La 14^ giornata della Serie A2 Old Wild West mette di fronte la Pallacanestro Forlì 2.015 al fanalino di coda UCC Assigeco Piacenza che arriva all’Unieuro Arena dopo aver subito la sconfitta interna nel recupero della 13^ giornata contro la Reale Mutua Torino. Partita che non deve essere presa sottogamba perché gli emiliani pur con la loro deficitaria classifica hanno spesso conteso la vittoria fino alle battute finali dei loro incontri. Coach Antimo Martino presenta così la gara di domani: “Ci apprestiamo a giocare una partita dopo la seconda settimana consecutiva regolare che per noi rappresenta un aspetto molto importante perché ci ha permesso di lavorare come non avevamo potuto fare in precedenza e quindi siamo contenti del lavoro svolto, della disponibilità dei ragazzi e dell’intensità con cui ci siamo allenati. Credo che la squadra sia preparata al meglio per una partita da affrontare con grande determinazione senza commettere l’errore di guardare la classifica. Ogni partita va giocata e ogni partita nasconde delle insidie, poi ovviamente ci sono dei valori che però devono essere dimostrati sul campo. Questa deve essere la mentalità che dovremo trasferire sul campo”.
In queste due settimane avete lavorato più sulla difesa o di più sull’attacco?
“In realtà su entrambe le cose perché ci sono degli equilibri da mantenere, poi chiaramente dal punto di vista offensivo abbiamo cercato di approfondire ancora un po’ di più la conoscenza reciproca e di fissare dei nuovi equilibri alla luce dei diversi cambiamenti che abbiamo dovuto subire in questa prima parte di stagione. Il sistema in queste situazioni ne risente perché cambiano i riferimenti, cambiano i corpi e dopo l’arrivo di Perkovic, che è arrivato nel periodo nel quale giocavamo ogni sempre, finalmente abbiamo avuto un po’ più di tempo per lavorare con questa nuova struttura di squadra”.
Da quando siete al completo, dalla partita di Torino in avanti, tanti indicatori sono migliorati sia a livello di produttività offensiva che di percentuali di tiro, ma in cosa pensa che questa squadra abbia fatto dei passi importanti soprattutto in attacco, pur con tutti i limiti degli alti e bassi di cui ha parlato anche dopo Milano, rispetto a prima?
“Credo che in generale la qualità del gioco sia migliorata, come credo che sia migliorata la capacità di coinvolgere più giocatori e di trovare più protagonisti all’interno della gara e questo nasce dal fatto che tornare ad avere un giocatore “pericoloso” in più, come era stato immaginato all’inizio, rende anche le varie situazioni che andiamo a sviluppare più efficaci e più logiche. Comunque sono d’accordo che in queste partite abbiamo fatto due trasferte molto belle dal punto di vista del gioco perché Torino è stata una partita dall’inizio alla fine giocata nel migliore dei modi, a Milano per 25 minuti siamo stati in linea con la partita di Torino nonostante avessimo di fronte una squadra che in questo momento, numeri alla mano, è superiore a Torino e in casa abbiamo disputato una partita, quella contro Cantù, che al di là degli episodi finali è stata una partita positiva. Ora anche alla luce di queste due settimane piene di lavoro dobbiamo dare continuità alla nostra crescita”.
Cosa, ad oggi, sente ancora di non riuscire ad ottenere da questa squadra?
“In questo momento la squadra deve crescere nella gestione di alcuni momenti difficili della partita, che ovviamente ci sono, basti pensare alla sfida di Milano dove abbiamo fatto benissimo all’inizio poi abbiamo subito il loro ritorno e in quei momenti dobbiamo avere più serenità ed anche fiducia in noi stessi evitando di commettere due, tre, quattro errori consecutivi perché uno o due errori fanno parte del gioco, però poi l’importante è tornare a fare quello che sappiamo fare. Quindi in questo momento dobbiamo crescere nella gestione di alcuni momenti della gara, così come dobbiamo migliorare, quando è possibile perché ci sono anche gli avversari, nella capacità di “uccidere” la gara soprattutto quando si è in controllo e si ha la possibilità di farlo”.
Alcune volte ha sottolineato il fatto che la squadra dovesse crescere in fatto di personalità. Lei sente che a questa squadra possa mancare un leader o comunque un giocatore che negli ultimi secondi possa prendersi sempre la responsabilità di tirare?
“Non credo sia quello il problema. Per fare un esempio a Milano non abbiamo avuto la necessità di gestire l’ultimo tiro, semplicemente per tre/quattro azioni consecutive abbiamo sbagliato con diversi giocatori coinvolti negli errori e non abbiamo fatto la cosa giusta. Penso che la squadra debba crescere nel suo complesso, come sempre, più che avere un giocatore a cui dare la palla nelle difficoltà perché è una cosa che non abbiamo mai fatto in questi anni e non abbiamo mai pensato a squadre con questa idea”.
