Martino: “Domani sarà un bel test perché se c’è una squadra non semplice da affrontare è proprio Rieti”

Il menù della 35^ giornata mette sul piatto della Pallacanestro Forlì 2.015 la “pietanza” Real Sebastiani Rieti che, reduce da tre sconfitte consecutive tra le mura amiche, si appresta a voler invertire la rotta e a rendere durissima la vita ai biancorossi di coach Antimo Martino (foto copertina di Stefano Albanese), nominato coach del mese di marzo, che presenta così la sfida al PalaSojourner: “Domani sarà una partita sicuramente difficile perché Rieti ha dimostrato in questo campionato di avere la solidità, la durezza e le qualità per fare molto bene. E’ una squadra che ha battuto le migliori facendo risultato anche fuori casa, sta confermando le proprie ambizioni e quindi sarà una partita molto difficile su un campo molto cado. C’è l’incognita su che tipo di turnover faranno e questo conferma il valore della squadra che può permettersi il lusso di lasciare fuori uno come Spencer, ma al di là di questo noi ci siamo concentrati nel complesso senza stare troppo a pensare a quali possono essere le possibilità di formazione domani. Abbiamo voglia di fare bene e ci proveremo come sermpre”. La vittoria di domenica non può che aver rafforzato la convinzione negli uomini di Martino che stanno attraversando un periodo sicuramente positivo con un filotto di 3 vittorie in otto giorni e che vogliono difendere l’attuale 4° posto respingendo l’assalto proprio dei laziali. “In settima ci siamo allenati bene – prosegue il coach – e i risultati ci stanno dando fiducia, però poi sappiamo che non sempre la partita rispecchia la qualità degli allenamenti e quindi pur essendo preparati ad affrontare Rieti, la differenza la farà quello che riusciremo a fare domani”. La crescita dell’Unieuro è coincisa sicuramente con la crescita degli uomini chiave, ma anche dalla capacità di restare concentrati per tutto l’arco dell’incontro. “Dobbiamo stare dentro la partita – su questo Martino non ha dubbi – perché tutte le volte che abbiamo dimostrato di saperci stare abbiamo anche dimostrato le qualità per dire la nostra e domani sarà una sfida che darà pressione anche a loro e questo è un aspetto importante”. L’autostima e la presa di coscienza che giocando con la fame e la determinazione messe in mostra contro l’Urania, ma anche contro Avellino, eccezion fatta per quei 5′ al rientro dall’intervallo, possono portare lontano Forlì è indubbiamente un grossa speranza per il coach che evidenza – “Spero che i giocatori stiano prendendo fiducia e convinzione dalle partite che stiamo giocando con la consapevolezza che dentro la partita arriveranno difficoltà verso le quali dovremo esser bravi a non farci trovare impreparati. Sono contento del momento che stiamo vivendo – prosegue – ma al tempo stesso sono consapevole che ogni partita ha una storia a sé e noi dobbiamo esser bravi a resettare e ripartire ed evitare di fare partite come quella di Pesaro, perché quando siamo dentro al match abbiamo dimostrato il nostro valore. E non mi riferisco solo a vittorie come quella di Cantù, ma anche vittorie che sembravano più scontate, ma non lo erano affatto, come quella di Avellino con un solo straniero o di Vigevano che oggi ci consentono di avere questo tipo di classifica”. Gli step di crescita della squadra sono stati evidenti, a partire dal derby contro Rimini in avanti è stata un’escalation di miglioramenti che certamente sono stati favoriti dal cambio di assetto o più precisamente da quello che è diventato un assetto definitivo perché la conoscenza, le gerarchie e i punti di riferimento nella pallacanestro non possono esser considerati elementi così banali e infatti “Già dalla partita di Verona – precisa Martino – con un nuovo assetto e con l’inserimento di Magro in quintetto abbiamo ridefinito il quintetto iniziale e ridato gerarchie chiare per aiutare sia chi iniziava che chi entrava, e questo lo abbiamo potuto fare nel momento in cui è finita la confusione dovuta.. insomma inutile stare qui a ripetere le stesse cose, così questa maggior chiarezza ha aiutato anche i ragazzi che ora stanno crescendo anche individualmente”. Tutto questo ha consentito all’Unieuro di giocare una pallacanestro più fluida grazie alla quale sono aumentate in maniera evidente anche le percentuali realizzative perché – come sottolinea il coach – “Siamo una squadra che per caratteristiche abbiamo bisogno di più ritmo e di coinvolgere tutti nel giro palla per prendere dei vantaggi. E da allenatore quando vedo questi miglioramenti a fine stagione sono felice perché significa che il lavoro fatto sta dando i suoi frutti”. La PF2.015 è anche una delle poche società a non aver fatto ricorso al mercato e su questo il coach si sofferma per rendere ancor più merito ai suoi. “Siamo una delle poche squadre che sostanzialmente non ha cambiato niente perché l’inserimento di Perkovic si è reso necessario solo per un infortunio e quindi ci prendiamo il merito di stare cercando una quadra con le risorse a disposizione e lavorando duro. Per questo grande plauso va ai ragazzi e allo staff per quello che stiamo facendo in palestra”. Rieti è una squadra rognosa che, attraverso una difesa ruvida e asfissiante, è spesso stata in grado di far giocare male le avversarie. Oggi Forlì può vantare un Perkovic, fresco di nomina di MVP straniero del mese di marzo, che da qualche settimana ha cambiato un po’ il suo modo di giocare, alternando il tiro dalla lunga a penetrazioni particolarmente fruttuose tra canestri e viaggi in lunetta, oltre alla “nuova vita cestistica” di Demonte Harper che sembra finalmente inserito al meglio nei nuovi meccanismi biancorossi. E proprio l’asse straniero può essere una chiave per scardinare la difesa degli uomini di coach Alessandro Rossi. “Dobbiamo provarci – attacca il coach – perché per certi versi Rieti difensivamente ci assomiglia. E’ una squadra che riempie molto l’area, una squadra rognosa per i giocatori a disposizione e quindi non sarà facile, ma sarà un bel test per noi  perché se c’è una squadra, in questo campionato, non semplice da affrontare, questa è proprio Rieti”. Al PalaSojournier sarà una sfida tutta da vivere e sarebbe fondamentale in ottica playoff tornare a casa avendo vendicato la sconfitta dell’andata col canestro contestatissimo di Harper sulla sirena giudicato dalla terna arbitrale da due e costata la possibilità a Forlì di giocarsela al supplementare. “La classifica è cortissima – conclude la sua conferenza stampa, coach Martino – e per accedere ai playoff, evitando il play-in, sappiamo che dovremo giocare quattro finali che avranno tutte lo stesso valore, ma dobbiamo continuare a lavorare come fatto fino ad ora, anche quando attorno alla squadra aleggiava un pessimismo, a volte comprensibile, a volte un po’ meno, perché anche quest’anno abbiamo fatto fino ad ora qualcosa di speciale”.