La puntura di spillo | Calendario e infermeria: la salvezza è un Mortirolo

Cinque partite alla fine, un margine sulla zona arancione prezioso ma risicato. La Pallacanestro 2.015 Forlì entra nel rush finale della regular season con un +2 su Cento che, se oggi calasse il sipario sulla stagione, varrebbe la salvezza diretta. Un vantaggio sottile, che restituisce un pizzico di fiducia e tiene accesa la speranza in un finale da vivere tutto d’un fiato, anche se gli ostacoli da superare saranno numerosi. Il primo snodo è già alle porte. Sabato arriverà al Palafiera il fanalino di coda Roseto. Una partita da vincere senza attenuanti. Portare a casa i due punti potrebbe valere un allungo (Cento gioca con Milano) e, comunque, consentirebbe di prendere fiato. Alla vigilia di un trittico intenso (tre partite in una settimana: dopo gli abruzzesi, ecco Verona e Livorno) e quindi ‘doppio’ impegno contro le attuali capoliste Pesaro e Fortitudo Bologna. Si salvi chi può, nel vero senso della parola.

È in questo contesto che emerge poi una questione che si è fatta spinosa nelle ultime ore e che rende questo finale tanto incerto quanto carico di ulteriore apprensione. La situazione del roster biancorosso, sotto il profilo della tenuta fisica, è infatti tutt’altro che rassicurante. Il ko di Scafati ha fotografato in modo impietoso le difficoltà. Tre assenze pesanti, rotazioni accorciate e la necessità di chiedere minuti importanti ai più giovani. I 21’ di Pinza e soprattutto i 10’ del giovanissimo Berluti — che prima di domenica aveva accumulato appena 8’ in tutta la stagione — la dicono lunghissima. Il problema è che all’orizzonte non vi sono certezze. Tavernelli dovrebbe rientrare in pista, anche se il problema all’anulare della mano destra lo ha già fermato per due gare consecutive. Gaspardo continua a convivere con una stagione complicata, costellata da acciacchi e dovrà stringere i denti da qui alla fine.

E poi c’è il nodo più grande, quello legato a Demonte Harper. Da oramai tre mesi è un’incognita costante, tra allenamenti a singhiozzo e fastidi ricorrenti che lo hanno spesso portato a non vestire la canotta il giorno della partita. In una fase così delicata, ‘regalare’ un americano — perché di questo si tratta, non potendo prevedere il suo contributo attivo e costante da qui alla fine —, nonché un altro componente (e mezzo, se consideriamo Tavernelli in ‘ballottaggio’ col positivo Bossi) del quintetto base biancorosso, rischia di diventare un fattore determinante in negativo. Anche perché le condizioni generali del resto del gruppo non sono ottimali.

È un bicchiere mezzo vuoto che pesa, inevitabilmente, (quasi) più del calendario stesso. Eppure, proprio da qui passa la chiave di questo finale. Cercando di trasformare le difficoltà in compattezza e stringere i denti, oltre naturalmente a tentare di conquistare il maggior numero possibile di vittorie. Forlì ha ancora tutto nelle proprie mani. Serviranno nervi saldi, spirito di sacrificio e, forse, anche un pizzico di fortuna e di ‘incastri’ favorevoli. La strada è in salita, ma, allo stesso tempo, resta ancora apertissima e l’ultimo capitolo del racconto tutto da scrivere. Auspicando nel lieto fine.