Due cose: come sta Cinciarini dopo questo periodo un po’ difficile e crede che questo sia il momento buono per vedere uno scatto importante dalla squadra?
“Per quanto riguarda Cincia da parte nostra c’è infinita fiducia perché ci ha sempre dimostrato di esserci nei momenti decisivi. E’ stato sfortunato in quest’ultimo periodo perché ha avuto prima un affaticamento alla gamba e poi il problema alla spalla, però sono convinto che già da domani possa tornare a dare il proprio contributo e siamo tutti fiduciosi per questo perché crediamo che, soprattutto quest’anno, possa essere ancora di più il valore aggiunto e quel giocatore d’esperienza che tante volte abbiamo invidiato alle squadre che in questi due anni, arrivati a un certo punto, abbiamo realizzato avessero qualcosa in più di noi in termini di profondità di roster e in termini di qualità dei giocatori che uscivano dalla panchina. Per quanto riguarda il momento la speranza è certamente quella di fare un ulteriore e importante scatto anche se quello che maggiormente mi interessa è che si riesca a dare continuità e qualità al nostro gioco perché attraverso questo si arriva inevitabilmente a più regolarità nei risultati”.
Quali sono le insidie e cosa teme di più in una partita come quella di domani?
“Innanzitutto Piacenza, guardando le partite, arriva nei finali sempre a contatto con l’avversario. E’ una squadra che se guardi la classifica pensi a un qualcosa che non corrisponde all’andamento delle gare disputate. Dovremo avere la mentalità che non è una partita che finisce dopo 3 minuti, ci sarà bisogno di tempo e di pazienza perché sono una squadra con tanti giocatori giovani e atletici per cui dovremo essere bravi ad imporre il nostro gioco e la nostra esperienza. Di certo non dovremo fare l’errore di non rispettare l’avversario o di subire inconsciamente l’effetto che rappresenta il problema di alcuni tipi di partite. Per mia abitudine, sin dal primo giorno in cui sono arrivato, preparo le partite col mio staff sempre nello stesso modo, sia che si giochi con la prima della classe, sia che si affronti l’ultima, curando sempre i dettagli perché ritengo che sia il miglior modo di trasmettere ai ragazzi il rispetto dell’avversario. Per questo domani mi aspetto una grande prestazione perché vogliamo tornare a vincere davanti ai nostri tifosi dando continuità alla bella vittoria di Milano”.
Tra i nuovi arrivati c’è qualcuno che l’ha stupita particolarmente?
“Noi siamo generalmente contenti di tutti anche se è chiaro che dobbiamo crescere a livello individuale, all’interno delle partite e automaticamente anche a livello di squadra. Per alcuni giocatori sapevamo che eravamo di fronte ad un processo un po’ più lungo, ad alcuni sfugge che nelle ultime partite abbiamo iniziato in quintetto con due giocatori del 2002 che provenivano da abitudini e contesti completamente diversi dal nostro. Angelo veniva da un contesto dove negli ultimi due anni ha vissuto la serie A con compiti e pressioni diverse da quelle del titolare che comportano situazioni di stress e di regolarità nelle prestazioni diverse dalle attuali, idem per Matteo che veniva dallo stesso campionato ma, con tutto il rispetto per Nardò, con obiettivi e minutaggi ben diversi. Per questo motivo se mi guardo indietro pur col rammarico di alcune situazioni, ma considerando tutto ciò e quello che ha comportato non avere il roster al completo per diverso tempo, mi ritengo soddisfatto del lavoro svolto”.
Il fatto di giocare con regolarità una volta a settimana può portarla a cambiare l’impiego di alcuni giocatori?
“Il nostro obiettivo quest’anno è quello di cercare di utilizzare tutti i giocatori a disposizione, poi ogni partita è una storia a sé. Dobbiamo cercare di coinvolgerli tutti sapendo bene che coinvolgere dieci giocatori non sia semplice, ma abbiamo visto come alla lunga questo diventi una risorsa e noi vogliamo che lo sia”.
Un commento sulla decisione di mandare Tommaso Pinza a Imola con doppio tesseramento?
“Si è creata questa opportunità anche improvvisa in questo momento della stagione e per Tommy ci sarà la possibilità di fare questa esperienza sicuramente importante. Con lui in linea di massima stavamo ripercorrendo quanto fatto con Munari e, grazie a questa opportunità che si è creata, diciamo che il processo viene un po’ accelerato”.