Archiviata la vittoriosa trasferta di Cento è già tempo di pensare alla prossima sfida e al prossimo step di crescita per consolidare gruppo e ambizioni della Pallacanestro Forlì 2.015. Noi di Piazzale della Vittoria abbiamo raggiunto telefonicamente l’ala biancorossa Luca Pollone (Foto copertina di Massimo Nazzaro) per cominciare ad addentrarci nella sfida di Ferrara contro la Pallacanestro Nardò sconfitta a domicilio da Udine.
Buongiorno Pollone, domenica è iniziata la sua seconda stagione a Forlì e l’impatto è stato importante. Rispetto allo scorso anno sente maggiormente il peso delle responsabilità?
“Credo che dire maggiormente non rispecchi appieno la realtà. Come dicevamo l’anno scorso dobbiamo affrontare tutto il campionato e quindi una partita alla volta con il massimo rispetto e stima dell’avversario che hai di fronte, che si tratti della prima della classe o dell’ultima in classifica. Sia che si giochi contro un avversario che sulla carta è più forte o che si presupponga più debole dobbiamo avere tutti la responsabilità di preparare al meglio la partita della domenica con il massimo dell’impegno durante la settimana e andare avanti una settimana alla volta”.
Oggi il roster è più profondo e sono cambiati alcuni compagni. Sono cambiate anche le consegne che richiede coach Antimo Martino?
“Sicuramente di anno in anno cambia tanto. E’ vero che qualcuno è rimasto, ma adesso basta parlare del passato perché c’è una stagione importante da affrontare e come si è visto domenica a Cento nella prima partita di campionato siamo una squadra a cui piace passarsi la palla e giocare assieme che non dipende da un solo giocatore, anche se nei momenti importanti ci affidiamo alle mani dei nostri punti forti, ma allo stesso tempo ci sono stati dei momenti della partita che hanno visto protagonisti diversi di noi. Ognuno ha seguito le consegne che gli sono state affidate e ha cercato di sfruttare al meglio le occasioni”.
Ci racconti un po’ di sé. Quali obiettivi si pone a livello sportivo e chi è Luca Pollone al di fuori del basket?
“Gli obiettivi che mi pongo sono quelli di migliorarmi e lavorare su quelle lacune che ancora sono presenti nel mio gioco e cercare di poter dare un maggior contributo alla squadra perché soprattutto nei momenti invernali, come diceva un mio vecchio allenatore riprendendo una frase di qualcuno un po’ più famoso – I giocatori si formano in estate le squadre d’inverno – bisogna pensare di squadra e a quello che è il bene primario del nostro gruppo. Chi è Luca Pollone al di fuori del campo da basket è meglio chiederlo agli altri. Scherzi a parte sono uno a cui piace guardare film e andare al cinema. Quando ho tempo cerco di studiare perché sono iscritto ad Ingegneria e vorrei finire l’Università “.
Lei arrivò a Forlì dopo un’ottima stagione a Chiusi nella quale tirò con il 43% da tre. A Forlì si è dimostrato un ottimo difensore. In che cosa si sente migliorato e in cosa, invece, deve ancora migliorare?
“Mah… ogni stagione ha un significato diverso e penso non sia corretto prendere semplicemente dei numeri e confrontarli, cosa peraltro che non amo fare. Avere un roster e compagni più esperti a cui era affidato una maggior responsabilità di trascinare la squadra in ambito offensivo, sicuramente sgravava il mio compito di essere il leader in attacco, pertanto non dico sia più facile o difficile una situazione o un’altra, ma ritengo siano situazioni diverse e difficilmente paragonabili. Sicuramente oggi ho acquisito più esperienza, ma come dicevo prima sto lavorando sodo per migliorarmi e poter dare un maggior contributo in ogni situazione ai miei compagni”.
Al tifoso forlivese piace il giocatore spettacolare, ma anche quello che sa sbucciarsi le ginocchia. Qual è il suo rapporto con Forlì e i suoi tifosi?
“Personalmente apprezzo moltissimo quando i tifosi ci sostengono e credo che a loro piaccia vedere quando noi ci si diverte in campo perché riusciamo a trasmettere il nostro entusiasmo che diventa l’entusiasmo di tutta l’Unieuro Arena. L’augurio migliore che posso fare ai nostri tifosi e a noi stessi è quello di cercare di divertirci tutti insieme per vivere un’altra grande stagione”.
Domenica la vostra prima casalinga contro Nardò sarà disputata a Ferrara. Che squadra è Nardò e quanto peserà giocare “fuori casa”?
“Nardò viene da una sconfitta casalinga contro Udine e vorrà cercare il pronto riscatto. Sono una squadra che non va assolutamente sottovalutata con un duo americano molto pericoloso. Credo che giocare fuori casa sia sicuramente un piccolo svantaggio perché è indubbio che sarebbe stato meglio giocare a Forlì, ma sono altrettanto sicuro che i nostri tifosi ci seguiranno per venire a darci una mano e non ci faranno mancare il loro supporto anche a Ferrara”.
Si ringraziano la Pallacanestro Forlì 2.015 e Luca Pollone per la disponibilità nel realizzare la presente intervista.