Diamo il benvenuto ai lettori al primo appuntamento con “Il Grande Fratello”, l’ennesima novità stagionale presentata dalla redazione di Piazzale della Vittoria. Questo pezzo rappresenta l’esordio di una lunga serie di approfondimenti settimanali che accompagneranno i tifosi alla scoperta delle avversarie che la compagine forlivese affronterà durante la stagione. La rubrica è curata da Gabriele Foschi, che metterà al servizio dei lettori la propria esperienza pluriennale maturata come dirigente nel mondo della pallacanestro nazionale. Ecco a voi il primo episodio.
Agosto, mese dei primi giorni di scuola nel basket. Al Palafiera si è appena radunata la PF 2.015, la PF della stagione che verrà: volti noti, con storia di basket vissuto ed altri meno noti. Ad oggi riconoscere e capire pregi e difetti di questa squadra è un esercizio difficile da fare, così come valutare quanto e come saranno incisivi i singoli nel contesto di un campionato di A2 che si presenta equilibrato sì, ma nella media forte. La svolta è palpabile, un cambio di rotta deciso. Ne hanno fatto cenno un pò tutti e salta agli occhi il colore verde. Chi ha disegnato e costruito staff e roster certamente lo ha fatto con la ferma intenzione di invertire una rotta che la nave forlivese aveva seguito nelle ultime esperienze, oltre a voler tenere a bada un budget di spesa che forse oggi pochi club possono permettersi. Francesco Nanni capo allenatore: giovane forlivese che viene da importanti anni di assistentato, prima a Forlì, successivamente in serie A a Trieste e con le selezioni giovanili azzurre. Prima esperienza da capo, Dio solo sa quanto sia diverso consigliare decisioni e prenderne. Ovviamente la preparazione non è assolutamente in discussione e ritengo che la mossa Nanni sia giusta nei tempi e nei modi. Ad affiancarlo in qualità di assistente è Lorenzo Dalmonte che conosco molto bene per avere voluto ed avuto per tre anni vincenti ad Imola nel ruolo di assistente di coach Ticchi. Ho avuto modo di apprezzare le sue qualità tecniche ed umane, è giovane ma con il bagaglio di una decina d’anni pieni di esperienza a questo livello e nel ruolo c’è molto poco di meglio in giro. Il roster sarà di 13-14 giocatori, bimbi inclusi. Un vecchio ed esperto operatore di mercato fermo da un paio d’anni e poi tornato al lavoro nella scorsa estate, mi raccontava il suo stupore per quanto fossero lievitati i costi degli ingaggi in così poco tempo. Ed è verissimo. In questa Piazza Affari del basket la PF ha agito tutto sommato bene, presentandosi con budget diminuito e voglia di rinverdire il giardino. Un piccolo approfondimento sui due stranieri in Italia totalmente sconosciuti è doveroso. Santos Silva è un centro molto interessante, strepitoso al rimbalzo offensivo. Nel Blue Ribbon (Libro Bibbia del mondo College) del 2019/20, al suo secondo anno di Virginia Commonwealth University, coach Rhoades lo introduceva con queste parole: “il suo approccio in sala pesi ed in genere per tutto ciò che può farlo migliorare è irreale”. Questo dice tanto sul carattere di questo ragazzo. Ha un buonissimo tiro dalla media distanza con i piedi rivolti al canestro e lo usa anche con una certa rapidità. Per raggiungere i suoi obiettivi Forlì avrà bisogno di una annata super di Marcus. L’altro straniero è Donald Carey: giocatore con centimetri che può giocare i tre ruoli di esterno. Notevole il suo percorso all’Università, con due anni in squadra a Georgetown (College dell’ex forlivese Austin Freeman). Le sue competenze tecniche e la capacità di colpire da lontano danno a Forli una formidabile arma per scardinare le difese avversarie. Andrà a fare coppia con il play titolare Berdini e quando quest’ultimo sarà in panchina potrebbe succedere che si debba andare ad attingere alle abilità di playmakeraggio di Carey e proprio questo potrebbe essere il vero ago della bilancia che misura il peso specifico di Forlì in campo. Insomma, si dovrà fare con quel che c’è, puntando molto anche sulla fame di carriera dei giovanotti biancorossi. Ho un auspicio per la stagione: si ricominci a far divertire il pubblico sempre appassionato del Palafiera, restituendogli la gioia di vedere giocare lottando per vincere.