Le Pagelle Unieuro || 6^ giornata || Unieuro Forlì vs Givova Scafati

L’Unieuro perde ancora e colleziona un poker di sconfitte consecutive che la relegano all’ultimo posto seppur in coabitazione con Milano, Roseto e Ruvo di Puglia. Scafati passa all’Unieuro Arena 87-82.

ALLEN 6,5: nel primo tempo è limitato dai falli e, complice una squadra che sembra cavarsela, Martino lo preserva per la ripresa. Lui non tradisce e, ai 4 punti della prima frazione, ne fa seguire 15 nella seconda, che consentono a Forlì di rimanere agganciata a Scafati grazie a un eccellente 8/9 dal campo. Chiude i suoi 26’46’’ di gioco con 19 punti, 3 rimbalzi, 1 recuperata e 1 assist.

GAZZOTTI 5,5: l’impegno non manca e, a tratti, sembra anche avere padronanza della situazione. Molto belli i suoi 4 punti dal pick and roll con Pepe nel corso del secondo quarto. Fallisce però un canestro da sotto nell’ultimo periodo che racconta molto del momento suo e di Forlì, e delle grosse difficoltà dei biancorossi sotto le plance. Nei suoi 17’29’’ sul parquet anche 4 rimbalzi.

GASPARDO 4: al di là del problema falli, la sua prestazione è di quelle da dimenticare. Come da dimenticare è il rigore che fallisce per il 70 pari a poco più di 5’ dal termine, che costa ai suoi il contropiede e il 68-73. È l’ombra di se stesso: un giocatore da recuperare assolutamente, perché oltre ai punti manca totalmente il suo atletismo. Gioca 20’18’’: 5 punti, 3 rimbalzi, 1 persa e 1 assist.

MASCIADRI 5,5: gioca una partita offensiva di buon livello, ma sul fronte difensivo va spesso in difficoltà, ed è proprio in difesa che Forlì perde la partita. Apprezzabile l’impegno e lo “sbattimento”, ma se vieni spesso battuto sul primo passo e i compagni non ti aiutano, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Resta sul parquet 21’42’’, realizza 10 punti, 2 rimbalzi e 1 assist.

DEL CHIARO 5: sembra di essere tornati all’inizio della scorsa stagione. Non è in fiducia e si vede: fatica a trovare il canestro e, in difesa, è morbido come il burro fuori dal frigo. Non è un caso che il quarto periodo lo trascorra tutto in panchina. Per lui 20’31’’: 6 punti, 4 rimbalzi, 1 recuperata e 1 assist.

ARADORI 3: comprensibile che si cerchi di metterlo in fiducia e di provare a recuperarlo; meno comprensibile è la pochezza di quanto esibito in campo. Nullo in attacco, dove non batte nessun avversario sul primo passo, non riesce a sfruttare alcun blocco e, difensivamente, tiene come la neve al sole. Imperdonabili i 2’57’’ nell’ultimo periodo, in cui Scafati piazza due triple (su una ci scappa pure il fallo) e un canestro da sotto, tutti su sue difese. Gioca 13’47’’, realizza 3 punti e 1 persa.

HARPER 6: il suo cruccio sono le palle perse, e sull’ultima, quando Forlì prova a organizzare uno degli ultimi attacchi per riprendere Scafati, pasticcia e regala il contropiede in campo aperto. Martino gli chiede gli straordinari e sicuramente questo incide sulla lucidità. Un vero peccato, perché nell’ultimo quarto, insieme al connazionale, aveva suonato la carica giusta. Per lui 34’30’’ sul parquet: 14 punti, 6 rimbalzi, 1 stoppata, 2 recuperate, 4 perse e 6 assist.

PINZA 6,5: prestazione da incorniciare, se non fosse per l’infortunio occorsogli nell’ultimo periodo. Quando esce lui, Forlì perde tantissimo — e forse la possibilità di giocarsela ad armi pari fino in fondo. Gioca da veterano, prendendosi le responsabilità che molti, fino a oggi, non sono riusciti a prendersi. Si danna l’anima nella propria metà campo e punge in quella avversaria, sia dalla media che in avanzamento a canestro, collezionando 10 punti totali. Nei suoi 20’37’’ anche 3 rimbalzi e 2 assist.

PEPE 6: inizia in quintetto e offre la sua miglior prestazione da quando è arrivato a Forlì. Parte subito forte in difesa e, con due triple, si mette in totale fiducia, chiamando a supporto tutto il palazzetto. La scelta di Martino di farlo riposare dopo 6’34’’ ha l’effetto di fargli perdere ritmo. Nella ripresa sembra depotenziato, nonostante nel complesso la sua prova sia positiva. Gioca 24’20’’: 11 punti, 4 rimbalzi, 1 persa e 2 assist.

ALL. MARTINO 5,5: si danna l’anima per guidare i suoi da bordo campo e, contrariamente alle precedenti sconfitte, riesce a mantenere la barra dritta anche quando i fantasmi del terzo quarto sembrano materializzarsi. Bravo nel dare fiducia a Pinza in un momento così delicato. Due gli appunti che gli si possono muovere: la scelta di togliere Pepe nel primo periodo, quando era in ritmo e fiducia, e quella di insistere su Aradori che, con quegli 8 punti regalati nell’ultimo quarto, ha di fatto costretto i suoi a un grande dispendio di energie per provare a rientrare.