DeShawn Stephens si presenta a Forlì: “Qui per portare energia, positività e accendere la scintilla”

All’antivigilia della sfida con l’Avellino Basket, nella sala stampa dell’Unieuro Arena si è tenuta la presentazione ufficiale dell’ultimo arrivato in casa Pallacanestro Forlì: l’ala-pivot Deshawn Stephens, chiamato a portare energia e fisicità principalmente nel pitturato, andando così a rinforzare un reparto lunghi che fin qui ha mostrato qualche lacuna.

A fare gli onori di casa è stato il presidente Giancarlo Nicosanti che, dopo aver ringraziato i soci della Fondazione per aver consentito al club di intervenire sul mercato e apportare questo cambiamento, ha voluto rivolgere un ringraziamento anche al pubblico forlivese per il sostegno che continua a garantire al palazzetto in un’annata che, finora, ha deluso le attese. «Mi auguro – ha aggiunto il presidente – che dalla prossima partita casalinga, che sarà il derby con Rimini, il palazzetto possa tornare a essere ancora più pieno e partecipe, anche se comprendo benissimo le difficoltà in un anno che si è rivelato più complicato di quanto avessimo immaginato».

Nicosanti ha poi proseguito con i convenevoli, dando il benvenuto all’americano ex Treviso e auspicando che possa essere la pedina capace di riportare i giusti equilibri nella formazione di coach Martino. «Siamo a poco più di un terzo del campionato – ha continuato – e sicuramente ci vorrà un po’ di tempo per l’inserimento di un nuovo giocatore, ma l’entusiasmo che ho visto in questi primi giorni speriamo possa tradursi in energia positiva la domenica in campo».

A seguire è toccato a Martino dare il benvenuto a Stephens, giocatore che l’allenatore conosceva già per averlo allenato — seppur per un breve periodo — durante la sua esperienza in Fortitudo in Serie A1. «Ne ho apprezzato le qualità umane oltreché tecniche – sottolinea il coach – nel breve periodo in cui rimase con noi. Va ricordato che già ai suoi esordi a Cagliari produsse ottime cifre; poi a Sassari e, dopo la parentesi con me a Bologna, quando andò a Scafati in A2, si è sempre fatto apprezzare. È un giocatore che ho continuato a seguire qui in Italia e che sicuramente può darci energia e atletismo, essendo uno molto positivo. Siamo convinti di aver fatto la scelta giusta per sistemare quelle situazioni nelle quali abbiamo faticato un po’ di più, come nella statistica dei rimbalzi».

Il tempo dirà se la scelta si rivelerà quella corretta, ma è certo che per comprendere appieno il potenziale del giocatore — e della Pallacanestro Forlì dopo il cambio dell’americano — servirà inevitabilmente pazientare qualche allenamento in più. «Il nostro sistema di gioco – prosegue Martino – dovrà inevitabilmente cambiare, in maniera graduale, non totalmente, perché ci sono situazioni che sicuramente avranno continuità. Ma DeShawn è un giocatore con caratteristiche che prima non avevamo e, per forza di cose, faremo anche cose diverse».

Dopo il coach è finalmente il suo momento, e Stephens si presenta subito con un «Ciao!» per rompere il ghiaccio. L’impressione è molto positiva: in sala stampa si respira un’atmosfera che non si avvertiva da tempo e, sicuramente, la vittoria di lunedì insieme all’arrivo di un nuovo americano hanno contribuito a questo clima più sereno. «Sono felice di essere qui – esordisce – in una società che in questi anni ha sempre fatto molto bene. Sono stato accolto a braccia aperte dai compagni e non vedo l’ora di scendere in campo per dare il mio contributo e riportare la squadra in una posizione di classifica migliore rispetto a quella attuale. Ho parlato col coach e mi ha spiegato un po’ la storia di questo club».

Anche se si dice spesso che l’abito non faccia il monaco, la maniera posata ed educata con cui si presta alla stampa restituisce l’immagine di un professionista consapevole delle responsabilità del momento e delle aspettative di una piazza fin qui delusa. «Cerco di essere sempre positivo e sorridente e voglio portare qualcosa in più a questa squadra, qualcosa che oggi forse manca. Non so se sarà sufficiente per accendere la scintilla, ma farò del mio meglio affinché in tutti noi scatti quella scintilla».

Stephens ha scelto la canotta numero 23, un numero che per molti americani ha un valore particolare, quasi come la “10” nel calcio. In realtà, come spiega lui stesso, non c’è nulla di simbolico: «Il mio numero preferito è il 9, ma quando ero al college non ci fu modo di averlo e mi diedero la 23. Da allora me la sono sempre portata dietro e chiedo sempre di indossare quel numero».

Diversi anni fa, un giornalista statunitense disse di lui che, pur essendo alto “soltanto” 203 cm, era come se fosse 221 cm, a rimarcare le sue straordinarie doti atletiche. «Oggi non sono sicuramente quello di allora – precisa – ma sono meglio, perché ho aggiunto e imparato molto grazie all’esperienza. Però credo di saltare ancora abbastanza» (sorride). Sulla posizione in campo non ha dubbi: «Mi piace giocare sia dentro che fuori dal pitturato, ma credo di rendere meglio dentro».

In chiusura la parola è passata a Renato Pasquali, che ha voluto precisare come non sia mai stata consuetudine della Pallacanestro Forlì, nei suoi anni da General Manager, cambiare l’americano in corsa se non per cause di forza maggiore. «Soltanto in una circostanza – sottolinea Pasquali – abbiamo cambiato l’americano a stagione in corso: era il campionato 2021/22 e toccò a Jeffrey Carroll, tagliato perché non performava come ci aspettavamo. In questo caso non abbiamo sacrificato Allen per questioni di rendimento, ma per una questione di equilibrio. Abbiamo capito che questa squadra necessitava di un riassetto e pensiamo che con l’ingaggio di DeShawn le cose possano migliorare. La scelta è stata fatta anche in virtù delle opportunità offerte dal mercato e siamo stati fortunati, perché siamo riusciti a individuare un giocatore adatto alle nostre necessità senza dover spendere un visto».

A questo punto resta da capire se quello di Stephens sarà l’unico intervento sul mercato o se le voci su possibili altre partenze e nuovi arrivi abbiano un fondamento di verità. Su questo tema Pasquali è laconico: «In questo momento abbiamo immerso un corpo che crea uno spostamento. Ora dobbiamo capire che tipo di spostamento si produrrà; solo dopo faremo delle valutazioni sull’eventuale possibilità di aggiungere un altro giocatore e su che tipo di profilo. Ad Avellino, in ogni caso, andremo con tutti i giocatori attualmente sotto contratto e sarà poi compito del coach decidere chi e quanto far giocare».