Dopo la terza vittoria consecutiva e in vista della sfida casalinga contro l’Urania Milano, in programma domenica all’Unieuro Arena, noi di Piazzale della Vittoria abbiamo raccolto le sensazioni di uno dei protagonisti e conferme della passata stagione: il pivot Angelo Del Chiaro. Con lui abbiamo parlato del momento che sta vivendo la Pallacanestro Forlì 2.015, reduce da un avvio tutt’altro che semplice, e della sua crescita personale, in particolare sul fronte del lavoro difensivo a cui è chiamato a rispondere.
Buongiorno Angelo, Forlì sembra aver trovato la propria identità dopo un avvio complicato: da quattro sconfitte consecutive a tre vittorie di fila. Cosa è cambiato nello spogliatoio e sul parquet? C’è stato un patto tra di voi?
“Innanzitutto buongiorno. Nello spogliatoio non è cambiato nulla: siamo sempre stati il solito gruppo, quindi non c’è stato alcun stravolgimento. Ci siamo semplicemente confrontati per capire insieme quale fosse quel piccolo dettaglio che ci faceva perdere le partite. Parlandone con lo staff e lavorando con serietà in allenamento, siamo riusciti a mettere in fila tre vittorie consecutive, cercando di migliorare la nostra chimica in campo. Al momento sembra che il lavoro stia dando i suoi frutti. Ovviamente già domenica dovremo confermare quanto detto, ma oggi ci sentiamo più sicuri delle nostre potenzialità. Quanto al presunto ‘patto dello spogliatoio’, posso dire che dopo ogni partita ci confrontiamo, sia quando vinciamo che quando perdiamo. Al di là del voler capire quale fosse l’ostacolo da superare, non c’è stato alcun patto particolare.”
Al suo secondo anno a Forlì, come valuta il suo percorso di crescita personale? Quali le differenze rispetto la passata stagione?
“Lo scorso anno è stato complicato, con un momento di difficoltà a metà stagione che è durato un po’, ma sono riuscito a riprendermi nel finale e ho cercato di ripartire da lì per migliorare in questa nuova stagione. Ora mi sento molto positivo, non mi soffermo sulle cose negative, anzi, cerco di imparare da quelle esperienze per evitare di ricadere in quel loop, lavorando sugli aspetti che mi avevano portato a quella situazione. Rispetto alla scorsa stagione mi sento fisicamente molto meglio, il che mi dà più fiducia. Inoltre, con Antimo abbiamo discusso all’inizio della stagione del mio utilizzo e di una difesa diversa – chiamata show – che non avevo mai provato prima, e questo mi ha dato nuove responsabilità e maggiori motivazioni per affrontare al meglio questa stagione.”
Nel sistema difensivo di Forlì, quanto conta per lei la comunicazione con gli esterni nei cambi difensivi e nelle coperture sul pick and roll, e quali sono le letture chiave che cerca di anticipare per essere sempre un passo avanti?
“La comunicazione è fondamentale in ogni aspetto, non solo nei cambi difensivi, ma anche per semplici chiarimenti. Sul pick and roll, in particolare, la comunicazione tra lungo ed esterno è cruciale. Cerco sempre di anticipare le intenzioni dell’esterno e di essere solido nell’uscita, riducendo al minimo gli spazi. Sto lavorando su questo aspetto perché credo sia la chiave principale per difendere sul pick and roll. Inoltre, so di poter contare su tre compagni pronti a supportarmi, e questo mi dà maggiore tranquillità, sapendo che anche se l’attacco è bravo, ho il sostegno della squadra dietro di me.”
Domenica affronterete l’Urania Milano senza lo squalificato Gentile. Che squadra vi aspettate, e l’assenza di Gentile è un vantaggio o, alla contrario, un elemento che può nascondere insidie per voi?
“Dobbiamo notare che senza Gentile sono riusciti a vincere sabato scorso contro Verona. Quando giochi contro di lui, sai che gran parte dei possessi passano dalle sue mani, rendendo il gioco focalizzato su di lui e richiedendo particolare attenzione. La sua assenza, unita all’incertezza sulla disponibilità di Amato, ti costringe a considerare giocatori che finora hanno avuto un impatto minore. Questo potrebbe rappresentare un vantaggio, ma anche uno svantaggio, poiché dovremo adattarci a più soluzioni difensive in risposta alle variazioni nel loro gioco.”
Facciamo un gioco. Faccia finta di dover rubare qualcosa ad ognuno dei suoi compagni di squadra. A chi e cosa ruberebbe?
“Sicuramente l’atletismo di Gas, la presenza fisica di Kadeem — che è davvero un bel plus — e le mani di Pietro. In realtà, da tutti vorrei prendere un po’ del loro carisma: ho trovato compagni con davvero grande personalità.”
L’energia del pubblico dell’Unieuro Arena è vitale. Quanto è importante sentire di nuovo questo entusiasmo, e quale messaggio vuole lanciare ai tifosi in vista del prosieguo della stagione?
“L’entusiasmo si percepisce di nuovo, lo sentiamo chiaramente. Ammetto che la mancanza del tifo della curva si fa sentire, e il messaggio che voglio trasmettere ai tifosi è quanto il loro supporto sia fondamentale. A Forlì, una città che vive di basket, si avverte davvero la differenza quando c’è il calore e la passione degli appassionati. Questo ci dà energia e ci aiuta ad affrontare meglio i momenti difficili. Sarebbe meraviglioso sentire sempre il loro incitamento, perché insieme possiamo essere più uniti e più forti.”
Si ringraziano la Pallacanestro Forlì 2015 e il pivot Angelo Del Chiaro per la disponibilità concessa per la realizzazione della presente intervista.