Martino: “Abbiamo avuto una settimana particolare. Del Chiaro e Pepe hanno qualche acciacco e sono in dubbio”

Dopo il vittorioso esordio casalingo la Pallacanestro Forlì 2.015 va a caccia del primo successo esterno e ad attenderla troverà una Real Sebastiani Rieti che, di contro, dopo l’importantissimo successo in trasferta a Rimini cercherà la vittoria anche tra le mura amiche per cancellare la sconfitta alla 1^ giornata contro Avellino e il seguito di polemiche che ne derivarono. “Rieti è statisticamente un campo ostico per Forlì, ma in realtà lo è un po’ per tutti — esordisce coach Antimo Martino nella conferenza di presentazione della sfida di domani al PalaSojourner —. Tuttavia, i filotti sono fatti anche per essere sfatati. Al di là di queste considerazioni, Rieti è una squadra di valore: la vittoria ottenuta a Rimini ne è una testimonianza importante. Li affronteremo dopo una settimana per noi un po’ particolare, segnata da alcuni acciacchi ereditati dalla gara di domenica scorsa. Del Chiaro ha subito un colpo al gomito ed è fortemente in dubbio, mentre Pepe ha un piccolo problema che valuteremo per capire se potrà essere a disposizione. Devo inoltre ringraziare i tanti giovani che in settimana ci hanno dato una grande mano in allenamento, permettendoci di mantenere alti ritmo e intensità.”

Questi problemi fisici arrivano puntuali come un orologio svizzero proprio alla vigilia della prima partita di una settimana che vedrà le formazioni di Serie A2 sfidarsi ogni tre giorni e chiaramente per ogni allenatore questi contrattempi rappresentano quanto di più fastidioso possa esserci nel percorso di crescita della propria squadra anche dal punto di vista della condizione fisica. “La condizione generale della squadra è in linea con le aspettative — spiega coach Martino —. Giocare partite vere aiuta a trovare ritmo e ad accelerare il processo, ma direi che ormai tutti stanno raggiungendo una condizione atletica omogenea. Sono sereno sotto questo aspetto, anche se qualche piccolo contrattempo in questa fase inevitabilmente rallenta la crescita.”

Domani l’Unieuro Forlì si troverà di fronte ad una Rieti che vuole recitare un ruolo da protagonista in questo campionato, ma sarà una Sebastiani parecchio rinnovata rispetto a quella della passata stagione avendo cambiato la guida tecnica – ora affidata a coach Franco Ciani – e diversi giocatori a partire dagli ex forlivesi Pascolo e Parravicini, Palumbo e alla coppia di americani. Quella della stagione 2024/2025 era una squadra che ti assaliva e non ti permetteva di giocare, quella attuale è sicuramente differente e Martino ne è perfettamente consapevole, infatti: “È una squadra diversa, ma con taglia e talento — sottolinea coach Martino —. Hanno tanti giocatori pericolosi e un pacchetto lunghi profondo, nel quale è stato inserito anche Paesano. Questo porterà il loro staff a dover fare delle scelte su chi lasciare fuori domani, soprattutto in caso di rientro di Jarvis Williams. Ci sono Pascolo, Piunti, Guariglia, mentre sugli esterni possono contare su Udom e Mian nello spot di ala piccola: giocatori diversi, ma complementari. Poi Palumbo, Parravicini, Piccin e Perry — che non conoscevo, ma che ha già mostrato buone qualità — oltre a un ottimo allenatore, verso il quale mi sento solidale dopo le polemiche seguite alla sconfitta con Avellino. Rieti è una squadra destinata a disputare un campionato importante, ma noi dobbiamo concentrarci su noi stessi e sulle nostre qualità. Il calendario ci propone tre trasferte nelle prime quattro giornate, ma la stagione è lunga: dobbiamo pensare a una partita alla volta.”

Pietro Aradori anche nella vittoria interna contro Ruvo di Puglia è parso un giocatore ancora lontano dalla condizione migliore, ma soprattutto non ancora entrato appieno nella dimensione biancorossa. Se trattasi di un percorso condiviso o di una scelta voluta per non rubare la scena ai diversi compagni di primo livello di cui è composto il roster forlivese è un tema che già aleggiava sui gradoni del Palafiera e del quale ha parlato lo stesso Martino. “È un processo bilaterale che richiede tempo — spiega il coach —. Lui sta cercando di capire come inserirsi in una struttura di squadra molto diversa rispetto alle sue esperienze recenti, dove era la prima punta conclamata. Allo stesso modo, noi dobbiamo imparare a innescarlo e a sfruttarne le qualità. È un percorso che si completerà, ma serve un po’ di pazienza. Non dimentichiamo che abbiamo un pacchetto esterni, compresi i due americani, di grande qualità, e lui dovrà inserirsi portando il suo contributo. Non abbiamo firmato Aradori per farne la nostra stella assoluta, ma per inserirlo in un contesto ampio e completo, capace di offrire molte soluzioni.”

Equilibrio è un po’ il mantra di questa stagione perché ci sono tanti giocatori dalle spiccate doti offensive e di leadership che per un allenatore il passaggio più complesso è sempre quello di trovare il giusto equilibrio nella distribuzione dei minutaggi, dei compiti difensivi e di quelli sull’altro versante del campo. Sicuramente in questo inizio di stagione uno dei giocatori che hanno portato il loro contributo in fatto di equilibrio, sicuramente difensivo, c’è Tommaso Pinza che in queste prime due giornate ha sempre risposto alla grande quando è stato chiamato in causa. “Siamo contenti di lui e la decisione presa sul suo conto è stata fondata sulla base di quello che aveva fatto vedere nella prima parte della stagione scorsa quando si allenò con noi e poi nella sua esperienza a Imola — così Martino sul giovane cestista forlivese —. Si allena con entusiasmo ed energia — evidenzia — stiamo lavorando molto sul suo playmaking, fondamentale per la sua crescita. Essere accanto a un giocatore esperto come Tavernelli è per lui un’occasione di apprendimento.” Martino ha poi ribadito l’importanza di concedergli margine d’errore e di non mettergli troppa pressione: “Quello che sta conquistando lo merita. Nessuno gli regala, né gli regalerà niente».

Uno dei temi determinanti della sfida di domani sarà la capacità di saper giocare sotto pressione. “Tanti saranno gli aspetti fondamentali – conclude Martino – dalla lotta a rimbalzo, al controllo delle palle perse, ma noi andiamo a Rieti per fare la miglior partita possibile.”