Verso Gara 1 di playoff Cividale-Forlì, parola a Matteo Berti: “Vogliamo sfruttare il vantaggio delle prime due in casa”

Adesso si comincia a fare sul serio. La Serie A2 entra nel vivo e da domani si alzerà il sipario sui playoff. La nostra attenzione si concentra sulla serie che vedrà opposte l’Unieuro Forlì alla UEB Gesteco Cividale. Un duello ad alta intensità, tra due realtà che hanno dimostrato nel corso della stagione una certa solidità e di potersela giocare contro chiunque. In vista di Gara 1, in programma domenica ore 18 al PalaGesteco di Cividale, noi di Piazzale della Vittoria abbiamo raccolto le sensazioni del centro friulano, Matteo Berti (foto copertina Roberto Comuzzo), uno dei punti fermi della formazione di coach Pillastrini. Tra analisi dell’avversario e aspettative sulla serie, ecco le sue parole.

Buongiorno Berti, domenica finalmente inizieranno i playoff e sulla vostra strada ci sarà Forlì che avete già battuto due volte in stagione. Rispetto all’ultima sfida però, troverete Perkovic con Harper che è tutta un’altra coppia rispetto a Perkovic-Dawson. Cosa cambia per voi?
“Perkovic lo abbiamo affrontato nella seconda delle due sfide di regular season quando in quell’occasione fu Harper ad andare in tribuna, ma parliamo comunque di una squadra forte e ben strutturata nel suo insieme, contro la quale è vero che abbiamo vinto due volte in stagione regolare, ma ogni sfida è una storia a sé e i playoff saranno ancora un qualcosa di ben differente dal campionato. Tra i fattori chiave della partita ci saranno sicuramente quelli di cercare di limitare Perkovic, che è il top scorer della squadra, e Harper ovvero la loro coppia di stranieri”.
Nel preparare certe sfide, si cerca sempre di individuare una chiave di volta. Se le dicessi che la serie potrebbe decidersi sotto le plance nei duelli Magro, Del Chiaro e Pascolo da una parte e Berti, Miani e Dell’Agnello dall’altra?
“Guardi, alla fine sono serie al meglio delle cinque partite e quindi c’è sempre la possibilità che una sfida possa decidersi sotto canestro e quella successiva sugli esterni. Come ho detto prima ogni partita ha una sua storia a sé ed è sempre diversa perché ci si conosce sempre di più e si cerca di studiare ancora meglio gli avversari per provare a limitare qualsiasi nuova situazione possano proporre. Quindi per rispondere alla domanda le dico che potrà accadere che una gara la si decida noi lunghi ed un’altra che la decidano le guardie”.
Quanto potrà incidere il fattore campo, soprattutto in Gara 1, nell’economia della serie?
“In Serie A2 è la prima volta che partiamo in casa al primo turno dei playoff e sarà sicuramente una sfida sentitissima anche per i nostri tifosi. E’ probabile che si possa arrivare al tutto esaurito e sarà fondamentale il loro apporto avendo subito due possibilità per indirizzare la serie a nostro favore. Cercheremo di mettercela tutta e di approfittare di questo vantaggio delle prime due partite in casa”.
Tra i giovani che si sono messi in mostra in questo bellissimo campionato c’è sicuramente il suo compagno di squadra Francesco Ferrari, classe 2005. Lei che lo vede tutti i giorni in allenamento, quanto è cresciuto e dove può arrivare questo ragazzo?
“Francesco è un ragazzo che ha un potenziale altissimo ed un grande senso del lavoro. L’unica cosa nella quale è forse ancora un po’ carente in questo momento è nella stazza, deve lavorare per mettere su un po’ di chili, io stesso in tal senso ci sono passato e tuttora non è che sia nelle migliori condizioni, ma rispetto a un tempo sono certamente migliorato, e quando avrà completato questo percorso è potrebbe diventare un grandissimo giocatore a livello nazionale e, perché no, anche a livello internazionale. Parliamo comunque di un prospetto della Nazionale che ha ancora margini di miglioramento e un sacco di tempo davanti a sé per diventare un grandissimo giocatore. Voglio anche sottolineare l’umiltà che lo contraddistingue che è un aspetto molto importante”.
Per una volta le facciamo vestire i panni del coach. A quale giocatore non rinuncerebbe mai della sua squadra ed invece quale toglierebbe a Forlì?
“Eh.. (pausa riflessiva) dal nostro punto di vista le direi che non possiamo fare a meno di Eugenio Rota, il nostro capitano, perché è l’anima della squadra e colui che non si arrende mai cercando sempre di spronare i compagni a fare sempre meglio nei vari momenti della partita. Per quanto riguarda Forlì, invece, non conoscendoli bene le direi colui che dal punto di vista offensivo può essere più pericoloso degli altri, e quindi le dico Perkovic, anche se quest’anno anche Parravicini, dal punto di vista offensivo, si è fatto molto notare rispetto agli anni scorsi”.
Ci dica la verità: in passato è mai stato in procinto di vestire la canotta dell’Unieuro o comunque in trattativa col club romagnolo?
“Che io sappia no o quantomeno voci concrete a me personalmente non ne sono arrivate e avendo un agente che è delle vostre parti non mi ha mai fatto presente della possibilità concreta di vestire la canotta di Forlì. Se poi qualche abbozzo di discorso fu fatto, a me non è mai arrivato e quindi al 90% posso dirle che non c’è mai stato nulla di concreto”.
Si ringraziano la UEB Gesteco Cividale e l’atleta Matteo Berti per la disponibilità concessa nella realizzazione della presente intervista.