Le Pagelle Unieuro || 13^ giornata || Wegreenit Urania Milano vs Unieuro Forlì

Alla Pallacanestro Forlì 2.015 riesce l’impresa di fermare la corsa dell’Urania Milano espugnando l’Allianz Cloud col punteggio di 82-80. Biancorossi avanti da subito con un primo tempo impressionante, ma che stavano per combinare la frittata prima del canestro decisivo di Pollone proprio sulla sirena.

PARRAVICINI voto 7: è autore di un ottimo primo tempo. Riscatta il periodo negativo con una prima frazione di gara praticamente perfetta e da grande giocatore. Da due, da tre, dalla lunetta e in regia gioca con una regolarità impressionante. Cala nel secondo tempo dopo che una botta alla coscia sul finire del secondo periodo gli toglie energia e lucidità e non riesce più ad incidere sino all’uscita per falli a un paio di curve dal traguardo. Per lui 19′ sul parquet, 16 pt. con 1/1 da due, 4/6 da tre, 2/2 dalla lunetta, 1 rimbalzo, 1 recuperata, 1 persa e 1 assist. BENTORNATO

CINCIARINI voto 5: in campo 4′ scarsi nel secondo quarto nei quali, purtroppo, conferma il suo momento no. Non gli riesce nulla e sembra anche privo di energie. Così non è utile alla causa tanto che il coach gli risparmia il resto della sfida. INUTILE

TAVERNELLI voto 6: quando cestina a 1′ dalla fine la palla del possibile pareggio con un passaggio piuttosto improbabile non sembrava possibile fosse lui, ma per Forlì era sembrata la fine. Forlì che ha il suo grande pregio nel saper difendere quando è il momento di farlo e render meno dolorosi certi orrori. Nel complesso però la sua performance è positiva sia come impatto al momento dell’ingresso sul parquet sia nell’arco dei suoi 18′ di gioco. Per lui anche 7 pt. 2 rimbalzi, 2 perse e 4 assist. GESTORE

GASPARDO voto 5,5: è l’uomo della banda biancorossa col maggior potenziale, ma è anche quello col maggior problema di continuità. Nemmeno l’uscita dal match di Gentile, fuori per espulsione, e conseguente preoccupazione in meno in difesa lo liberano mentalmente per consentirgli una gara gagliarda. Sembra frenato e poco energico sul fronte offensivo, ma mezzo voto in più se lo guadagna perché ha il grosso merito di catturare il rimbalzo sul libero fallito da Perkovic che porta poi all’assist per Pollone. Per lui 30′ di gioco, 4 pt. 5 rimbalzi, 1 persa e 2 assist. ASSENTE

PERKOVIC voto 6,5: è un tiratore e come tale vorrebbe l’ultimo possesso del primo tempo che invece Forlì puntualmente cestina. Non ha paura e cerca la conclusione con intelligenza e il killer instinct di chi vuole dimostrare le sue qualità. In difesa non si risparmia mai ma e nel terzo periodo con due triple è determinante nel ricacciare indietro Milano che stava rosicchiando terreno. Questa sera però anche lui ha pasticciato sulla gestione di qualche possesso, vittima della sindrome che sta attanagliando Forlì nei secondi finali di ogni periodo. Resta sul parquet 25′, 13 pt. con 1/2 da due, 3/8 da tre, 2/4 dalla lunetta, 3 rimbalzi, 2 perse e 3 assist. TIRATORE

PASCOLO voto 6: nel primo tempo è sempre al posto giusto nel momento giusto. Dietro si preoccupa di interdire le traiettorie costringendo Maspero, ad esempio, a campanili inevitabili. In attacco sfrutta sempre il proprio senso della posizione per metterla nel cesto. Cala anche lui alla distanza perdendo in lucidità. Vedasi l’incomprensibile conclusione dalla lunga nel terzo periodo quando Forlì attacca solo dall’arco. Per lui 19′ di gioco, 6 pt. con 3/4 da due, 0/1 da tre, 0/1 ai liberi, 7 rimbalzi e 1 persa. DA TRE ANCHE NO

