Dopo la sconfitta nel derby contro Rimini, la Pallacanestro Forlì 2.015 è già concentrata e vogliosa di tornare sul parquet per un pronto riscatto nella sfida di sabato sera all’Unieuro Arena, quando arriverà a farle visita la Libertas Livorno. Noi di Piazzale della Vittoria abbiamo raggiunto telefonicamente il Presidente Giancarlo Nicosanti (foto copertina di Stefano Albanese) per sentire dalla sua voce l’umore, le prospettive e chiarimenti sul caso Dawson e gli spostamenti delle partite al sabato.
Buongiorno Presidente. Dalla sconfitta nel derby contro Rimini sono trascorsi appena tre giorni. Secondo lei ha vinto la squadra più forte, la più fortunata o quella che ci ha creduto di più?
“No.. forse nessuna delle tre ipotesi. Sono personalmente convinto che Rimini sia una squadra forte e l’abbia dimostrato in questi primi due mesi di campionato. Loro sono in un ottimo momento di forma mentre noi ci siamo arrivati purtroppo non nelle migliori condizioni, soprattutto per l’assenza di un americano e l’infortunio durante la gara di Cinciarini. Credo che loro domenica abbiano meritato, ma al tempo stesso ritengo che noi non si sia assolutamente demeritato perché in queste condizioni, con le rotazioni ristrette, contro una squadra lunga e forte fisicamente come Rimini, abbiamo fatto tutto quello che era possibile fare e poi abbiamo trovato una squadra che nel secondo tempo ha fatto un bel 11/15 da tre che non è cosa facile da vedere tutte le domeniche sul parquet e quindi complimenti a loro, ma sono contento di come la nostra squadra ha reagito in campo. Non sono sicuramente contento della sconfitta perché vorrei sempre vincere, ma sono stati bravi loro, niente da dire”.
Capitolo roster. Le chiedo se è soddisfatto di quanto fatto in sede di campagna acquisti, se si poteva fare di più o se c’è qualche rammarico per un mancato arrivo.
“Come ogni anno col senno di poi si potevano fare scelte diverse, però col senno di poi è un giochino che non deve appartenere a chi fa questo mestiere con professionalità, con la voglia di essere ambizioso e la voglia di vincere. Sicuramente ci sono stati giocatori che per tanti motivi hanno preferito altre destinazioni, oppure avevano clausole che gli hanno impedito di venire a Forlì, ma nonostante ciò credo che abbiamo allestito una buona squadra, che è presto per poterla giudicare perché avrei voluto vederla con tutti gli effettivi, ma sono contento dei giocatori che abbiamo portato qui. Onestamente non vedo in nessuno di loro quella mancanza di voglia di allenarsi o di mettersi in gioco ed anzi, domenica a Rimini, penso si sia vista una squadra unita con la voglia di lottare anche nelle difficoltà e davvero mi auguro che questo spirito duri per tutto il campionato”.
Capitolo stranieri. Cominciamo da Harper, a prescindere dall’ottima performance di Rimini, cosa si aspetta da lui?
“Sicuramente non mi aspetto che faccia ogni domenica 38 punti, ma al tempo stesso non mi aspetto nemmeno che faccia 8 o 10. E’ uno dei giocatori che, sia per storia personale, che per referenze avute, deve fare la differenza. E’ un atleta estremamente serio, forte che ha sempre calcato i parquet della Serie A1 di diversi campionati europei, tre volte anche in Italia, e sempre con risultati ottimi per chi gioca in una lega superiore alla nostra. Per questo, ripeto, non mi aspetto che faccia 38 punti ogni domenica, ma che dimostri il motivo per cui l’abbiamo preso e che domenica si sia finalmente sbloccato e d’ora in avanti ci faccia vedere il suo reale valore”.
Veniamo alla nota dolente. Dawson, causa infortunio, risulta a tutt’oggi un oggetto misterioso. I tifosi sono molto preoccupati perché con gli americani Forlì non è particolarmente fortunata. Cosa dobbiamo aspettarci? Avete mai preso in considerazione l’idea di guardarvi attorno?
“Intanto contesto un po’ che Forlì sugli americani non sia stata sempre fortunata. E’ successo, vero, ma come credo sia successo anche ad altre squadre, però sicuramente se si riferisce agli infortuni non c’è dubbio che Forlì non sia stata molto fortunata. Per quanto riguarda Dawson ci tengo a sottolineare che il giocatore quando è arrivato qui è stato sottoposto a tutti i controlli e a tutte le visite mediche di rito in maniera accurata, come tutti i giocatori. Sicuramente è un giocatore che aveva avuto un paio di infortuni, ma il problema che ha oggi è un edema osseo che non ha nulla a che vedere con le criticità del passato. Per questo mi sento di escludere da parte nostra di avere qualche colpa. Dawson ha giocato le amichevoli, la Supercoppa e le prime due partite di campionato prima di infortunarsi. Attualmente lo abbiamo tenuto a riposo qualche settimana, sicuramente qualche miglioramento c’è stato, ma penso che rimarrà fermo ancora per un po’ anche se non sono in grado di quantificare, né di dare possibili date di rientro. Questo spetterà al nostro staff medico insieme allo staff tecnico, ma è chiaro che in una situazione del genere la società si possa guardare in giro che però non significa trovare immediatamente la situazione giusta. Penso sia normale che ci si guardi attorno, ma dalla Serie A1 grandi giocatori non sono stati tagliati, i visti li abbiamo utilizzati entrambi e quindi possiamo guardare il mercato dei comunitari, ma come si può immaginare non è una ricerca semplice a prescindere dall’aspetto economico. E’ comunque corretto dire che siamo attenti alla situazione perché anche noi siamo preoccupati”.
