La puntura di spillo | Forlì e un derby da dimenticare

Domenica, al Flaminio, l’allarme è suonato forte e chiaro. Forlì è sull’orlo del precipizio, senza troppi giri di parole. Lapalissiano, dal punto di vista sportivo. La classifica si fa sempre più preoccupante e la squadra, in attesa del recupero degli infortunati e dell’inserimento di Bossi, ha compiuto per l’ennesima volta passi indietro rispetto alle precedenti settimane. Ma ora tutto ciò si intreccia maledettamente con un sentimento di forte distacco da parte degli appassionati, sempre più evidente. Non che, ormai dallo scorso settembre, l’Unieuro Arena silenziosa o quasi sia uno spettacolo inebriante. Ma i trenta (30: tre-zero) tifosi forlivesi che hanno popolato il settore ospiti riminese, al netto della diserzione annunciata dalla Curva Nord, sono decisamente rappresentativi di ciò che si sta vivendo in questa stagione. Un ulteriore ingrediente, solo apparentemente di poco conto, che si aggiunge ad un impasto che rischia per davvero di farsi nocivo per la salute del club di viale Corridoni e, più in generale, per tutto l’ambiente forlivese.

Le vie di uscita, oggettivamente, non paiono essere numerose. A fine stagione ci sarà tempo per affrontare una serie di discorsi, tifo e società in primis, che si sono via via fatti sempre più ingombranti (purtroppo) col passare delle settimane. Anche perché, a tal proposito, potrebbe incidere pure la categoria che si disputerà nel campionato 2026/27. Non rimane dunque che aggrapparsi al campo. Allo spirito di Tavernelli e compagni e alla loro voglia di provare ad invertire la piega presa da questa stagione, riponendovi tutta la fiducia possibile. Sfuggire alla zona playout sarà complicatissimo. Perché la quintultima della classe, Cento, è a +2 con gli scontri diretti a favore ed una partita in meno rispetto della Pallacanestro 2.015. Inoltre, le ultime dieci giornate di regular season avranno un coefficiente di difficoltà tendenzialmente elevato, dovendo fronteggiare otto delle prime dieci della classe (si ‘eviteranno’ solo Rieti e Rimini, appena affrontata). Ma è l’unico appiglio possibile per tentare di raggiungere la terra promessa chiamata salvezza.