Martino: “Mi auguro che domani saremo un tutt’uno coi nostri tifosi. Tutta Forlì dovrà aiutarsi per far suo il derby”

La diciottesima, nonché penultima, giornata del girone di andata di Serie A2 propone il derby di Romagna tra Unieuro Forlì e Dole Rimini, in programma domani all’Unieuro Arena. Una sfida che, rispetto al passato, arriva in un contesto meno carico di significati, complice una stagione nata in salita.

Sugli spalti, il settore ospiti ospiterà circa 150 tifosi riminesi, mentre resta da valutare l’impatto dell’assenza del tifo organizzato forlivese, elemento che inevitabilmente influenzerà il clima del palazzetto.

A presentare la gara è, come di consueto, coach Antimo Martino (nella foto di copertina): «Siamo alla vigilia di una partita importante perché è un derby e rappresenta qualcosa di speciale per i nostri tifosi – esordisce fiducioso e sorridente coach Martino – ma sarà anche una gara complessa, perché affronteremo una squadra di grande valore. Il momento positivo che stanno attraversando, pur senza un americano come Robinson, evidenzia ancora di più le loro potenzialità. Rimini è stata costruita per competere ai massimi livelli dopo la finale dello scorso anno e ha tutte le carte in regola per riuscirci. Per noi questa sfida deve essere una grande opportunità: speriamo che proprio in una giornata speciale possa scattare la scintilla giusta per cambiare marcia».

A metà campionato, è evidente come la Pallacanestro Forlì non abbia ancora trovato una chiara identità, né una continuità di rendimento. Martino individua con precisione le priorità su cui lavorare per invertire la rotta: «Dobbiamo essere più concreti e più duri all’interno delle partite, perché è ciò che ci sta mancando. In particolare l’aspetto difensivo ci sta condizionando: abbiamo il quinto attacco del campionato, quindi i problemi sono altrove. La settimana è stata incentrata soprattutto sulla difesa. Chi mi conosce sa che le mie squadre sono sempre state caratterizzate da solidità difensiva e quest’anno facciamo fatica a trovarla. Anche per questo abbiamo scelto di dare una connotazione diversa alla squadra e mi auguro che il lavoro ci porti a migliorare».

Il derby di domani sarà particolare anche dal punto di vista dell’atmosfera. Da Rimini arriveranno circa 150 tifosi, mentre sul fronte forlivese proseguirà lo sciopero del tifo organizzato, chiamando il resto dell’Unieuro Arena a recitare il ruolo di “sesto uomo”. Martino è chiaro: «Noi cercheremo di trascinare i nostri tifosi, ma speriamo che sin dalla palla a due il pubblico sia pronto ad aiutarci. Stiamo vivendo un momento di difficoltà e l’impatto emotivo è determinante, come vediamo spesso in trasferta. Negli ultimi anni abbiamo beneficiato molto del supporto del Palafiera e, senza entrare in dinamiche che non mi competono, è evidente che quest’anno anche questo aspetto qualcosa ci abbia tolto. Mi auguro che domani si riesca a essere un tutt’uno: tutta Forlì dovrà aiutarsi per portare a casa il derby».

Dal punto di vista tecnico, la sfida si giocherà molto nei duelli vicino a canestro. Rimini è pericolosa dall’arco, ma anche estremamente competitiva a rimbalzo, grazie alla fisicità e all’atletismo di Camara e Ogden, con Simioni a completare il mix. In questo contesto saranno importanti anche i progressi di Stephens nell’amalgama con la squadra: «Finalmente abbiamo fatto una settimana completa di lavoro. L’inserimento di Stephens non è semplice dal punto di vista tecnico e tattico, perché abbiamo cambiato assetto e situazioni di gioco, ma se riusciremo a ritrovare qualche vittoria importante, tutto diventerà più semplice».

Se Forlì sta vivendo una stagione altalenante rispetto al recente passato, Rimini continua invece nel solco della continuità, pur senza occupare la vetta della classifica. «È una squadra con tanto talento offensivo – sottolinea Martino – con una doppia dimensione di gioco. L’impatto di Camara in area si sente, ma il tiro da tre resta il loro marchio di fabbrica. Anche quest’anno hanno cinque o sei giocatori che tirano più da tre che da due e hanno almeno sette uomini con più di dieci punti nelle mani. Servirà interpretare bene la partita: sarà una gara di livello e servirà una prestazione di livello».

Consapevole della maggiore fiducia che accompagna oggi Rimini, lo staff biancorosso ha concentrato il lavoro settimanale soprattutto su se stesso: «Sono onesto, abbiamo lavorato più su di noi che sull’avversario. Prima di pensare agli altri dobbiamo sistemare le cose basilari che, ad esempio ad Avellino, sono mancate: attenzione, energia, comunicazione. Sono stati questi aspetti a portarci a subire canestri troppo facili. Solo migliorando sotto questo profilo potremo poi lavorare meglio anche sugli avversari».

La settimana, infine, è filata via senza intoppi e Martino potrà contare sull’intero roster: «Ogni volta che dico queste cose mi spavento – sorride incrociando le dita – perché poi in palestra arrivano sorprese. Oggi spero di no, perché contro Rimini avremo bisogno dell’apporto di tutti e di non avere problemi extra».