L’Unieuro conquista il derby contro Rimini, davanti a 3710 sperttatori, dopo un tempo supplementare e dopo una prestazione ampiamente rivedibile che ha messo a nudo gli attuali limiti di una squadra che ancora non riesce ad essere tale.
ALLEN voto 6: un passo indietro rispetto a domenica e in generale alle sue possibilità. Molto confusionario e ancora poco in sintonia con alcuni compagni, Pascolo e Zampini su tutti. Sufficienza stiracchiata per i 7 rimbalzi e i 5 assist nei suoi 35′ di gioco, ma da lui è lecito aspettarsi una leadership migliore. CONFUSIONARIO
CINCIARINI voto 6: dopo un primo tempo decisamente no, come del resto quello dei suoi compagni, riesce a raddrizzare la rotta con una ripresa nella quale è anche grazie alla sua esperienza, leadership e sana ignoranza che Forlì accorcia e torna alle calcagna di una Rimini fin lì sempre avanti. Purtroppo spesso eccede e rischia di rovinare tutto, ma il capitano è questo e possiamo dire che c’è. Chiude il suo derby con 13 pt. 3 rimbalzi e 1 recuperata. CROCE E DELIZIA
VALENTINI voto 4: il play di Casale Monferrato comincia ad essere un problema. Prestazione da dimenticar in fretta e anche il coach che tra secondo tempo e over time sceglie di rinunciarci la dice lunga. Dov’è finito il giocatore entusiasmante della passata stagione? Il -13 con lui in campo sono un pessimo segnale. CHI L’HA VISTO?
ZAMPINI voto 6,5: in questo momento è indubbiamente l’uomo su cui puntare in cabina di regia. Se la partenza di Penna è stata dolorosa il suo arrivo è una bellissima sorpresa. Le qualità non sono mai state in discussione, semmai potevano esserci dubbi sulla tenuta fisica e mentale, ma lui sta rispondendo alla grande. Suo l’assist per Johnson che è valso il pareggio a una manciata di minuti dalla fine e suoi i liberi dell’allungo. Sta crescendo e in una serata nella quale Forlì gioca malissimo lui si salva alla grande. Chiude la sua serata con 10 pt. 8 rimbalzi, 2 recuperate, 3 perse e 3 assist. NOTA LIETA
JOHNSON voto 7: è il mattatore della serata. Come il resto della truppa fatica nel primo tempo per poi salire in cattedra sul finire del quarto periodo e trascinare i suoi nel supplementare. Vince la sfida tra i Johnson e il derby da top scorer e tanta energia. Per lui 20 pt. 7 rimbalzi, 1 stoppata e 1 persa in 32′ sul parquet. LET’S GO
PASCOLO voto 5: sembra un pesce fuor d’acqua. Non riesce ad incidere in attacco con parabole improbabili e non riesce a farsi valere nemmeno nella propria metà campo. Resta sul parquet 17′ e per lui a referto ci sono 3 rimbalzi, 1 stoppata, 1 recuperata e 1 assist. ANONIMO
ZILLI voto 5,5: non bastano 2 rimbalzi, per quanto importanti, sul finire della sfida per garantirgli la sufficienza. Rimini ha giocato duro ed è stata aggressiva per tuti i primi 20′ di gioco salvo poi calare alla distanza e lui, come tutta Forlì, ha sofferto l’aggressività dei riminesi non riuscendo ad imporsi e a farsi valere. 4 pt. 4 rimbalzi, 1 persa e 1 assist sono lo specchio di una partita non certo di livello né sua, né di Forlì. TIMIDO
POLLONE voto 6,5: sempre tanta dedizione difensiva condita da un paio di triple importanti 6 rimbalzi e 1 recuperata. Il coach lo lascia in campo praticamente una partita intera proprio perché è l’uomo che gli garantisce gli equilibri difensivi e che non tradisce mai. Poco appariscente, ma molto efficace. AGO DELLA BILANCIA
RADONJIC voto 6: dopo la grande prova di domenica questa sera non riesce a ripetersi, ma va detto che si sacrifica tanto nel cercare di arginare i lunghi riminesi e coach Martino lo preferisce a Pascolo nei momenti clou. Resta infatti sul parquet nonostante i 4 falli nel momento della rimonta forlivesi. APPLICATO
ALL. MARTINO voto 6,5: per i primi tre periodi i suoi non ci capiscono granché storditi dall’aggressività dei riminesi che assaporano a lungo il gusto della vittoria. Oggi Forlì la spunta nonostante sia stata a lungo messa sotto in quella che è la sua arma migliore: la difesa. Poi la scelta di rinunciare a Valentini e Pascolo favorendo chi oggi offriva maggiori garanzie si è rivelata fortunata e vincente. Anche Johnson da 5 e la rinuncia a Zilli, per frenare l’impeto di Justin Johnson, si è rivelata una mossa vincente. DECISIVO