Quando tutto sembrava fatto, la vittoria già in tasca, ecco arrivare la doccia gelata. La Pallacanestro 2.015 dà il ‘la’ nel peggior modo possibile al nuovo campionato inaugurandolo con una sconfitta che fa malissimo. Nel punteggio, certo, con Ravenna che passa 76-70, ma anche e soprattutto nel modo in cui il ko è maturato. Perché l’Unieuro la partita l’ha gettata alle ortiche con le proprie mani, in un finale di gara in cui i bizantini, belli che tramortiti, hanno clamorosamente girato la sfida con un parziale di 0-15. Clamoroso all’Unieuro Arena.
LA CRONACA
PF che si presenta in campo col quintetto visto di fatto in tutto il precampionato (Watson–Marini–Rush–Benvenuti–Bruttini), mentre Cancellieri fa partire dal pino un Giddy Potts ancora ben distante dalla miglior forma fisica.
Primo quarto che è tutto fuorché scoppiettante sia da una parte che dall’altra, è tutto fuorché positivo per la Pallacanestro 2.015. Che fatica maledettamente a trovare il bandolo della matassa – primi punti dopo 2’15”, bisognerà poi attendere il 6′ per rivedere il fondo della retina – e, più in generale, pecca fortemente di intensità ed amalgama tra le componenti in campo. Non che Ravenna dall’altra parte faccia granché (massimo vantaggio 5-11 firmato Seck a 7’30”), ma la Forlì brillante ammirata nel precampionato non c’è. Qualcosina si ‘smuove’ nel secondo periodo, con qualche giocata personale di Marini a suonare la carica ai suoi e una maggior ricerca del lungo (Bruttini) sotto canestro a firmare il +3 forlivese (23-20). L’Unieuro Arena ha un sussulto, che sia la (s)volta buona? No, anzi. Perché poi Dell’Agnello continua ad avere nulla dai suoi americani (4 punti in due alla pausa lunga…), il quintetto senza playmaker non porta i frutti sperati, le bocche da fuoco forlivesi sono spente e Ravenna infila un break di 0-7 che vale il +6 subito prima dell’intervallo. Poteva andar meglio, diciamo così.
E pure il terzo quarto non inizia certo nel migliore dei modi. Marini e Watson restituiscono il ‘favore’ firmando un contro-break di 7-0 (con tanto di prima tripla della partita forlivese) per il -4, ma dall’altra parte Thomas spinge sull’acceleratore e conduce i suoi al massimo vantaggio della partita (38-47) al 24′. Qui, però, c’è la svolta. Perché lo stesso americano si ‘becca’ il quarto fallo, viene richiamato in panchina e Forlì ha terreno fertile per ritirare su la partita. Marini ne segna 9 in 10′, Watson finalmente inizia a girare a dovere e l’Unieuro prima sigilla un 10-0 (vantaggio sul 48-47), quindi in avvio di quarta frazione trova addirittura il +11 (66-55) con lo stesso Marini: nel complesso, parzialone da 28-8. Di lì a poco per Ravenna si apre un’apparente voragine. Perché Thomas esce per falli, Giachetti e Bruttini la tengono a debita distanza (70-61, 36’10”) e tutto pare mettersi in discesa per i padroni di casa. Pare, appunto, perché il peccato veniale è proprio qui: pensare di aver già chiuso la faccenda. Non fosse che l’attacco forlivese non vede più la via del canestro mentre Ravenna chiude la propria gara con uno 0-15 da far accapponare la pelle. Sergio ne mette 7 in un battito di ciglia (con tanto di gioco da 4 punti), Chiumenti e Marino fanno il resto. La Romagna è giallorossa, canta il settore ospiti, per Forlì la serata è nerissima.
Unieuro Forlì – OraSì Ravenna 70 – 76
(25-18; 42-39; 61-60)
FORLÌ – Rush 8 (1/1, 2/4), Kitsing 2 (1/1), Giachetti 11 (1/7), Campori, Watson 10 (5/14), Petrovic, Marini 20 (8/12, 1/3), Cinti ne, Dilas ne, Benvenuti 10 (5/6, 0/2), Bruttini 7 (3/5), Ndoja 2 (1/3, 0/1). All. Dell’Agnello.
