Le due vittorie consecutive hanno certamente ridato morale alla truppa biancorossa, che domani sarà di scena al Pala Gianni Asti di Torino contro la Reale Mutua, reduce dalla pesante batosta di Bologna e quindi desiderosa di riscatto. È un Antimo Martino molto concentrato (foto copertina di Stefano Albanese) quello che si presenta in sala stampa per la conferenza di presentazione della sfida, valida per la 9ª giornata di Serie A2, e che introduce così l’impegno in terra piemontese: “Affrontiamo una squadra solida, formata da un gruppo di italiani di grande esperienza come Schina, Massone, Severini, Tortù, Bruttini e Cusin, a cui si aggiungono due stranieri di ottima qualità. Allen, in particolare, in questa prima parte di campionato sta dimostrando grande valore, e quindi sarà una partita sicuramente di livello. Noi, alla luce delle due vittorie consecutive, vogliamo affrontarla con grande coraggio e con la voglia di proseguire nel nostro percorso.”
Il bilancio dell’Unieuro, ad oggi, recita tre vinte e cinque perse, ma gli ultimi due successi, arrivati in modo e condizioni differenti, possono davvero rappresentare l’inizio di quel percorso di crescita che lo stesso Martino invoca fin dall’inizio della stagione. “Sicuramente – attacca il coach – la voglia di giocare insieme, di provarci e la capacità, rispetto alle partite precedenti, di evitare blackout importanti e di eliminare quasi completamente quei passaggi a vuoto nei quali ci disunivamo, sono i principali aspetti di crescita che ho notato nelle ultime settimane. È il frutto anche di un processo di conoscenza reciproca che richiede i suoi tempi, ma che ora sta aumentando di partita in partita. Sono sicuramente gli elementi comuni tra i due successi di Brindisi e di Mestre. Vorrei però sottolineare che questa strada l’avevamo già intrapresa nella partita contro Scafati, nonostante la sconfitta.”
Nonostante le difficoltà e le assenze con cui è maturata la vittoria al PalaPentassuglia – con tre uomini indisponibili e un Pinza a mezzo servizio, essendosi scavigliato a metà gara – è fondamentale recuperare la piena condizione di tutti. Nelle settimane in cui si gioca ogni tre giorni è impensabile reggere certi ritmi con rotazioni limitate. Martino fa il punto della situazione: “Stanno tutti bene, nonostante sarà la terza partita in una settimana. Giocheremo contro Torino, che ha disputato le stesse gare ma con due giorni di riposo in più. Noi però avremo rotazioni ampie e vogliamo sfruttarle per chiudere la settimana nel migliore dei modi, rendendola una settimana perfetta.”
È fuori discussione che tutte le vittorie portino due punti, ma è altrettanto vero che non tutte siano uguali tra loro. Contro Brindisi, Forlì ha disputato una gara perfetta, interpretata con grande intensità difensiva e fluidità offensiva. Contro Mestre, invece, squadra che predilige ritmi elevatissimi e cerca di imporre il proprio gioco sulla velocità, Martino e i suoi hanno dovuto adattarsi più volte all’interno della stessa partita. “Il fatto di avere tutti a disposizione – spiega il coach – ha cambiato anche il nostro modo di stare in campo. Contro Mestre abbiamo dovuto giocare a ritmi altissimi, anche se non sempre avremmo voluto, ma è stato quasi automatico. La crescita della squadra passa anche da qui: capire che, per spuntarla domenica scorsa, dovevamo adeguarci alla situazione, diversa rispetto alla vittoria di Brindisi.”
Per un allenatore che fa della fase difensiva un punto cardine, è stato motivo di soddisfazione vedere Kadeem Allen tuffarsi oltre le transenne per salvare un pallone o Simone Pepe gettarsi a terra per recuperarlo e innescare un contropiede: gesti che, fino a poche settimane fa, non si vedevano con questa frequenza. “Per il mio modo di vedere la pallacanestro – prosegue Martino – è fondamentale un certo tipo di atteggiamento. Credo che, in generale, questi siano gesti alla base di squadre che vogliono essere davvero tali, e poi ambiziose, pronte a fare un percorso di alto livello in un campionato duro come questo. All’inizio ci era mancata la fiducia e la convinzione nel fare certe cose, ma le vittorie aiutano. Mi auguro che si possa crescere ancora, ma ho visto tanti segnali che per me hanno grande valore: aiutare un compagno a rialzarsi, il linguaggio del corpo della panchina completamente cambiato, esultare per un canestro di un compagno o per una palla recuperata. Tutti segnali che danno grande soddisfazione.”
Una Pallacanestro Forlì, dunque, diversa nello spirito e nel linguaggio del corpo, oggi lontana parente della squadra che aveva inanellato il filotto negativo tra la 3ª e la 6ª giornata. “Voglio essere onesto – aggiunge Martino – perché anche nel periodo nero l’atmosfera nello spogliatoio è sempre stata positiva. Il gruppo, pur deluso, è rimasto in sintonia.”
A Torino, l’osservato speciale sarà Robert Allen, in grande forma e leader nelle statistiche di rimbalzi offensivi e totali. Un fattore su cui l’Unieuro dovrà prestare particolare attenzione, considerando che il reparto lunghi resta uno dei punti più delicati. “È una squadra con un sistema ben definito – conclude Martino – e all’interno di questo sistema ci sono giocatori molto pericolosi. Allen ha indubbiamente un impatto notevole e va tenuto sotto osservazione, perché, come accaduto contro Cividale e Urania Milano, può ribaltare una partita da solo. Però non dobbiamo dimenticarci degli altri, perché oggi tutte le squadre hanno tanti giocatori in grado di determinare l’esito delle gare. Noi dovremo mettere in campo una grande prestazione di squadra e adeguarci alle varie situazioni che si presenteranno, come abbiamo fatto nelle ultime due vittorie, in cui siamo stati bravi a riassestarci senza mai perdere la bussola. Questo è un aspetto fondamentale per una squadra che vuole avere ambizioni.”