L’Unieuro Forlì espugna il Pala Banca di Piacenza per 80-77 grazie ad una buona prova di squadra e ad una prestazione monstre del suo americano, Kadeem Allen, in versione NBA.
ALLEN voto 8: inchinatevi, toglietevi il cappello e applaudite. Prestazione totale quella dell’ex giocatore dei Boston Celtics e New York Knicks che nel secondo tempo si carica la squadra sulle spalle e la trascina ad un importantissimo successo esterno contro un’ottima formazione come quella di coach Salieri che le prova tutte per arginarlo, ma lui questa sera pare inarrestabile. In entrata, dalla media e con l’uomo addosso è una sentenza. 24 pt. 6 rimbalzi di cui 3 offensivi, 3 recuperate, 1 persa, 2 assist e 1 stoppata per un 28 di valutazione complessivo in 30′ di gioco. Performance assolutamente straordinaria. STELLARE
CINCIARINI voto 6: 9 pt. e 3 rimbalzi in 17′ di gioco ma anche un -11 di plus/minus con lui in campo. Ha però il merito di realizzare la bomba sulla sirena del primo tempo che ha poi consentito a Forlì una miglior gestione della seconda parte di gara e un canestro d’esperienza portando a spasso Gallo. Può e deve fare di più, ma per stasera basta così. ESPERIENZA
VALENTINI voto 6: segnali di risveglio nonostante siano ancora lontani i tempi migliori. Si danna in difesa e continua a litigare col ferro dalla lunga distanza però questa sera trova 8 pt. importanti per la squadra e per il morale. Per lui anche 3 rimbalzi, 1 recuperata e 2 assist nei suoi 26′ in cui è rimasto sul parquet. OSSIGENO
ZAMPINI voto 6: meno brillante delle partite precedenti è autore comunque di alcuni canestri importanti. Il “reverse” del primo tempo dopo un’entrata a canestro è certamente un gesto di pregevole fattura e il tiro con cui chiude di fatto il match sul 71-80 gli valgono una sufficienza stiracchiata, ma una sufficienza. CALATO
TASSONE voto n.g.: partecipa al successo dei suoi rimanendo sul parquet per 6′ nei quali non incide né in un senso, né nell’altro. Troppo poco per un giudizio
JOHNSON voto 6: decisi passi indietro rispetto al derby vinto con Rimini. Sottotono, e per larghi tratti fuori dal match, ha però il merito di raccattare 9 rimbalzi di cui 6 in attacco che hanno significato altrettante doppie opportunità per Forlì. Nella sua non eccellente prestazione anche 8 pt. 3 perse e 1 assist. DECONCENTRATO
PASCOLO voto 5,5; utile a rimbalzo e per l’esperienza che porta in dote. Decisamente meglio rispetto a domenica scorsa dove i compagni hanno cercato di metterlo maggiormente in ritmo, ma ancora troppo poco incisivo in attacco dove, ai fini della differenza canestri, speriamo non pesi l’errore a 4″ dalla fine che ha poi portato Querci a siglare la bomba da metà campo per il -3 finale. ERRORE DA MATITA BLU
ZILLI voto 6: da un centro è lecito attendersi di più perché un solo rimbalzo catturato nella sua partita sono un dettaglio che deve far riflettere e lavorare per migliorare. Ha però il grande merito, grazie a una mano davvero dolce, di infilare 6 pt. consecutivi frutto di altrettanti tiri dalla lunetta nel secondo quarto tenendo Forlì agganciata ad una Piacenza che aveva provato a scappar via. MIGLIORABILE
POLLONE voto 7: il suo avvio di partita è da incorniciare. 11 pt. con un chirurgico 3/3 da tre che portano Forlì fino al +10. Cala alla distanza sul fronte offensivo rimanendo dentro al match con la sua consueta utilità difensiva. Chiude la sua prestazione con 13 pt. 3 rimablzi e 1 recuperata in 22′ di gioco. SPRINTER
RADONJIC voto 5: la partita non era delle più facili, ma quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare, mentre lui pur dandosi da fare nella propria metà campo non riesce ad entrare in ritmo e ad incidere come siamo abituati a vedere. Il -2 di valutazione certifica una prestazione sicuramente rivedibile. APPANNATO
ALL. MARTINO voto 6,5: quando Piacenza piazza un parziale di 18-4 e prova a scappar via, dopo l’ottimo inizio di Forlì, è bravo a rimettere la barra dritta e a capire dove andare a mettere in difficoltà la formazione di coach Salieri. Il risveglio biancorosso passa anche dalle sue intuizioni. La sua Unieuro non gioca una bellissima partita ma, come anticipato alla vigilia, resta dentro al match per tutti i 40′ e lo fa giocando a un buon ritmo e con intensità. INTENSO