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Talento, fisicità ma anche tattica. L’Unieuro ha stravinto sia sul campo sia a livello di piano partita, con Valli bravo non solo nel caricare i suoi in vista di una prova che poteva diventare un baratro, ma anche a suturare ogni cenno di timido recupero OraSì, giocando con grande sagacia il jolly DiLiegro: “Siamo felici – spiega con voce grattata dal match, Giorgio Valliperché finalmente abbiamo regalato una vittoria ai nostri tifosi, persone che ci amano, ci seguono ovunque. Lo dicevo sette giorni fa e qualcuno non mi credeva ma è da un po’ che vedo in palestra belle facce, ragazzi pieni di determinazione e voglia. Devo dire che l’arrivo di Dane pur in pochi giorni è riuscito a far crescere quel tasso di fisicità e intensità che ci mancava. Oggi sanciamo di aver ritrovato la nostra identità che è fatta d’impegno e dal credere che il primo passo da compiere sia in difesa poi in attacco.” Tecnicamente, l’analisi è chiara: “Aver segnato 40 punti in area vuol dire molto, specie con una squadra ben allenata come lo è Ravenna: il punteggio è un po’ bugiardo visto che ci hanno messo spesso in difficoltà con quintetti strani, zone 3-2. Il nostro più grande merito è stato aver creato un vero muro difensivo. Aver concesso a Smith di segnar “solo” 10 punti nel secondo tempo, dopo che ne aveva messi quasi il doppio nel primo, è un bel segnale. Siamo felici ma mai soddisfatti. Da qui dobbiamo ripartire per fare una gara concreta anche a Piacenza. L’asse Giachetti-Dane? Jacopo ha fatto una partita solida complice il fatto che sta meglio fisicamente. Poi abbiamo guadagnato un pivot vero. La loro intesa è già forte.” Conclusione dedicata a Società e chi ha fatto cadere critiche: “Lasciate che ringrazi la Società che in sole 72 ore, in una situazione di difficoltà, è riuscita a portare DiLiegro. E’ merito loro se ogni domenica si alza il sipario di questo spettacolo e a loro dovremmo sempre esser grati. Poi tutti sbagliamo, ovvio e naturale, ma questo è un gruppo granitico, che spinge dalla stessa parte, compatto. Non si trova gente così appassionata e un po’ folle. Per noi è un lavoro e lo facciamo seriamente, con il massimo impegno. Criticare per criticare è irrispettoso e non c’entra nulla con quello che è oggi questa squadra: qui non c’è chi non lavora, anzi ci facciamo un mazzo tanto”.

Mille altre e ben più torbide le sfumature di Andrea Mazzon. Ravenna ha sfigurato, finendo per esser fischiata dai 300 giallorossi venuti al PalaGalassi: “Credo sia giusto dar i meriti ai nostri avversari prima di parlare dei nostri errori: Forlì ha avuto un avvio sontuoso, realizzando tiri difficilissimi che abbiamo provato a contestare ma non abbastanza. Siamo stati due volte a -5 ma abbiamo smarrito l’occasione per rientrare davvero in gara. Abbiamo subito la loro difesa, la loro fisicità anche a rimbalzo. Siamo dispiaciuti, ci credevamo e volevamo dare una soddisfazione ai tanti tifosi arrivati da Ravenna. Purtroppo troppe palle perse banali al cospetto di una squadra così, con play intelligenti e gran potenziale dall’arco, le paghi salato. Avremmo dovuto avere letture più attente. Provarci in ogni modo non è bastato, senza cinismo queste partite non le porti a casa. Ricominciamo da questi errori che non riguardano il talento ma l’attenzione. Nessuno è esente da colpe. Nessuno”.