Gli ospiti: Real Sebastiani Rieti

IL CLUB 

 

Il club nasce nel 1944. Dal 72 al 73 doppia promozione e dalla C si ritrova in serie A. Verso la fine degli anni ’70 arrivano i grandi risultati con partecipazioni a Coppa Korac con i grandi americani Meely e Sojourner. Dopo stagioni di alti e bassi nel 2008 Rieti torna nella massima serie, ma il sogno dura un attimo perché il Presidente Papalia porta il titolo sportivo a Napoli. Il duro colpo non cancella però Rieti dal panorama della palla a spicchi italiano, infatti gli occhi della città si spostano subito verso un’altra società locale: il Rieti basket club, dal quale trarrà origine la Sebastiani Basket. Dal 2020 la denominazione societaria è Real Sebastiani con l’arrivo del Presidente Roberto Pietropaoli, ex patron del Real Rieti Calcio a 5. Infine nel 2024 i laziali riescono a tornare in A2. Il direttore sportivo è Luca Palombi. Campo di gioco è lo storico PalaSojourner, intitolato al grande campione americano.

IL COACH

Attuale coach è Andrea Fabrizi. Assistant coach di Antimo Martino  a Forlì con cui ha vinto la Coppa Italia LNP 2024. Umbro di Foligno, ha allenato, sempre da secondo, la San Giobbe Chiusi. Nel 2016 approda a Casale Monferrato dove è responsabile del settore giovanile. Andrea ha esperienza anche a livello di Nazionale, infatti è stato vice di Gebbia e successivamente di Bocchino nell’Italia Under 16. A luglio 2017 ha guidato, da capoallenatore, la selezione Under 16 alle Olimpiadi giovanili.

Per Fabrizi sarà la prima esperienza in A2. “Dal primo momento in cui ho parlato con il Presidente, ho avuto la netta sensazione di trovarmi davanti a un progetto serio, costruito da persone che sanno quello che fanno e che lo fanno con il cuore. Mi ha sorpreso, in senso positivo, il livello dell’organizzazione: ogni dettaglio è curato, ogni persona sa qual è il suo ruolo e lo svolge con competenza e dedizione. Non è scontato, e significa tantissimo per chi, come me, vuole lavorare bene. Un altro aspetto che mi ha colpito da subito è la passione di questa città per la pallacanestro. Rieti e la Sebastiani sono una cosa sola, e questo legame lo si percepisce in ogni conversazione, in ogni sguardo”.

IL ROSTER

Roster completamente rinnovato. Play titolare è Rota, in arrivo da Cividale, che va a fare coppia negli esterni con Green, esperto tiratore di Indiana University e globetrotter in Europa. Ala piccola  l’ex Forlì Severini, altro tiratore su cui difendere forte è obbligatorio. I due lunghi sono l’ex Ravenna Bartoli e Romello White, trentunenne centro veloce ed atletico. Starting five che può contare su esperienza, abilità tecnica e mestiere e abilità tecnica, soprattutto nei due stranieri.

Anche in panchina tutti nuovi, con Imbrò primissimo cambio degli esterni, oltre al giovane Sow. Piccin, ala di scuola Treviso, è una garanzia per coach Fabrizi. Per cambiare i due ruoli sottocanestro arriva il lungo serbo di formazione italiana Jerkovic, scorso anno quasi 10 punti di media a Ruvo, oltre al centro del 2007 di 2.12 Deme, proveniente dalla Reggiana.

L’INFERMERIA

Le notizie dall’infermeria reatina: non saranno della partita a Forlì i due numeri quattro di ruolo del roster di coach Fabrizi.

Non ci sarà Vittorio Bartoli, ala forte titolare, non ha riassorbito l’edema osseo causato da un trauma subìto in precampionato. I medici hanno quindi disposto a scopo precauzionale, una decina di giorni di stop dall’attavità agonistica, per poi reinserirlo gradualmente.

Non ci sarà neanche l’altro numero 4 Mihajlo Jerkovic, già fuori da oltre un mese. Anche per lui pare servano ancora una decina di giorni per potere ricominciare gli allenamenti.

Per gestire la situazione la Sebastiani Rieti ha aggregato agli allenamenti l’ex Forlì Quirino De Laurentiis e Raul Lazaro Diaz, ala del 98 di 1.95 (A, 194 cm, 1998).

L’ULTIMA PARTITA

Rieti vince e convince. Pistoia è una buonissima squadra e sta in partita a lungo, ma alla fine la solidità della squadra di coach Fabrizi ha la meglio. Nel finale infatti, dopo il tentativo di rimonta dei toscani, sono i canestri decisivi di Devonte Green a mettere il sigillo sul successo reatino.

