FORLI' CALCIO presentazione nuovi attaccanti

Luca Cognigni, Francesco Nardella e Pietro Biancheri si presentano ai loro nuovo tifosi

l primo neoacquisto a prendere la parola è anche il più esperto dei tre, vale a dire Luca Cognigni, classe 1991, centravanti nato ad Ancona e proveniente dal Legnago Salus (Serie D, Girone C), con alle spalle una carriera quasi interamente spesa in Serie C. Ben 8 stagioni consecutive con le maglie di Ancona e Fermana, oltre ad una parentesi a Siracusa. Prodotto del vivaio dell’Ascoli, con cui esordì in Serie B nel 2010, Cognigni ha poi militato nel Mezzocorona e nella Paganese (C2), prima di scendere a Tolentino, in Eccellenza marchigiana (miglior score realizzativo con 17 reti). Quindi Matelica (Serie D, 14 gol) ed il salto nei professionisti, tornando appunto nella sua città natale, Ancona.
Ora il Forlì.
Il suo è stato un esordio con i fiocchi: gol ed assist nel 4-2 sul Riccione, condito però da un fastidioso infortunio muscolare, che lo ha tenuto fuori nelle due gare seguenti.
“Ero partito bene e purtroppo questo stop non ci voleva. Valutiamo le mie condizioni passo passo con lo staff, quindi per domenica non saprei cosa poter promettere o aspettarmi, forse la panchina.”
In sua assenza la squadra ha perso 5 lunghezze dalla capolista….
“Dispiace la distanza dalla prima, perché analizzando le partite la squadra non ha ottenuto quanto prodotto. Al mio arrivo ho trovato una squadra entusiasta e che gioca. Continueremo a lavorare in settimana per migliorarci e vincere il più possibile.”
A Legnago qualcosa non ha funzionato, perché ha scelto Forlì ed il Forlì?
“Forlì è una piazza che merita la Serie C. Credo che i presupposti per ambire ad ottenere questo risultato ci siano. In passato, sempre in C, ho affrontato il Forlì qualche volta da avversario ed ora sono felice della chiamata del Direttore e di essere qui.”
Dopo tanti anni trascorsi nei professionisti, quali sono le differenze maggiori fra il calcio in Serie C e D?
“In Serie D le squadre giocano più a viso aperto rispetto alla Serie C, dove c’è più tatticismo e tutto è finalizzato sempre al risultato, in modo più esasperato. È un aspetto questo che, avendo io militato in squadre che lottavano per salvarsi, ho notato maggiormente. Le partite sono meno divertenti rispetto alla D.”
Spesso ha subito infortuni nel momento sbagliato…. rimpianti?
“Si, è vero. La mia carriera è stata spesso costellata da infortuni che mi hanno frenato nel momento giusto. Non ho comunque grossi rimpianti, sono ripartito da Fermo dove abbiamo ottenuto 4 salvezze importanti in Serie C. A Legnago invece dopo l’infortunio c’è stata una stupida espulsione e chi mi ha sostituito ha fatto bene. Poi si è aperto il mercato, con la chiamata del Direttore che ho accettato subito.”
Personalmente quale obbiettivo si è posto venendo a Forlì?
“Quello di far bene e di aiutare i miei compagni a raggiungere i risultati sperati. Segnare non è mai stata un’ossessione per me, è più importante il risultato di squadra. Sono un giocatore a cui in campo piace dialogare con i compagni e se c’è da fare un assist per me va bene come segnare. Conta solo che alla fine si vinca.”

Subito dopo è il turno di Pietro Biancheri e Francesco Nardella prendono la parola e si presentano ai tifosi. Biancheri è stato il secondo acquisto del mercato invernale del Forlì. Classe 2002, proveniente dal Piacenza, dove aveva sottoscritto un accordo triennale(!!!), non trovando spazio ha preferito tornare in Serie D, dove già aveva giocato nella seconda parte dell’anno scorso (Montebelluna, Girone C, 6 reti in 12 gare).
Punta centrale, è cresciuto nel Carpi, passando alla Spal dopo il fallimento della Società biancorossa emiliana; quindi, l’estate scorsa, l’approdo poco fortunato al Piacenza.
Adesso il suo presente si chiama Forlì e lui ne è entusiasta.
“Avevo un contratto triennale in Serie C, a Piacenza, poi anche a causa dell’avvicendamento del mister ci sono stati dei problemi ed appena mi è stata prospettata l’opportunità di venire a Forlì non ci ho pensato su 2 volte ed ho subito accettato. Qui ho trovato un ambiente giusto, con tanti bravi ragazzi. Direttore, Mister e staff tecnico sono molto bravi. Sono sicuro che faremo un grande Girone di ritorno!” (Afferma convinto ripetendolo).
Come giocatore si descrive così: punta centrale, che fa reparto da solo, ma che può giocare anche in coppia.
“Nonostante la mia stazza fisica, mi piace attaccare la profondità e fare reparto da solo, ma sto imparando a giocare a due punte, col trequartista a supporto, e questo sicuramente mi porta ad avere molte più opportunità di segnare. Lavorare con Mister Graffiedi, col suo passato da professionista, è molto importante per me e mi porta ad imparare tanto.”

Infine la parola passa al più giovane dei tre, Francesco Nardella, pugliese di Foggia, attaccante del 2004 prelevato dalla Pro Vercelli (Serie C), formazione allenata dall’ex tecnico biancorosso Massimo Paci.
“Sono stato felice della chiamata del Direttore, non aspettavo altro. Spero di ripagare nel migliore dei modi la fiducia della Società. Ho lavorato con Mr. Paci, che mi ha parlato molto bene del Forlì e dell’ambiente forlivese. Preferisco giocare da trequartista, anche se spesso sono stato impiegato da attaccante esterno destro. Sono comunque a disposizione dell’allenatore.”