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E in un batter d’occhio siamo già alla conclusione della terza tappa, ai primi verdetti, correlati agli ordini d’arrivo dei velocisti, ad alcune primitive sentenze. Sono bastate tre sole giornate per mettere in mostra muscoli, smania, voglia di darsi battaglia. Dopo la cronometro entusiasmante di Bologna, il bagno di folla sulla salita di San Luca, lo spettacolo regalatoci dal calore del pubblico e dalle scintille scaturite dalla sfida dei migliori della classifica, ci troviamo a farci qualche idea su che cosa ci aspetterà da qui a Verona, quando il menù, quello succulento, deve ancora essere servito.

Salutata l’Emilia, dunque, e scivolati giù per la Toscana, il finale di questa seconda tappa in linea ha regalato, nella giornata di ieri, un finale scoppiettante dopo uno svolgimento, per così dire, piatto. Ma dai 5km alla linea del traguardo in poi sono successe una serie di cose che hanno reso l’epilogo divertente col colpo di scena arrivato dopo la linea del traguardo, con il declassamento del Campione Italiano, Elia Viviani, retrocesso dal primo posto per un’irregolarità negli ultimi 50 metri, con la vittoria che scivola così dall’Italia alla Colombia. Fernando Gaviria aggiunge infatti un blasone alla sua giovane carriera. Il giorno prima, su un arrivo meno nervoso ma dedicato comunque alle ruote veloci, era stato il tedesco Ackermann a beffare Viviani e l’intero lotto di papabili vincitori.

Entriamo dentro la corsa quindi, proviamo a farlo come sempre con il nostro inviato speciale in prima linea, il forlivese Matteo Montaguti, che affila le armi in vista delle prossime tappe che sicuramente gli daranno più occasioni per mostrare la condizione: “Ieri è stata una tappa molto nervosa – spiega il corridore dell’Androni Giocattoli –, le squadre dei velocisti hanno reso il finale intenso, ma nel complesso sono state le condizioni meteo, col vento forte, a creare dei grattacapi.

Inutile fare qualcosa, stare fuori, tentare delle azioni nelle tappe come queste. Significherebbe cercare una fortuna che non c’è: sono frazioni cerchiate in rosso da settimane dalle varie squadre dei velocisiti. Nonostante senta delle buone gambe, sono rimasto tranquillo nelle retrovie, senza rischiare nulla, osservando con attenzione lo svolgimento. Rimanere calmo e tranquillo era un obiettivo. Penso che sia un bene che la corsa vada così lineare, come da previsioni”.

Questo Giro non ha dei particolari sussulti nelle sue prime giornate, è un disegno che non racchiude trabocchetti, insidie particolari nelle prime battute, anche se in Italia non si può mai dire. Le strade strette, il clima di ,aggio non sempre stabile, la voglia di fare, possono trasformare una tappa ‘tranquilla’. Oggi, martedì 14, ci aspetta una tappa non insidiosa, ma solo apparentemente – prosegue ancora Montaguti – Perché è una frazione lunga, e, dopo un GPM nella prima parte, è un continuo salire e scendere, il finale specialmente è nervoso. Sono ben oltre 200km e, vista la sua definizione non proprio lineare, può nascere una corsa meno sigillata dalle squadre. Sembrano pensieri solleticanti, stimoli per guardare al domani con uno spirito propositivo. “Certo, sono quelle giornate che se si sgancia un gruppetto ben assortito, ci si può trovare davanti e non farsi più riprendere. Prendere la fuga giusta e provarci in giornate così, può far si che venga fuori qualcosa di bello!.

Un’ultima riflessione sull’andamento di questa tre giorni, tentando di scovare nella sua voce la scintilla giusta che ci faccia sognare. “Posso dire che non ho voluto rischiare, era il piano sin dal principio. Rimanendo in disparte, mettendo in conto di perdere un po’ di tempo, ma salvaguardandomi e centellinando le forze. Il percorso mi darà l’occasione ed io devo essere attento e bravo a coglierla.

Il Giro trasmette questo: agitazione, elettricità, ma anche tanta voglia di farsi avanti. Si volta pagina in fretta, una tappa tira l’altra e ci si accorge che sono passati tre giorni e sembrava ieri che il Giro dovesse ancora prendere il via. Si svolge tutto, sempre, troppo in fretta, per questo l’attenzione per il momento topico è determinante per raggiungere l’obiettivo sperato. Confidiamo nella scintilla che si sente sempre nella sua voce e nella fortuna che possa assisterlo nel colpire al momento giusto.