Impedire a Ravenna di scappare via portandosi a +4 e sul 2-0 negli scontri diretti, vendicare il rocambolesco ko dell’esordio casalingo stagionale, regalarsi e regalare ai propri tifosi un gioia di Natale immensa. Sono queste le tre motivazioni alla base del derby di mezzogiorno tra OraSì e Unieuro che si disputerà in un Pala De Andrè prevedibilmente traboccante di pubblico ed entusiasmo. Se poi arrivasse anche un successo esterno di 7 o più punti, doppio regalo da porre sotto l’albero, perché significherebbe anche scontro diretto a favore e, quindi, primo posto.
Tutto vero e dentro di sè lo sa anche Sandro Dell’Agnello, ma guai a dire a un allenatore a dicembre che la partita conta. Risponderà «ni» per forza e, infatti, il coach della Pallacanestro 2.015 è proprio ciò che dice. E’ un derby che accende e scalda un dicembre già di suo ad alta temperatura, ma si va poco oltre questa constatazione.
«E’ una gara che conta per la classifica adesso mi verrebbe da dire che in realtà non conta visto che l’obiettivo va oltre la nostra bellissima classifica attuale che nessuno mi aveva imposto come obiettivo categorico. Il vero obiettivo è arrivare ad aprile in forma e con consapevolezza nei nostri mezzi. Però… è evidente che ci teniamo eccome a questa sfida. Sia noi che i nostri avversari».
Entrambe in striscia vincente da cinque turni, Pallacanestro .2015 e Basket Piero Manetti sono due formazioni in grande fiducia. Da dove deriva quella dei forlivesi?
«Abbiamo fatto grandi progressi, ora in attacco ci passiamo molto di più il pallone per trovare un vantaggio sull’avversario. Stiamo molto bene, lo dicono i risultati, ma credo lo mostri anche il campo, però io batto e continuerò a battere su un tasto: se oggi facciamo bene, domani dobbiamo dimostrare di saperlo fare di nuovo. Il rendimento che stiamo avendo deve aiutarci a capire che se ti alleni e poi applichi i concetti in un determinato modo, allora i risultati arrivano».
In queste poche frasi c’è un condensato perfetto del Dell’Agnello pensiero. A ben guardarci non dissimile da quello del suo collega Cancellieri. Le due formazioni hanno alla base fondamenta diverse per l’attacco, ma le stesse travi portanti difensive.
«Abbiamo forse più pericolosità diffusa rispetto a Ravenna che si basa sui due americani, ma alla fine i risultati che cogliamo sono gli stessi. E poi siamo entrambe squadre che partono dall’idea di non regalare nulla alle proprie avversarie, che costruiscono sempre partendo da dietro: non a caso subiamo di media gli stessi punti a partita».
E quindi, fatta salva la perdurante assenza di Klaudio Ndoja che, però, dalla prossima settimana dovrebbe tornare ad allenarsi con il gruppo e non più in modo differenziato, il derby nasce e finisce in difesa? E’ lì che si vincerà?
«Esatto, ma sarà anche un derby di motivazioni, di durezza mentale e fisica. Ravenna ha due dimensioni importanti, il tiro da tre punti di cui, comunque, non abusa e il miglior gioco in post grazie a Charles Thomas. Noi dovremo provare a limitare entrambi gli aspetti anche se non sarà semplice e non avere mai cali di tensione. In una partita di questo livello non puoi permetterteli».