Rimanendo sempre in tema di “umore della piazza” cosa spinge una squadra come l’Unieuro a puntare su un giocatore che, seppur recuperato, aveva una cartella clinica che recitava di qualche serio infortunio pregresso? Si può parlare di sfortuna o si può dire che, consapevoli della situazione, si è scelto di correre un rischio?
“No, no molto francamente lui fu operato quando ancora era in Spagna, se non ricordo male, e comunque lo scorso anno ha disputato i play-off in Israele giocando 25/28 minuti senza nessun problema. A maggio lo staff medico lo aveva valutato abile e arruolabile e come detto prima il motivo per il quale oggi è fermo non ha nulla a che vedere coi suoi precedenti infortuni. Se devo dire che trattasi di un giocatore immacolato, questo no, ma non lo erano nemmeno Penna e Zampini se vogliamo essere sinceri, ma li prendemmo, correndo qualche rischio, ma fidandoci del nostro staff medico com’era e chiama è giusto che sia”.
Augurandoci un pronto ritorno in campo per Dawson, nell’eventualità questo non avvenisse, sarebbe possibile avere a disposizione un visto e andare a pescare altrove a partire dal girone di ritorno?
“Certo, assolutamente sì. Purtroppo questa è una di quelle situazioni che viviamo di giorno in giorno con lo staff tecnico e quindi non vogliamo precludere nulla, ma nello stesso momento non vogliamo promettere nulla perché non dipende solo da noi”.
Capitolo promozione. Sempre tra la tifoseria ci sono coloro i quali pensano che Forlì non voglia realmente andare in A1 perché ci sarebbero costi insostenibili. A lei che è il Presidente non posso non chiederle cosa può dire in proposito?
“Onestamente credo che se non avessimo questa ambizione lo scorso anno, a poche settimane dalla fine del campionato, non saremmo andati a prendere un giocatore come Magro che ha voluto significare un investimento importante e che facemmo perché ci credevamo. L’inserimento di Magro, per sostituire un giocatore come Giacomo Zilli che purtroppo avevamo visto che non avremmo recuperato, lo abbiamo fatto proprio nell’ottica di lottare fino all’ultima giornata per raggiungere quello che è il sogno mio e di tutta la Fondazione. Noi vogliamo assolutamente andare in Serie A1, ma proprio non esiste che non ci sia questa volontà. Posso dire tranquillamente che anche a livello di costi il nostro campionato di Serie A2 è molto vicino a quello di Serie A1″.
Capitolo spostamento orari. La prossima gara casalinga con Livorno è stata spostata a sabato sera per motivi fieristici. Non è la prima volta e chissà se sarà l’ultima. I tifosi legittimamente protestano perché un conto è conoscere certe situazioni da subito e un altro è subire gli spostamenti in corsa. Il tifoso generalmente predilige venire al palazzetto la domenica ore 18. Qual è la sua posizione in merito?
“Sono assolutamente, e sottolineo assolutamente, a fianco dei tifosi. Mi spiace che quello che è successo nelle ultime settimane, forse anche un po’ per la nostra disponibilità a voler trovare un punto d’incontro ottimale per tutti, abbia portato a tutto questo. Hanno ragione i tifosi ed io mi sento di prendere posizione anche pubblicamente contro questi cambiamenti. Mi auguro davvero che di spostamenti, soprattutto quelli dalla domenica al sabato, fatto salvo non siano giustificati e imposti da motivi di ordine pubblico e sicurezza, non c’è ne siano più. Mi impegno ufficialmente a difendere la domenica pomeriggio, poi magari sono d’accordo che possiamo accettare lo spostamento dalle 18 alle 19 o dalle 19 alle 20 anche se vorrei mantenere l’orario delle 18, ma mi impegno ad evitare il sabato sera e spero di non essere smentito”.
Prima di salutarla voglio chiederle qual è il più grande rimpianto da quando è alla presidenza della Pallacanestro Forlì 2.015?
“L’infortunio di Allen della stagione scorsa perché è vero che Trieste era forte, e anche con Allen sarebbe stata difficile, però è stata una mazzata tremenda e avrei voluto giocarmela con la squadra al completo. A seguire a ruota, anche se abbiamo perso 3-0 con Cremona, l’infortunio di Pollone sul finire di gara 1 dell’anno precedente, in una sfida punto a punto, fu un’altra mazzata. Di errori ne abbiamo fatti e ne faremo sicuramente ancora, ma davvero mi spiace quando leggo che la società non vuole andare in A1 perché noi ci abbiamo sempre creduto e sempre provato. Anche quest’anno l’obiettivo è quello, poi purtroppo vanno su solo due squadre e ce ne saranno almeno sette/otto che rimarranno in A2 e che diranno che hanno fallito. Io spero di essere una delle due”.
Si ringraziano la Pallacanestro Forlì 2.015 e il Presidente Giancarlo Nicosanti per la disponibilità mostrata per la realizzazione della presente intervista.