I moschettieri l’hanno vista così: finale tirato a Milano; Pollone la risolve allo scadere

Forlì ritrova finalmente la via della vittoria con una partita sofferta solo nel finale a Milano. Dopo un avvio col botto ed il dominio totale per quasi tutta la durata del match, L’Unieuro subisce la rimonta milanese nell’ultimo quarto, arrivando anche ad essere sotto col punteggio, e quando sembrava che la partita fosse destinata all’overtime, Pollone ha messo tutto a posto con un grande cesto sulla sirena che ha regalato i due punti alla formazione ospite. Scampato pericolo dunque per i biancorossi, ma nei primi tre quarti non c’è stata storia: tra Parravicini, lo stesso Pollone e Perkovic, i ragazzi di coach Martino sono andati a braccetto con il tiro dall’arco, sbagliando molto poco. Non ottimale, invece, la prestazione di Harper: lo statunitense ha litigato con il tiro dalla lunga distanza e ha mostrato ancora qualche problema coi liberi nel finale, quando la palla scotta. Brava comunque Milano a concretizzare una rimonta straordinaria, ma non sono bastati i 18 di Potts e le doppie cifre di Leggio, Cesana e Udanoh. Padroni di casa altamente penalizzati anche dall’espulsione dopo soli 14’ giocati di Gentile (che fino ad allora ne aveva messi a referto ben nove), colpevole di somma di fallo tecnico e antisportivo. 

Partenza sprint dunque per i ragazzi di coach Martino, che grazie ad una solida difesa e al tiro da tre punti surclassano Milano con un pazzesco parziale di apertura di 22-3, con Pollone già in doppia cifra dopo 4’ minuti di gara. Dopo due time-out chiamati i lombardi si risvegliano con i canestri sull’asse Gentile-Cesana, ma Forlì continua a segnare e chiude il quarto sul +15, con ben due giocatori in doppia cifra (Pollone e Parravicini). 

Nel secondo periodo Forlì rallenta ma non si ferma, e nonostante un brutto inizio rimane in abbondante vantaggio, grazie ai canestri di Perkovic e Harper. L’Urania arriva un paio di volte sotto la doppia cifra di svantaggio, ma i tanti errori al tiro permettono ai biancorossi di tornare in fretta a distanza di sicurezza, arrivando al massimo vantaggio di +19, poi ridotto nel finale del quarto, che si chiude 37-53. 

Il secondo tempo comincia con la tripla di Gaspardo, seguita da canestri da entrambe le parti. Una difesa aggressiva e i canestri di Leggio permettono ai milanesi di tornare sul -9, ma le triple di Perkovic e Harper li rispediscono a -15. Nei minuti successivi, però, si accende l’uomo più pericoloso tra i milanesi: è Giddy Potts, che ne mette 5 di fila e riporta i suoi a -7. Il contropiede di Amato segna il -5 di Milano e la chiusura del terzo quarto.

Nell’ultimo quarto, l’attacco biancorosso si inceppa: dopo due canestri da sotto le plance di Magro la squadra ospite non riesce più a trovare soluzioni offensive, e ciò favorisce il rientro degli avversari, che agguantano la parità a quota 75 grazie ai molteplici viaggi in lunetta di Leggio. Il primo vantaggio milanese arriva grazie ai liberi di Udanoh, a 4’ dalla fine. Forlì segna solo a cronometro fermo, e i molti errori vengono puniti da Potts, che mette la bomba e porta i suoi a +3. Nessuno riesce più a segnare, e Harper dopo l’1/2 che è valso il -2 si trova nuovamente in lunetta, con i liberi per il pareggio a 35” dalla fine. Lo statunitense fa ancora 1/2, e Milano ha l’occasione di allungare o chiuderla con una tripla, ma Potts sbaglia un appoggio di mano mancina a 18” dallo scadere, e il rimbalzo carambola fuori: possesso Forlì, che ha l’occasione per vincerla con 14 secondi sul cronometro. Coach Martino chiama time-out per disegnare lo schema: rimessa di Perkovic per Tavernelli che la restituisce al croato, il quale rischia di perdere la palla, ma la salva e subisce fallo a 7 secondi dal termine. Perkovic segna il primo tiro libero, che vale il pareggio. Il secondo non va a segno, ma c’è il rimbalzo fondamentale di Gaspardo, che la passa a Tavernelli, il quale penetra e serve in angolo Pollone, che con una finta elude il tentativo di stoppata di Leggio, e segna dalla media il canestro della vittoria sulla sirena!