L’Unieuro è crollata anche sotto i colpi di Rimini. Rispetto alle precedenti uscite, nella prima metà di gara si sono finalmente visti lampi positivi. Per non parlare della prima metà del terzo quarto, quando – contrariamente ad altre recenti occasioni – Forlì ha letteralmente fatto faville mettendo la quinta e spingendo indietro Rbr fino al -16. Squadra carica a pallettoni, Palafiera acceso: la strada sembrava spianata (o quasi) verso la vittoria. Poi il capitombolo. I padroni di casa sono stati incapaci di attaccare la difesa a zona studiata da Dell’Agnello con Camara in punta su Harper (un ‘classico’ visto più volte anche nella triennale esperienza forlivese) ed i 41 punti subiti in meno di 15’ la dicono lunga sui benefici che tale mossa ha portato pure nella metà campo offensiva, a suon di transizioni. La Pallacanestro 2.015, se non altro, è uscita tra gli applausi dei propri tifosi. Ma i due punti, per la dodicesima volta in diciotto partite, per la settima nelle ultime otto, se li sono aggiudicati gli avversari. Una magrissima soddisfazione. Occorre dunque cambiare marcia ed è necessario farlo al più presto. Giunti oramai a metà del cammino (domenica, a Bergamo, sarà l’ultima gara del girone di andata), la salvezza è ancora tutta da conquistare e la zona playout è bollente più che mai. In questo momento, anche soltanto fantasticare i play-in, a -4 e con una partita in più rispetto al duo che oggi li disputerebbe, sarebbe un errore gravissimo. Figurarsi i playoff, distanti ben 10 punti.
I prossimi impegni diventano così fondamentali per risalire la china. È un disco rotto, tante sono le volte che si va ripetendo lo stesso discorso, ma Tavernelli e compagni non possono più sbagliare. Anche se la situazione di classifica non è cambiata più di tanto – di fatto tutte le squadre di alta classifica hanno fatto il proprio dovere –, la situazione si fa sempre più intricata e ora c’è un trittico delicatissimo. Si parte da Bergamo (campo ostico: due sole sconfitte casalinghe), quindi la Juvi Cremona di Kadeem Allen all’Unieuro Arena (primo match del nuovo anno e prima fatica del girone di ritorno) e poi viaggio alla volta del Taliercio di Mestre, contro una squadra in fiducia. Tre scontri diretti tra salvezza a play-in che indirizzeranno, in un senso o nell’altro, la stagione di una squadra che si augura di poter raccogliere dividendi dal nuovo assetto col positivo Stephens a ringhiare nel pitturato. Nella speranza che Babbo Natale (o la Befana, oramai) porti un graditissimo dono nel reparto esterni in seguito alla complicata ‘fuoriuscita’ di Del Chiaro (condizione imprescindibile per il club, ad oggi), sempre più ai margini delle rotazioni di Martino.