Tiri da 2: 25/49 (51%) – Tiri da 3: 3/10 (30%) – Tiri Liberi: 11/14 (79%) – Rimbalzi: 28, offensivi 8 – Palle perse: 9
RAVENNA – Farina ne, Potts 10 (2/4, 1/5), Jurkatamm ne, Thomas 14 (3/7, 1/2), Chiumenti 7 (2/3), Marino 15 (3/5, 3/8), Zanetti 2, Treier 7 (2/2, 1/2), Venuto 3 (1/5 da 3), Seck 2 (1/3), Sergio 16 (2/2, 3/6), Bravi ne. All. Cancellieri.
Tiri da 2: 15/26 (58%) – Tiri da 3: 10/28 (36%) – Tiri Liberi: 16/22 (73%) – Rimbalzi: 34, offensivi 10 – Palle perse: 11 – Fuori per Falli: Thomas

KEY FACTS
- Nel finale di gara la tattica centra poco, il maggior spessore tecnico pure: tutto è girato intorno a un fattore puramente di testa. La si poteva chiudere usando proprio la testa, senza pensare a gestire il (col senno di poi risicato) vantaggio con eccessiva nonchalance. Benissimo il cuore di Giachetti nel gettarsi a braccia aperte sul parquet in cerca di recuperare palla, ma poi sul ribaltamento Sergio è da solo e infila la tripla. Lo stesso Sergio mette un’altra tripla, si prende il fallo e Marino chiude il tutto con l’ennesima tripla, questa volta del vantaggio. Già, bastava un minimo di testa in più.
- È una sconfitta che fa malissimo, come dicevamo sopra, ma non è una sconfitta che, oggi, ‘pesa’. Vincono tutte le altre quotate, si è perso il derby contro un’avversaria più che abbordabile: tutto vero, ma ricordiamoci sempre che parliamo della prima di campionato. Ciò che è andato in scena sul finire della partita c’entra ben poco a prescindere, sì, ma con un maggior feeling di squadra, nelle prossime settimane, magari le partite si chiuderanno anche prima. La speranza è sempre quella di partire col piede giusto, ma, per l’occasione, la speranza è che questo brutto passo falso serva soltanto da lezione. Proviamo a guardare il bicchiere mezzo pieno.

LE PAGELLE
FORLÌ
Rush 5 – Partecipa attivamente al break forlivese a cavallo tra terzo e quarto periodo, con un paio di triple pesanti. Nel primo tempo, però, fatica a prendere le misure agli avversari e alla squadra. Perde malamente una sanguinosa palla nel momento clou nel finale.
Kitsing 6 – Sufficienza d’incoraggiamento. Dell’Agnello lo tiene in campo parecchio nel primo tempo, in cui l’estone mette insieme 8′.
Giachetti 5,5 – Il capitano ci mette il solito cuore, la solita voglia e grinta, ma non basta. Da un suo moto d’orgoglio nel finale, suo malgrado, nasce paradossalmente il parziale che consegna la vittoria a Ravenna. Rivedibile al tiro.
Watson 5 – Può e deve dare di più, non può essere questo il vero Mo. Anche lui prende parte al vortice forlivese di metà terzo periodo, quando si mette in mostra ‘smazzando’ assist per Marini e prendendosi tiri (anche se 0 triple tentate…). Nell’ultimo quarto torna però il fantasma di sé stesso, come, in fin dei conti, è stato anche nella prima parte di gara.
Marini 6,5 – Ne abbiamo avuto la conferma: la stagione della Pallacanestro 2.015 passerà principalmente da lui. È la principale arma da fuoco di Dell’Agnello e lo fa vedere debuttando a suo modo mandando a bersaglio ben 20 punti. Peccato siano stati inutili. Arriva a fine partita a corto di benzina.
Benvenuti 5,5 – Più lavoro di gomito in difesa che altro, dove comunque si fa vedere per qualche buona difesa sui lunghi avversari. Non è però certo un esordio da incorniciare il suo.
Bruttini 6 – 6, come i punti segnati nel secondo periodo che risvegliano l’Unieuro dal torpore. Sacrificio e dedizione alla causa in fase difensiva, contro un certo Thomas a tratti inarrestabile.
Ndoja 5,5 – 16′ in campo per l’albanese, dopo una preparazione saltata quasi per intero. Non è ancora certamente al top della forma e si vede ampiamente. Nella metà campo difensiva si batte e si sbatte, ma in attacco fatica e ‘mastica’ ancora parecchio.
Campori, Petrovic sv
Cinti, Dilas ne