Dopo 26 anni Forlì e Pesaro tornano a confrontarsi al Palafiera oggi ribattezzato Unieuro Arena e questa volta è la Pallacanestro Forlì 2.015 ad avere la meglio della Victoria Libertas Pesaro per 71-50 in un match mai in discussione, ma dallo spettacolo tutt’altro che di alto livello. Per Forlì era importante conquistare i 2 punti, ma la sensazione che questa squadra sia ancora lontana dall’essere la squadra che vorrebbe coach Martino.
PARRAVICINI voto 7,5: in una Forlì a cui manca completamente l’apporto degli americani è lui l’americano vero e con un quarto periodo scintillante chiude ogni discorso su una partita sempre in controllo e che solo nel terzo quarto Pesaro aveva dato l’impressione di poterci provare. Questa sera monta una difesa più attenta anche nella gestione falli e sfrutta il momento giusto per affossare definitivamente l’avversario giocando comunque una partita con la giusta continuità. Eccellente la sua giocata che vale un bellissimo assist a Pascolo per il 45-32 nel terzo quarto. In 27′ realizza 18 pt. con 4/10 da tre, 2/6 da due, 2/2 ai liberi, 5 rimbalzi, 1 recuperata e 4 assist. PARRAKESH
CINCIARINI voto 6: è il giocatore che ha la caratteristica di finalizzare più di chiunque altro e quando è in serata sa fare male. Questa sera infila una bomba nel primo ed una nel secondo quarto che infiammano il pubblico biancorosso poi interrompe il feeling col canestro, ma è decisivo subito ad inizio quarto periodo quando manda al bar King e realizza il 51-38 dando il là al break decisivo che chiude ogni discorso con quasi 10′ ancora da giocare, appena prima di abbandonare il campo per un infortunio alla fronte. Gioca 20′, 8 pt. con 3/12 dal campo, 2 rimbalzi, 2 recuperate e 2 assist. PRESENTE
TAVERNELLI voto 6,5: parte in sordina, poi nel secondo quarto si accende con una tripla sullo scarico in angolo di Pascolo e un canestro attaccando il ferro. Bene in difesa dove va segnalata quella a 4’37” dalla fine del primo quarto che porta Zanotti all’ infrazione dei 24″. Non è un fulmine di guerra ma questa sera la sensazione è che fosse maggiormente a proprio agio. Per lui 19′ di gioco, 6 pt. 3 rimbalzi, 1 recuperata, 1 persa e 3 assist. ORDINATO
GASPARDO voto 7: gioca due partite in una. Un primo tempo di grande spessore non solo per i 9 punti messi a segno, ma anche per un’attenzione difensiva che ha spesso mandato fuori giri Zanotti & co. Esaltante la difesa proprio su Zanotti a 1’30” dalla fine del secondo quarto che esalta pubblico e compagni. Nella ripresa sparisce un po’ dai giochi realizzando appena una tripla, ma rendendosi comunque utile sotto le plance. Deve crescere in continuità sia da partita a partita che all’interno della stessa. Resta in campo 29′, 12 pt. 9 rimbalzi, 2 recuperate e 1 assist. L’UOMO DAI DUE VOLTI
PASCOLO voto 7: serata nella quale la sua prestazione vale molto di più di quello che anche alla tv può esser stato percepito. Non è certo appariscente, ma sa rendersi tremendamente utile con le sue lunghe braccia che arrivano dappertutto. Sporca traiettorie e palloni come se non ci fosse un domani e nel proprio pitturato è una garanzia. Nei suoi 19′ di gioco realizza 6 pt. 6 rimbalzi di cui 4 offensivi, 1 recuperata e 2 assist. PREZIOSO
MAGRO voto 7: dopo la prima partita nella quale apparve troppo brutto per essere vero ha cambiato marcia e, come a Brindisi dove fu l’unico senor a salvarsi, anche questa sera offre una prestazione di sostanza nonostante i falli stessero per estrometterlo dalla contesa. Si danna nei raddoppi e nel riempire il pitturato per garantire solidità contro un avversario comunque già abbastanza in difficoltà di suo. Nei suoi 12′ sul parquet realizza 7 pt. con 2/3 da due e 3/4 dalla lunetta, 7 rimbalzi di cui 3 in attacco. 1 persa e 1 assist. CRESCIUTO
DEL CHIARO voto 5: dopo un avvio di stagione molto positivo comincia a pagare lo scotto di dover ricoprire un ruolo da protagonista nell’idea di squadra di coach Martino e sta calando le proprie prestazioni. L’approccio moscio e superficiale col quale fa il suo ingresso nell’ultimo quarto che valgono canestro avversario e time out di Martino gli valgono l’insufficienza. Nel complesso con lui in campo il plus/minus per i biancorossi -2. Per lui 17′ di gioco, 4 pt. 3 rimbalzi e 1 persa. OSCURATO
POLLONE voto 6: l’infortunio di Dawson gli ha restituito il suo status abituale di insostituibile del coach. Status chiaramente meritato per la sua indubbia affidabilità difensiva. Quando nessuno dei suoi compagni riesce ad arginare Ahmad, Martino pensa a lui. E’ un generoso e il dispendio energetico nella sua metà campo la paga in termini di lucidità in quella avversaria dove incide giusto in avvio con una tripla. Ottima la sua difesa sull’ultimo attacco di Pesaro nel primo quarto. Resta sul parquet 26′, 3 pt. 5 rimbalzi e 1 assist. GENEROSO
PINZA voto n.g.: 1’30” per timbrare il cartellino e raccattare 1 rimbalzo in difesa. ALTRO GETTONE
ERREDE voto n.g.: 1′ in campo per firmare l’esordio in Serie A2. EMOZIONE
HARPER voto 4,5: non è un finalizzatore è piuttosto un ispiratore. Il problema è che oggi fatica ancora a trovare il compagno che possa sfruttare la sua miglior qualità che è quella di mettersi al servizio della squadra. Ma soprattutto il problema è che oggi Forlì, già priva di un americano, siamo sicuri possa permettersi un altro americano così? Non si discutono le sue qualità, la carriera parla per lui, ma l’utilità in questo contesto è spunto di riflessione. Gioca più nello spot di play che in quello di guardia o ala. Continua ad ammaccare il ferro da ogni posizione e a vincere la “gara” delle palle perse. Nei suoi 30′ di gioco realizza 7 pt. con 1/6 da tre, 1/7 da due, 2/3 dalla lunetta, 3 rimbalzi, 3 perse e 3 assist. MAH..
ALL. MARTINO voto 6: oggi la cosa più importante era portare a casa i 2 punti, ma il risultato non deve ingannare o far pensare che aver rifilato 21 punti a Pesaro, una delle principali candidate alla promozione, sia sintomo di aver superato tutte le difficoltà o di essere una grande squadra. La sensazione è che questa non sia ancora una squadra di Antimo Martino o quantomeno sia ancora lontana dall’idea di squadra che avrebbe lui in mente. Manca ancora il gioco offensivo, spesso impacciato e affidato al tiro da tre e dietro non c’è ancora quell’amalgama a cui i forlivesi sono stati abituati in questi anni. Adesso testa ad Avellino dove serve a tutti i costi una prova convincente, quantomeno nell’atteggiamento. RISOLLEVATO