La 18^ giornata vede l’Unieuro superare senza fatica una rabberciata HDL Nardò Basket per 75 a 84 consolidando così il 5^ posto in classifica.
PARRAVICINI voto 7,5: l’assenza di Tavernelli gli regala maggiori responsabilità in regia alle quali lui non si sottrae e sul campo che l’anno scorso l’ha visto protagonista fornisce una prestazione di livello; nei 25’ che passa sul terreno di gioco realizza 13 punti e regala 4 assist ai compagni. E’ Preciso anche dalla linea dei liberi.
CINCIARINI voto 7: seconda prestazione consecutiva in cui il capitano fornisce segnali incoraggianti sul proprio stato di forma. In 16’ manda a referto 11 punti fondamentali per costruire il gap decisivo nell’ottica della vittoria finale.
GASPARDO voto 5,5: parte bene, le cifre, alla fine, sono anche buone, ma la sua prestazione non raggiunge la sufficienza. Per lui in 29’ 8 punti e 8 rimbalzi, purtroppo gioca una partita sulle montagne russe
PERKOVIC voto 6,5: 32’, 9 punti: attacca il ferro come nessuno dei suoi compagni, ma non trova la consueta precisione da dietro l’arco.
PASCOLO voto 6: Solita giornata in ufficio per il giocatore ex Olimpia Milano che, pur avendo un minutaggio risicato, 9’ in campo per lui, graffia la partita con giocate di esperienza decisive nell’allungo biancorosso.
MAGRO voto 7: Quando chiamato in causa risponde presente anche se i primi istanti sul terreno di gioco non depongono a suo favore. Realizza 9 punti in 10’, griffando il finale del terzo quarto e l’avvio della frazione conclusiva.
DEL CHIARO voto 6,5: Parte bene perdendosi però sul più bello. Per lui in campo 20’ nei quali realizza 10 punti e raccoglie 6 carambole.
POLLONE voto 6,5: Mortifero dalla distanza in una parte della partita nella quale era necessario respingere gli assalti della compagine di casa. Lui lo fa mandando a referto 9 punti in 34’.
HARPER voto 6: Costeggia lungamente la partita preoccupandosi più che altro di fare giocare la squadra e limitare gli esterni pugliesi. Alla fine chiude con 9 punti in 34’.
ALL. MARTINO voto 6: l’avversario non era dei più temibili, anche se tutte le compagini hanno dimostrati di poter impensierire chiunque a questo livello; la sua squadra controlla senza grossi patemi la partita e di questo a lui va riconosciuto il merito.