Tra acciacchi e voglia di conferme, Forlì sale a Verona: «E’ il nostro Mortirolo»

Arriva la grande sfida e la Pallacanestro 2.015 Forlì è mentalmente pronta a cercare consacrazione a Verona. Mentalmente… tatticamente… tecnicamente… ma fisicamente, insomma…

Sì, perché ciò che offusca il cielo limpido di Forlì è la situazione non certo idilliaca dell’infermeria. Ciò nonostante coach Sandro Dell’Agnello fa sfoggio di convinzione e determinazione. D’altronde lo ha sempre fatto sinora, senza mai pararsi dietro assenze o infortuni.

«Non siamo messi benissimo: Marini e Watson Jr hanno la febbre, mentre Ndoja è caduto sulla mano destra e ha problemi al polso e Jacopo Giachetti si è procurato una distorsione alla caviglia nel finale del match con Montegranaro. Non so ancora dire come evolveranno le situazioni, vediamo domani, ma se un attacco febbrile può passare, Jacopo e Klaudio li dovremo valutare solo sul momento.

Detto questo, abbiamo fiducia nei nostri mezzi, l’abbiamo sempre avuta e dimostrata e quindi andiamo a Verona con attenzione verso una squadra di valore che la merita, ma senza preoccupazione».

Una squadra reduce da 7 vittorie consecutive contro una che pare avere trovato quella continuità che le è mancata a lungo. Che valore ha il match?

«Al momento, relativo per la classifica, ma se paragoniamo il campionato a un Giro d’Italia, allora possiamo dire che quella di domani è la tappa del Mortirolo. Una tappa molto dura, ma nella quale abbiamo tanto da guadagnare. Con una vittoria, infatti, il secondo posto potremmo metterlo in cassaforte anche se io guardo alla classifica che sarà al termine della fase ad orologio e non a quella che terminerà tra 4 incontri. Quindi, conti alla mano, di partite ne mancano 10. Premesso che andiamo per vincere e che non penso ad altro, se dovessimo perdere non ci cascherebbe il mondo addosso, mentre a Verona una sconfitta potrebbe fare assai meno piacere».

Vero, ma che Verona troverà davanti a sè l’Unieuro? Una squadra diversa rispetto a quella dell’andata, sia per uomini, sia per atteggiamento in campo.

«Sì, è una formazione molto diversa con la stessa qualità di prima, ma con un quintetto più dinamico che con coach Diana gioca meno compassato. Verona esprime il meglio di sè quando attacca in velocità e quindi dovremo cercare di tenere la gara a punteggio basso».

E poi c’è la proverbiale tenacia di Bobby Jones, un ex forlivese che agli scorsi play-off, con Rieti, fu indigesto.

«Conosco bene Bobby, l’ho allenato a Caserta ed è stato anche grazie a lui che abbiamo conquistato la salvezza in serie A. ha lo stesso spirito vincente di allora perché è uno che non si tira mai indietro. Neppure noi, però. Comunque anche Loschi è un acquisto di spessore, direi che Verona ha aggiunto altri “pirati” a un veliero che già ne aveva eccome. A questo e alla loro fisicità, dovremo prestare grande attenzione».