Fresco del traguardo appena raggiunto delle 400 presenze in maglia biancorossa, capitan Luca Cangini, tutt’altro che appagato, è pronto e carico a rimettersi in gioco anche nella prossima stagione con la maglia del Forlì Calcio a Cinque. Numeri da record che si aggiornano di anno in anno, raccontando una storia d’amore infinita, una storia che ormai si è tramutata in leggenda. Luca Cangini Greggi vestirà infatti la casacca biancorossa per la ventitreesima stagione consecutiva, la quindicesima con la fascia da capitano ormai tatuata al braccio.
Forlivese, classe 1983, una vita nel futsal nazionale tra serie B ed A2 sempre con la stessa maglia addosso, Luca nell’estate del 2018 ha deciso di sposare il nuovo progetto del ds Ghirelli seguendo la squadra nel futsal regionale. Quattro stagioni memorabili col capitano sempre tra i migliori in campo con la promozione in C1 centrata al primo tentativo e un’altra stagione d’eccellenza per lui e il suo Forlì da neopromossi nel massimo campionato regionale. Dopo la stagione spezzata dal Covid, il capitano ha guidato nella stagione appena conclusa i suoi ragazzi fino alla finale playoff promozione, dopo il terzo posto in regular season, e fino alla semifinale di Coppa regionale, persa solo ai rigori contro i futuri campioni della Real Casalgrandese.
Un rinnovo che rende entusiasta tutto l’ambiente, come si evince dalle parole di Ghirelli: «Che dire, non penso di avere rimasto molti aggettivi per descrivere un uomo straordinario a 360 gradi come il capitano. La sua umiltà, professionalità e il suo attaccamento alla maglia è qualcosa di unico in tutto il panorama sportivo italiano, e in tanti nel mondo del futsal dovrebbero seguirne l’esempio. Mi preme sottolineare come chi venga a vestire la maglia del Forlì abbia la fortuna e l’opportunità di avere l’esempio più lungimirante da seguire al proprio fianco nello spogliatoio. Un lusso che poche società si possono permettere. La riconoscenza e la stima che ho nei suoi confronti è illimitata. Il mio impegno nei suoi confronti è sempre quello di continuare a farlo divertire in campo costruendo attorno alla squadra uno staff organizzato e serio che gli possa permettere di continuare ad avere certe motivazioni come merita. Fino a quando vorrà giocare, nella mia squadra ci sarà posto per lui e potrà scegliere liberamente senza pressioni. Nel frattempo ce lo godiamo e continuiamo ad apprendere da lui».