Perkovic: “Il modo migliore per cancellare Rieti e scusarci coi tifosi è battere la Fortitudo”

Dalla miglior prestazione in canotta Unieuro contro l’Urania Milano, che ha contribuito a fargli vincere il premio di MVP straniero del mese di marzo della Serie A2 Old Wild West, alla brutta prestazione di domenica al Pala Sojourner di Rieti nella quale non ha mai trovato il canestro e ha sofferto l’asfissiante difesa reatina, Toni Perkovic (foto copertina di Stefano Albanese) è stato ospite dei microfoni di Piazzale della Vittoria per raccontarci le sensazioni della sua avventura forlivese e quelle relative all’imminente derby con Bologna che, finalmente, tornerà con la partecipazione anche della tifoseria ospite.

Buongiorno Toni, partiamo dal premio di MVP straniero del mese di marzo. Ti saresti mai immaginato di arrivare a questo livello di rendimento?

“Buongiorno! Sono molto felice per aver raggiunto il premio di MVP straniero di marzo perché provo sempre a fare del mio meglio e credo, in particolare proprio nel mese scorso, di aver giocato molto bene e di essermi meritato il titolo. Adesso però bisogna continuare a fare bene tutti insieme”.

Domenica sei incappato in una giornata storta, la meno positiva da quando sei a Forlì. Contro Nardò eri appena tornato stanco dalla Nazionale, contro Rieti che spiegazione ti sei dato? Cos’è successo?

“Eh.. non lo so davvero! Cerco di non pensare alla partita di domenica perché è stata una giornata difficile. Non mi riusciva niente, ogni cosa che facevo la sbagliavo e tutto quello che volevo fare in realtà andava nella maniera opposta. Purtroppo il basket è anche questo, il basket è così e per questo mi sto preparando al meglio durante questa settimana per arrivare pronto e carico alla partita di domenica sera contro la Fortitudo”.

Rispetto a quando arrivasti a Forlì sembra essere cambiato un po’ il tuo modo di attaccare. Prima eri una guardia tiratrice a cui piaceva molto l’uscita dai blocchi e il tiro da tre punti. Oggi, invece, attacchi molto di più il canestro senza paura. E’ una precisa richiesta del coach o ti serviva di capire il basket italiano?

“No, in realtà è per via delle difese. Oggi mi stanno sempre addosso, giocano faccia a faccia per tarparmi le ali e mi marcano sempre molto stretto. Di conseguenza cerco di aprirmi lo spazio e provo ad attaccare il canestro perché gli avversari non vogliono farmi tirare da fuori. Sicuramente dopo un periodo di ambientamento adesso sono più aggressivo, gli avversari cercano di farmi innervosire, e allora a volte l’unico modo per riuscire a segnare diventa attaccare il canestro”.

Capitolo Fortitudo. Domenica sera all’Unieuro Arena si disputerà una delle partite più calde e sentite qui a Forlì. Bologna, come Rieti, è una squadra che sa difendere duro e sicuramente ti dedicherà un’attenzione particolare, ma l’Unieuro non può prescindere dall’apporto su ambo i lati del campo di Toni Perkovic. Avverti il peso di questa responsabilità?

“Sento sempre la pressione perché è una mia responsabilità segnare e fare la differenza. Sono venuto qui per questo. Non sono un giocatore italiano, sono consapevole che da un americano o da un giocatore straniero si pretendano punti per aiutare la squadra e questo è uno dei miei compiti. Sicuramente domenica saremo molto concentrati perché conosciamo bene la Fortitudo che ha una delle migliori difese della lega. Il modo migliore per farci perdonare dai nostri tifosi è rimediare alla sconfitta con Rieti vincendo in casa nostra il derby contro la Fortitudo”.

Da quando accettasti la proposta della società di venire a giocare nella Serie A2 italiana possiamo dire che sia Forlì che Perkovic abbiano vinto la scommessa. Sei diventato un beniamino dei tifosi grazie alle tue prestazioni. Per fare chiarezza posso chiederti se nel tuo contratto c’è un’opzione per una tua eventuale permanenza anche l’anno prossimo o andrà eventualmente tutto ridiscusso con il club?

“Intanto voglio dire che per me questa è un’avventura fantastica perché la prima volta che sono arrivato qui, non solo i tifosi, ma tutta la squadra, lo staff, i dirigenti eccetera, sono stati incredibili con me. Nessuno mi ha mai fatto mancare niente e ho avuto tutto quello di cui avevo bisogno e credo davvero che sia Forlì che il sottoscritto abbiano vinto insieme la scommessa. Nel mio contratto non ci sono clausole particolari, spero che finita la stagione si possa discutere il rinnovo perché mi piacciono molto la città e il supporto che ricevo. Forlì è una città con tifosi fantastici che vivono e capiscono il basket e questo per un giocatore è un grande stimolo. Poi è meraviglioso vedere come ad ogni partita all’Unieuro Arena ci siano quante, duemila? Tremila persone? Perché è questo che sogni quando inizi la carriera, giocare davanti a tante persone. La Serie A2 mi sembra un’ottima lega e qui sia io che mia moglie stiamo davvero bene. La mia speranza è che il rapporto con questa società possa proseguire anche oltre a questa stagione”.

Si ringraziano la Pallacanestro Forlì 2.015 e l’atleta Toni Perkovic per la disponibilità mostrata nel rilasciare la presente intervista.