A distanza di circa 3 mesi dall’ultima apparizione in canotta Unieuro e con un percorso di recupero non ancora giunto al termine, noi di Piazzale della Vittoria abbiamo avuto il piacere di incontrare l’ala israelo-americana Shawn Dawson (foto copertina di Stefano Albanese) e scambiare con lui quattro chiacchiere sull’attuale momento suo e del suo paese.
Buongiorno Dawson, come sta vivendo questo periodo lontano dal campo di gioco?
“È stato un periodo piuttosto impegnativo perché amo la pallacanestro e sono venuto qui per giocare a basket e non essere in grado di scendere in campo con i miei compagni ha reso questo momento molto difficile per me. Ho avuto degli infortuni in passato per i quali sono dovuto stare fuori per molto tempo e so quanto sia difficile, ma resto positivo, sto preparando la mia mente e il mio corpo per tornare in campo e aiutare la squadra a vincere”.
Nell’attesa di vederla in campo con i suoi compagni, che tipo di giocatore è Shawn Dawson e cosa può dare alla Pallacanestro Forlì 2.015?
“Come giocatore sento di poter fare un po’ di tutto, mi ritengo uno che porta molta energia alla squadra. Soprattutto mi piace correre con la squadra e giocare veloce, adoro giocare davanti alla folla e ad un pubblico come quello di Forlì, quindi so che potrei divertirmi molto con i tifosi, specialmente nelle partite casalinghe. Sì, in generale credo di essere uno in grado di portare molta energia e leadership alla squadra e spero che questo potrà aiutarci a vincere”.
Lei è nato in Israele e tutti sappiamo la situazione che sta vivendo il suo paese. Come vive un atleta la guerra in corso? Riesce ad isolarsi e restare concentrato sugli obiettivi sportivi?
“Sì, riesco a tenere la mente sull’obiettivo e a concentrarmi su dove mi trovo. Certo, la mia mente è anche con la mia famiglia, i miei amici e tutti gli israeliani che stanno affrontando tutto quello che sta accadendo nel mio paese. Purtroppo fa parte della vita. Ovviamente a volte capita che queste cose mi passino per la testa quando gioco, ma ogni persona ha qualcosa che gli passa per la mente, è la vita, e il basket, come il resto, è una parte della mia vita. Sono sicuro che tutti hanno qualcosa nella mente che li tormenta, e personalmente è questo che sto affrontando, ma devo comunque essere un professionista e restare concentrato sui miei obiettivi”.
Si ringraziano la Pallacanestro Forlì 2.015 e l’ala israelo-americana Shawn Dawson per la disponibilità concessa nella realizzazione della presente intervista.