MAGRO voto 6: non una delle sue migliori prestazioni, ma ha il grande merito di mettere a referto 4 dei suoi 6 punti totali nell’ultimo quarto tenendo a galla Forlì nonostante il ritorno di Milano. Canestri, tra l’altro, di pregevole fattura. E’ proprio il caso di dire che anche lui ha portato in dote un buon mattoncino per il successo finale. Gioca 10′, 6 pt. con 2/2 da due e 2/2 ai liberi, 1 persa e 1 assist. MATTONCINO

DEL CHIARO voto 6: può e deve fare di più ma come per il compagno di reparto anche per lui vale la legge del mattoncino. Bene nel primo tempo dove quasi tutti hanno fatto un figurone, meno bene nella ripresa dove anche per scelte tecniche il coach gli concede meno spazio. Gioca 16′, 4 pt. con 1/2 da due e 2/2 dalla lunetta e 5 rimbalzi. SMEZZATO

POLLONE voto 8: nel primo quarto è lui che crea il solco con 12 punti nei primi 5’09” poi dedica le proprie energie nella consueta determinante fase difensiva. Il coach cerca di gestirne le forze contro una squadra ricca di tiratori pericolosi e Milano monta su di lui una difesa attenta per togliergli la possibilità di fare male dall’arco. Sparisce per gran parte dell’incontro salvo riemergere determinato e determinante sul tramonto del match con due liberi e il canestro sulla sirena che vale il successo contro l’avversaria più in forma del campionato. In sostanza è colui che apre e chiude il match. Mica robetta. Per una sera è lui il man of the match. Gioca 25′, 16 pt. con 2/3 da due, 3/6 da tre, 3/3 dalla lunetta, 7 rimbalzi, 1 recuperata e 1 assist. MVP

HARPER voto 6,5: non è una prima punta ed infatti ben figura quando si preoccupa di servire i compagni piuttosto che mettersi in proprio. Non è l’uomo dell’ultimo possesso e nemmeno quello dell’ultimo tiro, ma questa sindrome sembra aver attanagliato un po’ tutto la truppa biancorossa che quando arriva alla costruzione dell’ultima azione finisce quasi sempre per bruciare l’occasione. Su questo bisogna lavorare, lavorare e lavorare e lui più di altri perché troppo spesso perde palloni sanguinosi figli della confusione e della frenesia. Anche dalla cosiddetta linea della carità ha un problema. Da vedere e rivedere la stoppata che rifila a Potts nei secondi finali e che risulta decisiva per la vittoria finale. Per lui 34′ sul parquet, 10 pt. con 2/6 da due, 1/6 da tre e 3/7 ai liberi, 4 rimbalzi, 3 perse, 7 assist e 1 stoppata. CROCE E DELIZIA

ALL. MARTINO voto 6,5: grandi meriti per come ha preparato la partita e per aver inflitto una sconfitta ad una squadra che veniva da sei vittorie consecutive. L’uscita anzitempo per espulsione di Gentile gli ha agevolato il compito, ma nonostante questo stava per rovinare un weekend che sembrava perfetto. I suoi giocano un primo tempo di livello assoluto, probabilmente il migliore sin qui della stagione, poi però si inceppano giocando una seconda parte di gara troppo figlia del tiro dall’arco e decisamente deficitaria nel gioco sotto e dalla media. E’ vero che di fronte c’era la terza difesa del campionato, ma le partite vanno preparate apposta per quello. Bravo nella gestione delle risorse e nel piazzare i time-out per la riorganizzazione delle idee, davanti e dietro. Alla fine Forlì la porta a casa e lui può gioire coi suoi perché quello dell’Allianz Cloud è uno scalpo importante, ma bisogna fare tesoro dello spauracchio (eufemismo) corso soprattutto negli ultimi 10′ di gioco. RAGIONIERE