“Ciao Prof”. Si è spento Bruno Grandi, cittadino del mondo con Forlì nel cuore

E’ stato il più grande uomo di sport che Forlì abbia mai avuto. Come atleta prima e come massimo dirigente internazionale, poi. Un uomo che non ha mai dimenticato la sua città. Anzi, ha fatto tantissimo per lei. Fino al punto di battersi con ogni sua forza affinché un monumento quale l’Ex-Gil venisse recuperato e ridonato alla comunità e alle generazioni future. Uno spazio che doveva è (scriviamolo in maiuscolo) DOVRA’ ospitare quel Museo della Ginnastica che lui, Bruno Grandi, ha sognato e desiderato affinché non fosse una mera celebrazione dei fasti di un grande sport, ma qualcosa che renda per sempre Forlì la “capitale della ginnastica artistica”. Quella di cui lui è stato per tantissimo tempo (a partire dal 1996) presidente federale mondiale. Quella che ora lo piange.

Lo sport italiano è in lutto per la scomparsa di Bruno Grandi, “il Professore”, raro esempio di competenza e umanità al servizio del movimento. Nato a Forlì il 9 maggio 1934 è stato Presidente della Federginnastica italiana dal 1977 al 2000. Eletto nella Giunta Nazionale Coni nel 1984, diventa Vice Presidente nel novembre 1987, incarico che gli verrà confermato fino al maggio 2005.Tra l’ottobre 1998 e il gennaio 1999 ha ricoperto, in qualità di vicario, anche il ruolo di reggente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano dopo le dimissioni di Mario Pescante.

E’ stato un grande ginnasta distinguendosi a livello giovanile in importanti competizioni nazionali e internazionali. Diplomato ISEF a Roma nel 1958, ha iniziato la sua opera di istruttore nel 1962 presso il Gruppo Sportivo dei Vigili del Fuoco di Forlì. Giudice arbitro e poi responsabile della squadra nazionale giovanile, del 1969 e fino al 1977 è stato Direttore Tecnico della nazionale maschile della Federazione Ginnastica d’Italia.

Forlivese d.o.c., innamorato della sua città e delle sue origini, tanto da portare di recente nella cittadina romagnola una tappa di Coppa del Mondo di Acrobatica e il Museo della Ginnastica, da lui fortemente voluto, inizia l’attività agonistica nell’ormai ultracentenaria Unione Sportiva Forti e Liberi, società che vanta talenti del calibro di Mario Smeraldi, Littorio Sampieri, Jano Ravaioli, Maurizio Montesi. In una realtà, quella di Forlì, che, ai tempi, faceva la differenza in campo femminile, seppur tra le fila dei cugini dell’Edera, con le sorelle Cicognani, Rossella e Miranda, Gabriella Santarelli, Wanda Soprani (ben quattro delle sei azzurre ai Giochi di Roma del 1960 erano concittadine di Grandi) in una sana rivalità allora molto accesa anche con la Virtus di Bologna, la Panaro Modena, la Patria di Carpi, e la Persicetana di S.Giovanni in Persiceto.

Appesi i paracalli al chiodo, dopo una carriera con qualche exploit a livello giovanile che lo portò a sfiorare la Nazionale maggiore, intraprese il percorso da tecnico, studiando però anche da giudice internazionale. DTN della Sezione maschile dal 1969 al 1977 in un periodo di transizione dopo il grande ciclo di Franco Menichelli e compagni, crebbe una nuova generazione di atleti che ancora oggi vengono ricordati come “i ragazzi di Grandi”: ricordiamo tra gli altri Montesi, Cesare Marchetti, Aquilino Santoro, Maurizio Milanetto, Angelo Zucca, Giantomassi, Lampronti, fino a Fulvio Vailati, Roberto Pallotti, Carmine Luppino e Luigi Coppa.

Nel corso della lunga carriera dirigenziale sportiva ha contributo alla crescita e allo sviluppo del suo sport nel corso di più di 60 anni, con impegno e dedizione culminati con il suo quinto mandato alla guida della Ginnastica Mondiale (1996-2016). Andando a ritroso nel tempo, prima della sua elezione a capo della FIG, il Dirigente di Forlì è stato membro del Comitato Esecutivo Internazionale (1982 – 1988) e Vice Presidente dello stesso dal 1988 al 1992. Tra il 2000 e il 2004 è stato membro del CIO, prima di essere nominato componente della Commissione Sport per Tutti nel 2005 e della Commissione del Congresso Olimpico nel 2009. Presidente Onorario della Federazione mondiale e di quella italiana tra i suoi successi come dirigente sportivo, ricordiamo l’introduzione del nuovo sistema di punteggi nella Ginnastica Artistica e la novità delle FIG license. Noto per la sua lotta contro le ingiustizie sportive e per aver inserito le discipline di Trampolino Elastico, Aerobica e Acrobatica sotto l’egida della Federazione Internazionale.

Ha contribuito in modo decisivo a far sì che la ginnastica diventasse la terza disciplina più importate del programma olimpico dopo atletica leggera e nuoto.
La sua presidenza resterà per sempre e indissolubilmente legata ai grandi successi di Jury Chechi, grazie al quale vincerà la sua unica medaglia a cinque cerchi in 23 anni di presidenza: l’oro agli anelli di Atlanta 1996. Per sua stessa ammissione però sarà tutta la squadra azzurra di allora a rimanergli nel cuore.

Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, unendosi al cordoglio della famiglia ed esprimendo la vicinanza dello sport italiano, ha disposto le bandiere a mezz’asta per onorare la memoria di un grande personaggio che ha dato lustro al movimento con la sua mirabile attività dirigenziale.

Arresosi alla malattia che fino all’ultimo non è riuscita a domare il suo carattere fumantino e al tempo stesso generoso, capace di inalberarsi e commuoversi nell’intervallo di pochi minuti, parlando di gare o di regolamenti, lascia l’amata moglie, Franca Piccolomini, i tre figli, Fabrizia, Fabio e Massino, uno stuolo di splendidi nipoti e un vuoto incolmabile tra tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di lavorarci insieme.

Il Presidente FGI Gherardo Tecchi e l’intero Consiglio Direttivo Federale si sono stretti al cordoglio della famiglia, nel portare l’ideale abbraccio di tutto l’ambiente della Ginnastica e dello Sport italiano. Da oggi orfano di uno dei suoi più luminosi ed illuminati rappresentanti, capace di lasciare una firma indelebile tra la polvere di magnesio.

Grazie prof.!