A password will be e-mailed to you.

Un ritorno molto atteso, nella splendida cornice di uno dei più noti e longevi gala professionistici di MMA. Cage Fight 24, questo il nome dell’evento che ha visto il ritorno in gabbia dell’atleta forlivese Davide Scavone, già pluricampione italiano  in passato, nazionale e contender ai mondiali americani del 2014, e da  qualche anno titolare insieme al padre di Arena Combat, la più nota e grande palestra di arti marziali e sport da ring della Romagna 

Il forlivese, fermo da quattro anni a seguito di numerosi problemi fisici e personali importanti, tra i quali un brutto male, dopo aver tentato un rientro due anni fa non è più riuscito a dare continuità e forza alla sua passione, non potendo pertanto tornare a competere ai  livelli che gli competevano. Tutto ciò fino a sabato scorso, però. Perché in quel di Treviso si è vissuto un vero e proprio ritorno al  passato. Davide, accompagnato come sempre dal padre al proprio angolo in veste di head coach, e dal secondo allenatore Roberto, è tornato a calcare la gabbia della più grande organizzazione di sport da ring in Italia, appunto la Kombat League, dando vita a un match pieno di  emozioni che ha incendiato il pubblico pagante. Il suo avversario, atleta di casa ed esperto Thai boxer, si è dimostrato un coriaceo avversario che ha portato il match sino al termine, per 3  riprese da 5 minuti (il tempo di un match professionistico di MMA) di  emozioni, intensità e grande rispetto.

Pronti via, infatti, l’atleta forlivese ha tentato di imporre il proprio striking (la fase in piedi fatti di tecniche pugilistiche e di muay thai), cercando secondo la strategia decisa precedentemente di incalzare  l’avversario. La freddezza e l’esperienza dell’avversario ha però consentito a questi di uscire da situazioni di grande pericolo, ed anche di rispondere violentemente con uno splendido high kick che il nostro Davide è  riuscito ad amortizzare. Al successivo scambio in piedi su una chiusura difensiva  dell’avversario, Davide approfitta per prendere il timing e spostare a terra il combattimento, dove guadagna una posizione laterale da cui  effettuare un continuo e pesante “ground & pound”.

Il copione si ripeterà anche nel secondo round, con situazioni di  combattimento a parete, e tentativi di uscita in parte riusciti da parte  dell’avversario che si ritroverà a subire finanche una monta dalla quale saprà con tenacia recuperare. Infine il terzo e ultimo round, all’inizio del quale i due atleti danno  esempio di straordinaria sportività abbracciandosi prima di dare vita  agli ultimi 5 minuti di inferno, sportivamente parlando. Un terzo round che vedrà Davide tentare di chiudere prima il match,  anche sfruttando un taglio evidente all’arcata destra dell’avversario,  che lo porterà a perdere sangue al suolo, per poi accontentarsi di una  vittoria netta (30-27 il risultato unanime), anche a seguito di una  grande prova di forza dell’avversario, prima resistente ad un tentativo  di sottomissione (“Americana” e poi “Straight arm bar” da laterale) e  poi, sino al termine, mai domo pur subendo il pesantissimo “round &  pound”.

Queste le parole a caldo di Davide: Era un match diverso da tutti gli altri. Nonostante il tentativo di  rientro un po’ forzato di due anni fa, ero davvero fermo da quattro  anni. E in questi quattro anni ho dovuto affrontare di tutto, a livello  fisico e personale. Ma oggi sono davvero felice, e voglio ringraziare il mio avversario, un atleta vero, di quelli con un cuore enorme che non  fanno calcoli, e combattono davvero col cuore. E’ stato un onore”.

E sulla prestazione: “Nel complesso bene. Ho sentito più del solito la tensione prima del  match, ma era normale dopo tanto tempo. La strategia decisa si è  rivelata però perfetta, e di questo ringrazio i miei maestri. In primis  il mio Capo allenatore e padre Luigi, e poi Roberto e Gianluca. Sicuramente c’è da lavorare sulle transizioni, quella fluidità che avevo  un tempo ed era una delle mie caratteristiche principali, e che oggi ho  sentito un po’ arrugginita. Di contro sono molto felice della parte fisica, per la quale devo ringraziare anche il mio mentore e amico Andrea Chellini (Moving studio  Firenze). Così come della sicurezza mostrata al suolo e al solito efficacissimo  lavoro pugilistico che mi ha aperto la strada ai take down. Ora? Una settimana di meritato riposo, poi mi rimetterò in moto  studiando il match per capire dove lavorare di più e tornare ancora più  forte. Prima però, di nuovo in palestra alla guida della squadra agonisti Arena  Combat – Team Scavone, che vedrà numerosi atleti competere per il titolo  italiano sia di MMA che di grappling che di kick boxing a fine maggio.  Ora tocca a loro ed io sarò con Luigi al loro angolo!”.