La 25ª giornata di Serie A2 Old Wild West mette di fronte la Pallacanestro Forlì 2.015 e la Benedetto XIV Cento in una sfida che, soprattutto per i forlivesi, può essere definita da ultima spiaggia alla luce della complicata situazione di classifica e della discontinuità di risultati. A presentarla, come di consueto, è coach Antimo Martino, che non nasconde le preoccupazioni né l’importanza del match.
«Torniamo a giocare in casa e vogliamo tornare a vincere, cercando di sfruttare le partite casalinghe anche in relazione all’avversario che affronteremo. Cento è una squadra dalla solidità evidente: non mi lascio ingannare dagli ultimi risultati, perché ha disputato un’ottima preseason e un eccellente avvio di stagione e, pur senza ottenere ora gli stessi risultati, si è sempre giocata le proprie partite restando competitiva fino alla fine. Dovremo affrontare la sfida senza farci condizionare dal peso della posta in palio, ma giocandola con grande intensità ed energia».
È indubbio che giocare tre partite in una settimana rappresenti un dispendio di energie che va oltre le reali possibilità di recupero della squadra. Contro Cento, però, i ragazzi di Martino hanno avuto a disposizione la settimana tipo per preparare la gara e dovranno essere bravi ad approcciarla con il giusto piglio. «Contro Torino, quando partimmo 0-10, partì un applauso spontaneo del pubblico del Palafiera che ci diede fiducia e ci permise di rientrare subito in partita. Domani confidiamo nel sostegno del pubblico per tutta la gara, senza chiaramente concedere quel gap iniziale, perché entriamo in un ciclo di partite molto importanti».
Cento arriva a Forlì con numeri negativi: quattro sconfitte consecutive, sette nelle ultime otto gare disputate e sette ko di fila in trasferta. Una situazione che consente a Forlì di affrontare l’avversario con la consapevolezza che il match potrebbe avere un valore doppio in caso di successo con più di sette punti di scarto, permettendo ai romagnoli di agganciare e superare Cento grazie alla differenza canestri. Allo stesso tempo, è fondamentale che Aradori e compagni si siano calati in una realtà diversa da quella inizialmente immaginata, perché lottare per la salvezza richiede attitudini differenti rispetto alla corsa per i vertici.
«In questa realtà ci siamo già calati – riprende Martino – ed è chiaro che dovremo continuare a farlo, anche se non sempre riusciamo a esprimerci come vorremmo. Tolta la partita di Milano, che può far sorgere qualche dubbio, nell’ultimo periodo ho visto segnali positivi anche nelle sconfitte. Ora dobbiamo resettare e ripartire come sappiamo, già da domani».
C’è un dato che spiega bene il percorso dell’Unieuro fin qui: quello relativo ai falli commessi. I biancorossi sono ultimi in questa statistica e, di conseguenza, spesso risultano meno intensi ed energici. Un fattore che aiuta a comprendere perché la squadra non sia mai riuscita a trovare continuità né a esprimere con costanza la pallacanestro che da sempre rappresenta il marchio di fabbrica del coach. «Anche spendere falli nella maniera giusta – sottolinea Martino – è un modo per restare dentro la partita e per mascherare alcune problematiche. Quando non siamo aggressivi non è per scelta, ma capita, e dobbiamo crescere, sforzandoci di fare cose che non fanno parte del nostro DNA. Questa non è una squadra che non crede in se stessa, ma una squadra che deve migliorare nella gestione dei momenti di difficoltà, diventando più resiliente».
Nelle fila di Cento spicca Stacy Davis, pericolo numero uno e giocatore in grado di spostare gli equilibri. Un fattore di cui Forlì dovrà tenere conto. «Abbiamo preparato la partita – spiega il coach – lavorando sui nostri difetti, ma sapendo bene che contro Cento è necessario dedicare una parte importante del lavoro a un giocatore come Davis, che ha una doppia dimensione ed è certamente tra i cinque migliori stranieri del campionato».
Cento è una squadra che gioca a ritmi sostenuti e che, per certi versi, propone una pallacanestro simile a quella di Mestre, dove Forlì colse un successo importante e forse inatteso. «Lo spirito con cui dovremo affrontarli – conclude Martino – deve essere quello visto a Mestre, squadra con una classifica simile a quella di Cento. Anche nella gara d’andata, prima di una serie di errori e palle perse che li rimisero in partita, eravamo stati in controllo. Verranno qui con il coltello tra i denti, ma anche noi lo saremo: la nostra situazione, in questo momento, è persino peggiore della loro».