fattura, è provvidenziale per agguantare il pareggio e allontanare una sconfitta che avrebbe avuto effetti devastanti. Senza sbavature, è tra i più propositivi e attivi.

Bungaja e Prati 6 – Compito svolto con diligenza, senza errori, per i due centrali difensivi. Dalla loro un avversario che li ha impensieriti non più di tanto.

Gimelli 6 – Su un terreno pesantissimo, s’impegna e spende energie senza sosta anche in fase di copertura. Disciplinato, non fa la partita della vita ma sbaglia pochissimo.

Baldinini 5.5 – Passo falso: due perse – quella del gol subito e quella del potenziale 2-0 – gravi, troppi errori in appoggio. Con l’ingresso di Sabbioni, torna al ruolo naturale di mezz’ala dove esprime il meglio.

Cenci 6.5 – Non è pulitissimo ma corre e lotta animato dal sacro fuoco dell’agonismo. Se solo il Forlì avesse incrociato un arbitraggio decoroso, avrebbe dalla sua pure un rigore procurato… (Venturi sv)

Cortesi 6 – Sufficienza di fiducia: può e deve fare di più. (Sabbioni 6.5 – Prende per mano il centrocampo alzando i giri di gioco fino alla naturale conseguenza del pareggio)

Ferri 6 – Si mangia troppe occasioni ma il suo fosforo da regista avanzato è quanto mancava al Forlì, più dell’aria. (Ambrosini 5.5 – Entra dalla panchina, una situazione che forse lo penalizza: prova a far suo il match ma non ingrana; Marzocchi sv).

Tonelli 6 – A tratti il migliore in campo, si prodiga più in fase di costruzione che in quella di conclusione. In un momento di magra, sotto rete, tentar di sbloccare la situazione – lui che la giocata ce l’ha – forse non nuocerebbe.  (Graziani 6 – Sfiora la rete)

Castellani 6 – Si divora un gol, gioca a corrente alternata ma ha il grande merito di servire l’assist per la rete di Nigretti.

Campedelli 6 – Ha mezza squadra fuori e qualche giocatore acciaccato o a corto di fiato. Sull’orlo del baratro le prova tutte, ma non è certo colpa sua se gli attaccanti, soli davanti al portiere, sbagliano.

Squadra 6 – Il pari sta stretto ai biancorossi, per ciò che è stato prodotto in campi, ma gli errori si pagano. Specialmente quelli degli attaccanti. Ha il merito di non disunirsi mai e di lottare fino alla fine, anche dopo il pareggio di Nigretti.