Brutto scivolone casalingo per la Pallacanestro Forlì 2.015 che viene sconfitta 67-69 dalla Libertas Livorno 1947 in un match che gli ospiti hanno giocato meglio e meritato di portare a casa. Pesano gli ultimi minuti nei quali Forlì arriva a fare 0/6 dalla lunetta, a regalare un pallone vitale e un ultimo possesso che peggio non si sarebbe potuto gestire.
PARRAVICINI voto 5,5: a leggere i numeri l’insufficienza può sembrare ingenerosa, ma pesano sulla sua buona prestazione sul fronte offensivo, una difesa poco incisiva e soprattutto l’ultimo tiro su azione al quanto discutibile, oltre ad altre scelte di tiro, probabilmente dettate dall’inerzia, affrettate e senza l’uomo sotto canestro. Anche lui sul finale rimane vittima della sindrome da lunetta portando la striscia di errori di squadra a 0/6 prima di firmare l’unico libero degli ultimi 3′. Gioca 18′, 15 pt. 1 rimbalzo, 1 recuperata, 1 persa e 1 assist. PIU’ GUARDIA CHE PLAY
CINCIARINI voto 4,5: sicuramente non ha avuto una settimana semplicissima per via della botta rimediata a Rimini e il fatto che fosse disponibile è già una buona notizia, però continua nel suo momento no nel quale non gli riesce nulla di quello che solitamente è sempre stato in grado di fare. Sparacchia senza trovare il canestro e questo non lo aiuta certo ad entrare in fiducia, anzi. Resta sul parquet 11′, 2 pt con 1/5 dal campo e 1 persa. IRRICONOSCIBILE
TAVERNELLI voto 6,5: gioca la sua miglior partita da quando è arrivato qui ed è un vero peccato che Forlì non sia riuscita a sfruttare la sua ottima performance su ambo i lati del campo. Regia pulita e sapiente, senso della posizione e grande difesa sono gli ingredienti di questa sera. Esce a 1′ dalla fine per un fallo subito e inspiegabilmente non rilevato dall’arbitro che era a meno di un metro e Martino è costretto a giocarsi l’ultimo vitale possesso senza il suo regista. E si è visto. Mezzo punto in meno perché anche lui, dopo Harper rimane vittima della sindrome da lunetta con un 0/2 che grida vendetta. Per lui 24′ gioco, 7 pt. 9 rimbalzi, 1 recuperata, 1 persa e 2 assist. DA VEDERE
GASPARDO voto 4,5: partita da dimenticare per l’ex Udine che non riesce ad accendersi e ad infiammare l’esiguo pubblico dell’Unieuro Arena. Sparacchia da tutte le posizioni arrivando addirittura a fallire un tiro libero senza toccare il ferro. Da tre non la mette mai, da due praticamente mai e dalla lunetta si ferma al 50% di precisione. In difesa si spende e a tratti è dominante, ma nel complesso se Forlì non può contare sul suo talento e sulla sua capacità di portare punti è tutta roba da ridere. Gioca 24′, 4 pt. con 1/9 dal campo e 2/4 dalla lunetta, 3 rimbalzi e 1 assist. MALE, MALE
PASCOLO voto 6,5: il suo contributo non lo fa mai mancare e onestamente per l’impegno e la fatica profusa lui avrebbe meritato certamente un epilogo diverso. Non sarà bello da vedere, ma è tremendamente efficace e se Forlì stecca in casa, lui lo si può tranquillamente esentare da responsabilità. Gioca 22′, 4 pt. 9 rimbalzi di cui 4 offensivi e 1 assist. NON TRADISCE MAI
MAGRO voto 6: a differenza del compagno con cui divide il ruolo di centro riempie l’area e sporca le traiettorie di tiro che è un piacere. Esegue i tagliafuori, si fa sentire sotto canestro e offre tanta fisicità. Peccato per quel canestro fallito da sotto dopo aver preso un importante rimbalzo d’attacco. Per lui 13′ di gioco, 4 pt. con 4/4 dalla lunetta, 3 rimbalzi, 1 recuperata, 2 perse e 1 assist. UTILE
DEL CHIARO voto 5: continua a non convincere nonostante il coach gli conceda minuti ed opportunità. Non offre la sensazione di solidità e a differenza dei colleghi di reparto sembra molle e sfiduciato. Soffre quando si trova al cospetto di avversari più grossi e non riesce mai a dettare legge. Brutto da vedere il modo con cui non chiude il pick and roll con Tavernelli nel terzo quarto. Resta sul parquet 21′, 4 pt. con 2/7 dal campo e 4 rimbalzi. ANCORA NON CONVINCE
POLLONE voto 6,5: se Forlì avesse vinto sarebbe stato monumentale. Encomiabile e tornato sui suoi eccellenti livelli in difesa e molto probabilmente anche grazie a qualche minuto di riposo in più sfruttando Harper nello spot di ala piccola. Come toglie “la sedia” agli avversari lui non è in grado nessun’altro. Ringhia su Banks, mica Pinco Pallino, che è uno spettacolo, gli rifila anche una stoppata siderale e nonostante l’americano sia uno dal canestro facile, questa sera, marcato dal pitbull biancorosso, sbaglia parecchio e perde 7 palloni. Macchia la sua bella prova con quella palla persa nei secondi finali che probabilmente, insieme ai liberi sbagliati dai suoi compagni, condanna Forlì e costa a lui mezzo punto di valutazione. Per lui 30′ sul parquet, 5 pt. 9 rimbalzi, 1 stoppata, 1 recuperata, 1 persa e 3 assist. IMPRESCINDIBILE
HARPER voto 5,5: croce e delizia. Non gli riesce il remake di Rimini, nonostante offra comunque, un contributo molto importante in termini di punti. Purtroppo pesano sul giudizio finale lo 0/3 ai liberi sul volgere del match e la gestione arraffona e discutibile dell’ultimo possesso che non consentono a Forlì di provare almeno a portarla al supplementare. E’ certamente un caso, ma due volte top scorer della sfida e due sconfitte consecutive per i biancorossi. Resta sul parquet 36′, 22 pt. con 9/16 da due, 1/8 da tre, 1/6 dalla lunetta, 6 rimbalzi, 1 recuperata, 3 perse e 2 assist. INUTILMENTE TOP SCORER
ALL. MARTINO voto 5,5: dalla zona mista, alla marcatura a uomo, le ha provate tutte e onestamente grosse responsabilità sulla sconfitta è difficile imputargliele perché soprattutto “tradito” dalle scelte dei singoli. L’assenza di Dawson, al di là delle qualità che può avere il giocatore, inizia a pesare nelle rotazioni. Rotazioni che hanno visto Harper impiegato diversi minuti nello spot di tre, proprio come potrebbe accadere più spesso da qui in avanti. Il time out col quale prepara l’ultimo possesso, privo di Tavernelli, lo porta a scegliere l’uomo di maggior spessore che probabilmente aveva finito l’ossigeno. Bene tenere l’avversario sotto i 70 punti, ma se poi a 70 non ci arrivi tu è difficile vincere le partite e se c’è un neo nella gestione della sfida forse è quello di non aver trovato un’alternativa valida che mettesse in crisi Livorno perché Forlì non ha mai dato la sensazione di avere la partita in pugno, né l’inerzia dalla sua. DISARMATO