I moschettieri l’hanno vista così: Harper non basta: Rimini vince il derby in rimonta.

Continua la maledizione delle sconfitte in trasferta: i biancorossi cedono il passo a Rimini in uno dei derby più belli degli ultimi anni. Grande spettacolo anche sugli spalti, in un PalaFlaminio pieno. In campo è stato Harper-show: prestazione semplicemente soprannaturale per l’americano forlivese, reduce da un inizio di campionato non troppo luminoso. Stasera, invece, non c’è stata difesa riminese che tenesse: 38 punti, 9 falli subiti, 5 rimbalzi e 5 assist, per una serata da meritato MVP. Questo non è però bastato a portare a casa i due punti: la RBR, spinta da una tifoseria casalinga caldissima, si è resa protagonista di una rimonta fantastica, dal +12 forlivese fino alla vittoria. Artefici di quest’ultima sono stati senza ombra di dubbio Justin Johnson e Giovanni Tomassini, entrambi stellari dall’arco dei tre punti. L’americano, poi, si è dato da fare anche sotto le plance, raggiungendo la doppia doppia con 14 rimbalzi. Proprio i rimbalzi sono stati una delle note dolenti che hanno inciso sul risultato finale: appena 29 quelli catturati dagli ospiti, contro i 41 dei padroni di casa. Tutto sommato, però, Forlì ha dato prova di un ottimo basket, arrendendosi soltanto negli ultimi minuti di fronte ad una Rimini perfetta dalla lunga distanza (privati comunque di un americano, data  l’assenza di Shawn Dawson, ancora fermo ai box). Ora i ragazzi di coach Martino si danno appuntamento sabato all’Unieuro Arena contro Livorno sperando di ritrovare lo spettacolare Harper del derby.

E’ proprio l’americano di Forlì ad aprire il derby della Romagna, con un parziale personale di 10 (!) punti consecutivi in meno di due minuti, che congelano il Flaminio e costringono Sandro Dell’Agnello al time-out. Rimini si sveglia, e segna sette punti, ma intanto Harper ha già piazzato un’altra tripla e un assist per Gaspardo: l’eroe forlivese esce a 4’ da fine quarto sul +8. I forlivesi soffrono proprio questo cambio, e i padroni di casa ne approfittano per accorciare le distanze. La tripla di Grande frutta il -1 dei suoi, ma Pascolo segna allo scadere per il 17-20 di fine quarto. 

Il secondo periodo prosegue sul copione del primo, e lo si può riassumere in una parola: Harper. Infatti la guardia di Nashville raddoppia i punti (13) realizzati nel primo quarto, dominando in attacco e resistendo in difesa nonostante i due falli spesi prematuramente. I ragazzi di coach Dell’Agnello riescono a contenere l’inerzia forlivese solo affidandosi ai punti degli statunitensi Robinson e Johnson, che gli permettono di chiudere il primo tempo con “solo” 10 lunghezze di distacco. 

Il ritorno in campo dopo l’intervallo favorisce i riminesi, e il Flaminio torna a cantare galvanizzato dalla rimonta dei suoi. Si sblocca anche l’ex del match, Pierpaolo Marini, che suona la carica e firma il primo vantaggio dei suoi a metà quarto sul 51-50, e soprattutto la tripla del +7, che porta al time-out di Forlì. Martino innesca la reazione dei suoi, che guidati dalla grinta di Gaspardo chiudono il quarto sotto di 3. 

Ad aprire l’ultimo parziale ci pensa Harper, che dopo un terzo quarto silente, dà carica ai suoi concretizzando un gioco da tre punti che vuol dire parità a quota 61. Al Flaminio è uno stillicidio di emozioni: all’ennesimo extra-pass, grazie all’ottima circolazione di palla dei padroni di casa Robinson trova Grande che la mette da tre. Demonte Harper ribatte dai 6.75, ma Justin Johnson mette altre due, pesantissime, fondamentali triple, che portano i suoi sul +6. Forlì riduce il ritardo con Pascolo, ma Harper realizza solo uno dei tre tiri liberi dopo un fallo su tiro da fuori, e Tomassini punisce firmando il +8 a poco meno di un minuto dalla fine. Il colpo del k.o. porta la firma di Alessandro Grande, ed è la tripla del +11. Pollone segna a sua volta dai 6.75, ma ormai è troppo tardi: il derby si chiude 81-73, e dopo 24 anni Rimini batte Forlì.