I tre moschettieri… l’HANNO VISTA COSÌ! La resa del Gentil(e)uomo Forlì è in finale dopo 28 anni

È tutto vero, Forlì è in finale dopo 28 lunghi anni, dopo quello storico scontro con Rimini che tutta la città vorrebbe replicare. Ora c’è una finale da preparare, ma per farlo al meglio  occorre guardare indietro a quello straordinario percorso che ha portato la squadra qui. È l’11esima vittoria consecutiva, in una stagione con un record di 31-5, come direbbero negli USA. 

Incredibile è ciò che hanno fatto questi ragazzi, e forse ancor di più ciò che ha fatto Martino. Mentre tutti gli altri allenatori (nonostante un roster già fantastico) prima dei playoff sono andati a chiedere altre stelle ai presidenti, Martino no. I vari Logan, Terry, Banks sono usciti, e le rispettive Cantù, Udine e Bologna sono state eliminate e, come si dice in questi casi, ci riproveranno l’anno prossimo. Antimo invece no, non ha voluto modificare gli equilibri di squadra con altri fuoriclasse esagerati e ha dimostrato ancora una volta di avere ragione.

La finale sarà come il resto dei playoff, ovvero al meglio delle 5; si comincerà a Forli il 14 e il 16 giugno con palla due alle ore 21.00 per poi spostarsi a Cremona il 19. 

Ora Forlì ci crede, e quindi mercoledì prossimo tutti a palazzo, con l’augurio di raggiungere i 4500 spettatori, sperando che l’intera città si interessi perché ciò che sta facendo questo gruppo è qualcosa di magnifico, e dopo il 3-0 a Chiusi, eccone un altro  ottenuto contro la forte Udine. 

Il risultato finale (65-83) inganna, perché Gara-3 è stata sofferta, anche se non quanto il primo incontro. Questa volta Gentile si è messo in proprio, dando del filo da torcere agli ospiti. Le statistiche parlano da sole: 25 punti, 7 falli subiti e 9 rimbalzi. Peccato per Udine che abbia giocato quasi solo lui, a parte qualche accenno da parte di Gaspardo e qualche tripla di Monaldi, i due però non hanno raggiunto neanche la doppia cifra. Mentre per Udine c’è un solo giocatore in doppia cifra, per Forlì ce ne sono 5, altro fattore che ha fatto assolutamente la differenza. 

Proprio questi 5 giocatori sono artefici della super partita di Forlì che guadagna un posto nell’ambita finale. Primo fra tutti è l’MVP del match ovvero Luca Pollone che, eguagliando suo fratello e raggiungendo la finale, segna ben 15 punti con uno spaventoso 5 su 6 da tre punti. Segue Fabio Valentini, o “Tomassini” come è stato più volte chiamato dai telecronisti udinesi: 18 punti , tutti determinanti, con ottime percentuali anche dall’arco. Doppia cifra varcata anche per Vincent Sanford che, con molti canestri importanti, è stato fondamentale per la vittoria interrompendo la rimonta friulana. Ancora luminoso è Capitan Cinciarini: anche stavolta buonissima partita culminata con 12 punti. L’MVP difensivo è, tuttavia e senza ombra di dubbio, un portentoso Lorenzo Penna che, con una difesa eccellente che sporca tutte le linee avversarie, è artefice di tante palle recuperate e ben 10 punti che, diciamocelo, non si buttano mai. Con una prestazione al fosforo l’Unieuro Forlì  porta a casa una partita che tutta la città chiedeva da quasi 30 anni.

Non all’altezza Benvenuti e Radonjic, fermi a 0 punti, ma avranno tempo di rifarsi durante la serie finale. 

La partita comincia con un primo quarto davvero infuocato: Forlì comincia subito a segnare con Pollone e Valentini e si porta in vantaggio di ben 13 lunghezze, uno scarto considerevole. Poi, però, abbassa la guardia e permette a Udine di recuperare fino a quota 25 a 21. Nonostante questo, nel secondo periodo, Forlì dà un segnale significativo al punteggio e con un parziale di 20 a 11 si riporta di nuovo sul +13. Dopo l’intervallo, però, Udine inserisce un’altra marcia e con una rimonta orchestrata da un perfetto Gentile, si porta finalmente a poca distanza dal traguardo, a -1 dall’Unieuro. Nell’ultimo parziale, tuttavia, Sanford scuote la squadra e guida i suoi verso la vittoria. In breve, con diversi punti di Vincent e 2 triple consecutive di Valentini, la rimonta è arginata e Forlì porta a casa il posto per la finale.