Il Campobasso si presenta alla sfida casalinga contro il Forlì con la consapevolezza di essere ormai una realtà solida del girone B di Serie C. La squadra guidata da Luciano Zauri ha costruito nel corso della stagione un’identità precisa, fatta di equilibrio, pragmatismo e continuità di rendimento, elementi che le hanno permesso di restare stabilmente in zona playoff, nonostante la penalizzazione di due punti.
I numeri raccontano bene il percorso dei rossoblù: quinto posto a parimerito con il Pineto a 45 punti e un bilancio positivo fatto di 13 vittorie, 8 pareggi e 9 sconfitte, 41 gol fatti e 35 subiti, fotografia di una squadra organizzata, capace di segnare con regolarità ma anche di mantenere una discreta solidità difensiva. Non una corazzata, ma un avversario scomodo per chiunque, soprattutto tra le mura amiche del Molinari, dove il Campobasso ha costruito gran parte dei propri punti (7 vittorie e solo 4 sconfitte), mostrando affidabilità e una certa maturità nella gestione delle partite.
La squadra interpreta bene le partite
Ed è proprio questa maturità uno degli aspetti più evidenti nella squadra di Zauri. Il Campobasso non ha bisogno di dominare per vincere: sa aspettare, leggere i momenti della gara e colpire quando serve. Un approccio tipicamente da Serie C, che lo rende difficile da affrontare e spesso efficace anche contro avversari sulla carta più attrezzati. Dal punto di vista offensivo, uno degli elementi più interessanti è la distribuzione dei gol. Non c’è un unico bomber in grado di monopolizzare la scena, ma una produzione diffusa che coinvolge più interpreti. Bifulco resta il riferimento con 11 gol, ma lavora molto per la squadra, mentre esterni e centrocampisti si inseriscono con continuità, rendendo l’attacco meno prevedibile.
Tatticamente, la squadra si muove tra il 4-3-3 e il 4-2-3-1, sistemi che garantiscono equilibrio e flessibilità. In fase di non possesso il blocco resta compatto, con linee strette e attenzione a non concedere profondità; quando invece si sviluppa il gioco, i rossoblù cercano ampiezza sugli esterni e inserimenti senza palla, soprattutto da parte delle mezzali. Il centrocampo, più che l’attacco, rappresenta il vero motore della squadra: è lì che si costruiscono ritmo, equilibrio e gran parte della pericolosità offensiva.
Verso la sfida con il Forlì
In vista della gara contro il Forlì, c’è anche un precedente stagionale che pesa e racconta molto del carattere di questo Campobasso. All’andata, infatti, la formazione romagnola aveva chiuso il primo tempo avanti 2-0, dando l’impressione di avere la partita in controllo. Nella ripresa, però, arrivò la reazione rossoblù: una rimonta completa fino al 2-3 finale, segnale evidente di una squadra che non si disunisce e che sa cambiare volto anche a gara in corso.
È forse proprio questo l’aspetto più pericoloso per il Forlì: affrontare un Campobasso che non perde mai del tutto il filo della partita, capace di restare dentro il match anche nei momenti difficili e di sfruttare ogni episodio. Sabato servirà quindi grande attenzione, perché i rossoblù hanno dimostrato più volte di poter colpire in qualsiasi momento, senza bisogno di lunghe fasi di dominio. In definitiva, quella che scenderà in campo al Molinari è una squadra concreta, organizzata e in crescita rispetto alla scorsa stagione. Non spettacolare, ma efficace. E soprattutto, una squadra che ha imparato a crederci fino in fondo.