Forlì cerca continuità a Pistoia, Martino: “Conta l’energia, prima della tattica”

Dopo l’importante successo interno contro Cento, la Pallacanestro Forlì 2.015 è attesa domani dalla difficile trasferta di Pistoia, campo storicamente ostico per i biancorossi. A presentare la sfida del PalaCarrara è, come di consueto, coach Antimo Martino.

«Affronteremo una squadra che, per tanti motivi, vorrà in tutti i modi tornare alla vittoria dopo una lunga serie di sconfitte. Inoltre parliamo di una Pistoia rinnovata, che presenterà Karvel Anderson, probabilmente al debutto contro di noi, e che nelle ultime settimane ha inserito Buva e Stefanini. Questo significa che ci troveremo di fronte una squadra completamente diversa rispetto a quella affrontata un paio di mesi fa qui a Forlì».

Forlì arriverà in Toscana con un’assenza pesante e Harper non al meglio. «Non avremo Gaspardo che, pur essendo in costante miglioramento, non sarà della partita. Harper continua ad avere qualche problema al ginocchio: farà di tutto per esserci, ma non potrà essere al meglio».

Nel frattempo, la recente rinuncia di Blu Basket Bergamo al campionato di Serie A2 ha modificato la classifica e il quadro delle retrocessioni: l’ultima posizione diventa da regolamento dei bergamaschi, le retrocessioni si riducono a due tramite i playout e Forlì guadagna una posizione. Sollecitato sull’argomento, Martino ha voluto prima di tutto esprimere la propria solidarietà.

«Dispiace per il movimento, per i colleghi e per tutti gli addetti ai lavori che improvvisamente si ritrovano senza lavoro. È una cosa che non dovrebbe accadere. Non sta a me individuare soluzioni a un problema che purtroppo si ripete spesso negli ultimi anni tra Serie A e A2. Per noi il cambiamento è positivo dal punto di vista della classifica, ma non cambia ciò che dobbiamo fare partita dopo partita per allontanarci dalla zona calda».

Il fatto di salire di una posizione non deve però distogliere l’attenzione da una sfida che, per Forlì, assume un peso specifico enorme. In caso di successo al PalaCarrara, per l’Unieuro sarebbe ossigeno puro.

«È chiaro che sia una partita importante – prosegue Martino – perché vincere significherebbe andare 2-0 contro Pistoia, allontanarci in modo significativo da una squadra che ci sta dietro e avvicinare quelle che ci precedono. Potremmo portarci a -2 da Torino, contro cui siamo 2-0, e magari avvicinarci alla zona play-in, rendendo più piacevole questa seconda parte di stagione. Oggi però la priorità resta allontanarci dalla zona calda e, lo ammetto, mi scoccia parecchio non arrivarci al meglio. Domenica contro Cento i ragazzi sono stati bravissimi a mascherare l’assenza di Gaspardo, ma un conto è farlo in casa, un altro è ripetersi a Pistoia con Harper non al meglio».

L’assenza di Gaspardo peserà anche alla luce della maggiore profondità nel reparto lunghi degli avversari. «Con Buva sicuramente un lungo in più ci avrebbe fatto comodo – spiega il coach – ma cercheremo comunque di limitarlo, anche se è uno di quei giocatori che produce sempre le stesse cifre a prescindere dalle scelte difensive. Vedremo se e quanto giocherà Anderson, ma la cosa fondamentale sarà restare dentro la partita contro l’energia che mi aspetto Pistoia metterà in campo. Dovremo essere pronti soprattutto da questo punto di vista, ancora prima degli aspetti tattici».

Al netto del passo falso contro Milano, il recente periodo dei biancorossi è da considerarsi di crescita. «Oggi abbiamo più equilibrio e siamo più strutturati, con riferimenti più definiti. Abbiamo una doppia dimensione che prima non avevamo e l’apporto di Stephens, da questo punto di vista, ci ha dato benefici importanti. La squadra è più armoniosa e distribuisce meglio le scelte, avendo più opzioni rispetto al passato, non per demeriti, ma per caratteristiche dei giocatori».

Proprio l’arrivo di Stephens ha contribuito a cambiare il volto della squadra. «È un giocatore che cerca la palla e vuole responsabilità. Non è uno specialista del post basso, ma è in grado di dare grande qualità vicino a canestro. Contro Cento, soprattutto nel primo quarto, abbiamo fatto fatica a metterlo in ritmo».

Martino entra nel dettaglio: «Cento, con tre lunghi da ruotare su di lui, ha trovato il modo di limitargli i rifornimenti sfruttando energia e falli da spendere. Poi però ho guardato le statistiche e le sue sono state ottime. Stephens è un riferimento interno, ma beneficia della dinamicità dell’azione: è più un giocatore da pick and roll che da post basso. In Serie A2 può giocare spalle a canestro e farlo bene, ma le sue caratteristiche sono altre e noi dobbiamo continuare a lavorare per metterlo sempre più nelle condizioni ideali».