Al PalaSojouner la Sebastiani approccia la gara con grande determinazione, trascinata dal playmaker Rota particolarmente ispirato in fase offensiva con ben 10 punti nella parte iniziale (saranno 18 per lui alla fine). Le due formazioni danno vita a un confronto punto a punto, con il primo quarto che si chiude sul 24-23 in favore dei reatini. Pistoia cerca di stare a contatto ma Rieti riesce comunque a costruire un piccolo vantaggio, andando negli spogliatoi per l’intervallo lungo avanti 45-38.

Al rientro dagli spogliatoi Rieti gestisce il vantaggio, cercando di dare continuità alla propria manovra offensiva, ma Pistoia dimostra di non avere alcuna intenzione di arrendersi. I toscani restano in partita e provano a ridurre il divario, trovando però una Rieti attenta a respingere i tentativi di rimonta. Il terzo quarto si conclude sul 57-50, lasciando ancora aperti i giochi in vista degli ultimi dieci minuti.

Nell’ultimo periodo la partita sale ulteriormente di intensità. Pistoia tenta il tutto per tutto e si conferma ottima squadra riuscendo a riportarsi fino a un solo punto di distanza e riaprendo così la contesa. A prendersi la scena nel finale però è l’americano Devonte Green, autore di canestri pesantissimi che permettono di respingere definitivamente la rimonta toscana. Alla sirena finale 78-70: la Sebastiani può festeggiare una vittoria conquistata con determinazione e carattere.

COME GIOCANO

Rieti capolista, 3 vinte su 3 giocate, è una squadra solida, nella quale, oltre alla qualità indiscutibile dei due americani, riveste grande importanza il contributo degli italiani.

Riguardo alla partita Forlì-Rieti c’è da sottolineare la particolarità della situazione causata dalle contemporanee assenze di Bartoli e Jerkovic. Adattamento forzato quindi, con due numeri 3 in quintetto. a causa dell’infortunio dei due numeri 4 di ruolo del roster.

Il playmaker Rota è un motorino in attacco: dà ritmo alla squadra e in difesa garantisce grande pressione sulla palla. Severini è uno dei migliori difensori dell’A2, mentre Imbrò rappresenta una minaccia costante dall’arco e nelle letture sui pick & roll. Positivo anche l’inizio di stagione di Bartoli e Piccin, con Sow e El Hadji capaci di portare energia e intensità.

Il giocatore più pericoloso è Green che dispone di un ampio repertorio nell’uno contro uno. Oltre a produrre, Green viene spesso usato come esca quando la difesa avversaria è preoccupata di non fargli ricevere palla, allora si aprono spazi per gli altri. Viene coinvolto molto l’altro americano White, sia in post basso che nelle situazioni di pick & roll.

La squadra ama correre e giocare in transizione ma, quando non trova subito un vantaggio, mostra pazienza e cerca di sviluppare l’attacco su entrambi i lati del campo.

Difensivamente, quando Rieti trova continuità nel fare canestro, aumenta ulteriormente l’energia e l’aggressività, arrivando spesso ad allungare la pressione con una zone press 2-2-1, per poi rientrare a uomo, soprattutto dopo i tiri liberi.

LA GIOCATA

 

Molte delle azioni offensive di Rieti iniziano con un concetto molto comune nel basket moderno: il cosiddetto “taglio Iverson”. L’origine è legata al campione Nba Allen Iverson, in attività fino al 2011, con Larry Brwon, suo coach a Philadelfia che ideò questo gioco per mettere rapidamente la palla in mano al suo migliore realizzatore, appunto Iverson.

Lo schema di Rieti consiste in due blocchi orizzontali sulla linea del tiro libero per liberare l’esterno (Green, Severini o Imbrò). Da qui le alternative sono molteplici, dal gioco pick and roll laterale per servire White o per l’uno contro uno di Green. Altro obiettivo è il far concentrare la difesa sul rollante e liberare i tiratori sul ribaltamento.

Ne scegliamo una: dopo aver tagliato 2 (Green) blocca per 4 o 5 (Bartoli o White, il lungo più lontano dalla palla) che può giocare uno contro uno. Se ciò non avviene 2 prende il blocco prima di 5 poi di 3 (Severini) e può tirare da tre punti o giocare uno contro uno. Il gioco in post basso è funzionale sia per l’uno contro uno, ma soprattutto per ribaltare il lato e servire i tiratori.

LE CHIAVI TATTICHE

Queste le tre chiavi tattiche che Forlì, fra le altre, deve avere in mano per mettere in difficoltà Rieti:

  1.  Difesa sul plck & roll con White.
  2.  Difesa sull’uno contro uno di Green e sul tiro di Imbrò.
  3.  Attacco alla zone press senza perdere il ritmo, entrando velocemente nei giochi d’attacco.