Una Pallacanestro Forlì 2.015 senza capo né coda inanella la terza sconfitta consecutiva contro una Gesteco Cividale arrivata all’Unieuro Arena priva di Freeman, e si sapeva, ed anche di Francesco Ferrari. Finisce 58-79 dove vanno segnalati gli appena 22 punti realizzati in tutta la ripresa.
ALLEN voto 6: uno dei pochi a provarci davvero. Nel primo tempo è il solo insieme al suo connazionale a segnare con una certa regolarità. Si sbatte anche dietro, nonostante il mignolo della mano destra malconcio. Mostra leadership e coraggio nei momenti difficili, restando una delle poche note positive della serata. Purtroppo da solo non può fare miracoli. Per lui 29′ 10″, 18 pt. 2 stoppate, 2 rimbalzi, 2 recuperate, 1 persa e 1 assist.
GAZZOTTI voto 5: mezzo punto in più per l’impegno e perché nel primo tempo aveva saputo rendersi utile battagliando sotto i tabelloni. Se però arrivi praticamente in fondo senza aver commesso un fallo e senza aver fatto un solo canestro e il tuo avversario chiude con 15 punti c’è abbastanza materia sulla quale interrogarsi. Il duello con Berti è straperso. Gioca 23′ 42″ 5 rimbalzi e 1 assist.
TAVERNELLI voto 5: è indubbiamente uno di quelli che soffre maggiormente il nuovo assetto e le nuove gerarchie. E’ sfiduciato e il linguaggio del corpo dice più di mille parole. Non bastano i 5 punti, 5 rimbalzi, 1 recuperata e 1 persa in 17′ tondi tondi per guadagnarsi la sufficienza.
GASPARDO voto 4: prestazione totalmente negativa la sua. Mai dentro la partita, non trova ritmo al tiro (2/7) e non lascia tracce né a rimbalzo, né in costruzione. L’unica palla recuperata non compensa le quattro perse, sintomo di poca lucidità. Serve ben altro apporto da un giocatore della sua esperienza e qualità. Chiude i suoi 29′ 20″ sul parquet con 7 pt e davvero null’altro.
MASCIADRI voto 6: quando nel primo tempo sigla la bomba del sorpasso sembra potersi prendere la scena in una serata che non era iniziata benissimo, ma nonostante cerchi di rendersi utile in difesa, quella tripla resterà uno sorta di goccia d’acqua nel deserto. E’ però con Pinza l’unico biancorosso ad avere un disavanzo positivo. Per lui 15′ 58″ in campo, 4 pt. 1 stoppata, 1 rimbalzo, 1 recuperata.
DEL CHIARO voto 5,5: al rientro dall’infortunio era probabilmente difficile pretendere da lui molto di più. Se a questo aggiungiamo che il gioco della squadra non aiuta certo quello dei lunghi, il quadro per oggi è abbastanza completo. Gioca 11′, realizza 2 pt. 2 rimbalzi, 1 persa e 1 assist.
ARADORI voto 4: doveva essere il fiore all’occhiello della campagna acquisti dell’Unieuro. Ad oggi i risultati sono totalmente deludenti. Parte in quintetto e Forlì patisce subito in difesa concedendo 22 punti nei primi 10′. Realizza i primi due canestri nel terzo periodo quando ormai i buoi sono scappati dalla stalla. Il coach si affida a lui, ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Per lui 27′ 13″ di gioco, 6 pt. con appena 3/7 dal campo e 0/3 dall’arco, 1 rimbalzo, 1 persa e 2 assist.
HARPER voto 5: parte con buon piglio e nel primo tempo trova canestri importanti, chiudendo con 11 punti e una prestazione che sembrava lasciar ben sperare. Dopo l’intervallo però si spegne del tutto, perdendo lucidità e palloni senza più incidere. Alterna lampi di talento a lunghe pause. Resta sul parquet 24′ 20″ realizza 13 pt. 2 recuperate, 4 perse e 2 assist.
PINZA voto 6: quando Forlì ricuce lo strappo e mette il naso avanti lui è in campo a dannarsi l’animo in difesa e a suggellare un secondo periodo di buon livello con una penetrazione che gli vale i suoi 2 punti di serata. Peccato che dalla lunetta abbia la mano di pietra e collezioni un altro 0/2 in un terzo quarto da film horror per tutta la squadra. E’ il più giovane e ha diritto di sbagliare, ma nei suoi 11′ 47″ sul parquet non sfigura perché ha voglia e grinta da vendere.
PEPE voto 3,5: altra prestazione incomprensibile e senza il minimo segnale a cui attaccarsi. Il nulla più totale. Gioca 10′ 30″, 1 pt. con 0/4 da tre e 0/1 da due, 1 rimbalzo e 1 assist.
ALL. MARTINO voto 4: sembra aver perso il bandolo della matassa. E’ una squadra piena di tiratori che, come accaduto stasera, se non la mettono praticamente mai (58 punti in casa sono una miseria) non hanno un gioco alternativo e quello deve essere imposto dal direttore d’orchestra. Comprensibile affidarsi all’esperienza nei momenti di difficoltà, ma da questa sera è evidente quanto solo l’esperienza non possa bastare a raddrizzare una barca che sta facendo acqua da (quasi) tutte le parti.